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Il progresso ticinese

di

Fabia Bottani
Canton Ticino. La patria dei derby, quelli di hockey per eccellenza. Da un lato il Lugano, con i suoi tifosi, dall'altro l'Ambrì, con il suo pubblico. Tra i due: un muro; passare da un fronte all'altro non solo è praticamente impossibile ma è altresì considerato un delitto. Troppe differenze tra le due squadre; troppo lontani i valori legati a quelle maglie. Tendenzialmente più cittadini, legati al denaro e rivolti verso destra gli uni, più tradizionalmente distanti dalla città, dall'attaccamento al soldo e più di sinistra, gli altri. Così diversi, eppure così simili nell'intento: vincere!
Il 30 settembre in Ticino si svolge un altro derby che ormai da mesi accende anche gli animi più insospettabili: nei bar, nei forum su internet, nei dibattiti televisivi, nelle serate tra amici, alle stazioni di benzina, in auto e nei campi. Ovunque. Due tifoserie che si scannano, ognuna arroccata sulle proprie posizioni esattamente come i supporter di Lugano e Ambrì. La tecnica, la tenacia – e anche i valori – sono gli stessi. Gli striscioni già ci sono (anche se qualcuno può permettersi solo balle di fieno o poco più), manca solo che ci si metta a fare la ola. Cambiare campo sembra ormai diventato impossibile. Da un lato gli agricoltori, gli amanti della natura, i rispettosi del territorio e della Storia del nostro Cantone; dall'altro chi "la Storia me la ricordo e la natura mi interessa" ma alla fine quello che conta davvero è fare girare l'economia e far passare a velocità superspaziale i turisti. Correre, correre, correre.
Due schieramenti, ma un solo obiettivo, come nell'hockey. Qui la vittoria consiste nel migliorare la qualità di vita del Piano riducendo il traffico. Peccato che le tecniche siano diverse: per gli uni "si vince" con una strada attraverso il piano, per gli altri con la ricerca di una soluzione più rispettosa di tutti gli attori in gioco. Già, perché vabbè costruire una strada per snellire il traffico ma poi non si può non vedere che i contadini che ci danno da mangiare così come la flora e la fauna tanto rare ne pagherebbero le spese, e con loro tutti i Ticinesi. È facile criticare la qualità dei pomodori sfornati e poi mettersi a seminare contro vento quantità industriali di Co2 e cemento.
Fermiamoci un momento. Riflettiamo: abbiamo aspettato oltre dieci anni – durante i quali non si è certo stati a guardare (i centri commerciali non saranno sorti da soli?): non morirà nessuno se si ritarderanno ancora i lavori per mettere a punto una soluzione più consensuale, sana e rispettosa. Diverso sarà, invece, se si interverrà subito e male. Fermiamoci un momento: il 30 settembre votiamo contro la Variante 95 – perché è solo su questo progetto che si vota – poi sceglieremo una via migliore, Panoramica o altro che sia. Chi vuole ridurre SUBITO il traffico, sia onesto con la propria coscienza e usi per primo i mezzi pubblici che sul Piano certo non mancano. Se è vero quanto sostengono i promotori della V95 – «la fetta più importante di traffico sul Piano sono spostamenti "interni", tra Locarno e Bellinzona», SUBITO vedremo la differenza. O chi vogliamo prendere in giro? Viva lo sport!

Pubblicato

Venerdì 7 Settembre 2007

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