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Il quinto rospo

di

Gianfranco Helbling
“Ognuno di noi ha dovuto ingoiare un rospo”. Per il presidente del governo ticinese Gabriele Gendotti il Preventivo 2005 del Cantone è frutto in primo luogo della disponibilità a fare sacrifici da parte dei cinque dipartimenti e dei relativi gruppi d’interesse. Il tutto in vista di un ancora lontanissimo risanamento dei conti. E sta tutta qui, nei cinque rospi ingoiati, l’unica vera novità di questo Preventivo. Perché per la prima volta da quando è in governo Marina Masoni, la profeta del menostato, ha dovuto trangugiare pubblicamente il suo rospo, annunciando un aumento dell’imposizione fiscale, per quanto contenuta e limitata nel tempo. Non è ancora un’inversione di tendenza, ma è comunque un segnale molto significativo, una vittoria da mettere in conto della sinistra e del fronte che si era costituito contro il Preventivo 2004. Ma le novità finiscono qui. E non soltanto perché Masoni è tutt’altro che convinta della necessità di aumentare l’imposizione fiscale per risanare i conti dello Stato dissanguati da quasi dieci anni di politiche defiscalizzatrici. Le sue parole («Soltanto contingenze particolarmente favorevoli possono portare in questo sistema istituzionale a risultati ottimali: oggi paghiamo il prezzo della concertazione») non lasciano dubbi né sugli obiettivi (ancora meno Stato) né sulle strategie per raggiungerli (passaggio al sistema maggioritario). Il Preventivo 2005 dunque non costituisce ancora una svolta sia perché prosegue l’erosione strisciante della qualità e della quantità dei servizi pubblici offerti (un esempio su tutti: la scuola, su cui si opera a colpi di decisioni governative non referendabili), sia perché risulta nettamente asimmetrico sul fronte dei sacrifici (a maggior ragione dopo il giochetto che ha fatto diventare transitori gli aumenti della pressione fiscale sulle persone giuridiche). Il vero confronto deve ancora arrivare, e se ne avranno le prime avvisaglie già nelle prossime settimane, quando il governo dovrà porre mano all’aggiornamento del Piano finanziario. La sinistra e tutti coloro che si oppongono alla deriva menostatista devono dunque trovare una strategia sul Preventivo 2005 che abbia una prospettiva a più lungo termine. Si tratta di dimostrare senso di responsabilità e realismo politico, ma anche fermezza su alcuni capisaldi irrinunciabili, in primis una reale simmetria dei sacrifici. Conviene prepararsi per tempo, la tanto decantata svolta è ancora tutta da inventare.

Pubblicato

Venerdì 22 Ottobre 2004

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