Da quando sono a capo dei loro dipartimenti i nuovi consiglieri federali Christoph Blocher e Hans-Rudolf Merz lavorano senza fare grandi dichiarazioni. Ma già danno la loro forte impronta alle decisioni dei loro dipartimenti e del governo federale. Dopo la votazione sull’iniziativa popolare per l’internamento dei criminali estremamente pericolosi il nuovo capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, Christoph Blocher, ha dichiarato che la volontà popolare è sempre al di sopra del diritto internazionale e che, forse, si dovrà disdire la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Questa è un’interpretazione opposta a quella che un consigliere federale, anche lui zurighese, Jakob Dubs, diede oltre un secolo fa, come ha rilevato il giornalista Bruno Vanoni del “Tages-Anzeiger”. Più concreto è l’attacco alla politica ambientale. Il fatto che l’assemblea federale abbia preferito, oltre a Blocher, il candidato della destra liberale Hans-Rudolf Merz alla più equilibrata Christine Beerli, ha delle forti conseguenze. I progetti di parchi naturali che la Confederazione voleva sostenere e che avrebbero dato a delle regioni periferiche un certo sviluppo turistico ed economico sono stati fermati dalla nuova maggioranza di destra – ai due nuovi si associano l’Udc Samuel Schmid e il liberale Pascal Couchepin. È stato abbandonato anche il traguardo di ridurre efficacemente le immissioni di Co2. E nel programma di legislatura del Consiglio federale, presentato nell’ultima settimana di febbraio, vengono sì elencati dei traguardi, ma nell’introduzione il governo dice che prima di tutto si deve risparmiare. L’intenzione è lampante: il governo vuole risanare i conti a scapito delle persone e delle famiglie meno abbienti. Il parlamento della scorsa legislatura aveva già imboccato quella strada. Solo il popolo può bloccare la strategia di lasciare più soldi ai benestanti, prendendoli dai meno abbienti. I cittadini hanno dato un primo chiaro segnale l’8 febbraio. Con altrettanta chiarezza le svizzere e gli svizzeri dovrebbero respingere in maggio gli sgravi fiscali in favore dei più ricchi e la riforma dell’Avs. Se in autunno il popolo accetterà anche l’assicurazione sulla maternità, Consiglio federale e parlamento dovranno capire che non si può governare contro il popolo. Sarà il momento che i consiglieri federali socialisti otterranno il peso che loro compete. Tuttavia anche loro dovranno battersi perché l’indebitamento della Confederazione diminuisca, ma questo obiettivo non dovrà essere raggiunto con soli tagli, ci vorranno pure nuove entrate. Per finire: è triste dover vedere che coloro che nell’Ottocento hanno costruito la Svizzera, i liberali, oggi, quale brutta copia dell’Udc, aiutino a smantellare il nostro Stato. E fa specie che una persona equilibrata come Fulvio Pelli, il loro capogruppo, giustifichi tutti i loro scivoloni.

Pubblicato il 

05.03.04

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