Diario di classe

Che la scuola fosse destinata a diventare un terreno di scontro politico primario in vista delle elezioni cantonali dell’aprile 2023 lo si poteva prevedere già da parecchio tempo. Ma mi illudevo che non fosse possibile che, in nome di questo scontro, si fosse pronti a utilizzare qualsiasi mezzo per sponsorizzare sé stessi o il proprio partito. È invece successo nelle scorse settimane: mi riferisco alla vicenda del direttore di scuola media indagato per atti sessuali.


Un fatto gravissimo e inaccettabile da ogni punto di vista, una situazione oggi al vaglio della magistratura e su cui va fatta tutta, ma proprio tutta la chiarezza necessaria dentro e fuori l’Amministrazione cantonale nei tempi più brevi possibili.

 

Ma questo non giustifica quanto sta avvenendo. Se infatti è comprensibile e giustificato che sia dato un riscontro informativo complessivo su quanto avvenuto e anche che i partiti possano chiedere lumi al Governo nel merito di questa orribile vicenda, quello che non riesco ad accettare e su cui ho da ridire, e pesantemente, è lo strombazzamento e la morbosità ad esempio di certi titoli e contenuti di atti parlamentari o dei dettagli della vicenda che i partiti stessi fomentano e amplificano anche grazie all’interesse, a sua volta gestito in modo non sempre corretto, da parte dei media. È questo a essere davvero inaccettabile!


Perché siamo di fronte a una vicenda che ha coinvolto persone giovanissime, adolescenti che, a causa di tutto questo “strombazzare”, sono state costrette a vivere e rivivere quotidianamente e ripetutamente, nelle cronache e nei dettagli riportati, quanto da loro patito, oltretutto in un momento della loro vita di particolare fragilità. Purtroppo non è la prima volta.


Si potrebbe dire che in questo Cantone avviene ogni volta che c’è un atto di violenza sessuale. Ma che questo potesse riproporsi anche per un caso che coinvolge persone così giovani, senza l’attenzione e la cura dovuta al rispetto della loro età e della loro dignità, mi sembra davvero molto preoccupante. E questo pur nella consapevolezza di essere di fronte a un fatto gravissimo, lo riconfermo! In tal senso credo che, oltre a fare tutto il necessario per chiarire quanto successo e attribuire a chi di dovere le dovute responsabilità fino in fondo, sia importante valutare e riflettere su quali strumenti possano servire in aggiunta eventualmente a quanto già oggi esiste per evitare che simili situazioni si possano riproporre.


Serve qualcosa in più di quanto già oggi disponibile nella scuola? Su questo dovrà chinarsi l’amministrazione cantonale, sostenuta in questo, spero questa volta davvero con onestà intellettuale, dalla politica.
Senza dimenticare che siamo firmatari della Convenzione di Istanbul che impone agli stati firmatari di proteggere le vittime da tutte le forme di violenza, compresa la violenza terziaria,  indicando con questo termine la violenza che le vittime subiscono nelle cronache, nei racconti e nei resoconti dei fatti che le concernono e che non rispettano nei modi dovuti l’anonimato (cosa non facile in un Cantone come il nostro!) e il pieno rispetto della loro dignità e integrità personale.

Pubblicato il 

29.09.22
 
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