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Sanità

Il parto non è una malattia

Petizione per rafforzare il ruolo della levatrice

di

Veronica Galster

Le levatrici svizzere hanno lanciato una petizione per chiedere l’introduzione negli ospedali di cure ostetriche dirette da loro, con l’obiettivo di migliorare l’attuale offerta di assistenza sanitaria alle donne in gravidanza e alle partorienti per incrementare il parto fisiologico. Infatti, in Svizzera abbiamo un tasso medio del 33 per cento di parti cesarei, quando l’Oms ritiene che non debba essere superata la soglia del 15 per cento (secondo l’organizzazione solo il 10 per cento dei parti necessiterebbe il ricorso al cesareo). Questo ricorso al cesareo anche quando non è indispensabile genera anche maggiori costi sanitari, oltre ad aumentare il rischio di complicazioni.


Secondo le levatrici, la medicalizzazione dei parti e il ricorso non necessario ai cesarei possono essere ridotti introducendo un’assistenza ostetrica diretta e coordinata dalle levatrici stesse, all’interno degli ospedali. In questo modo si permetterebbe un’assistenza continua alla donna, dall’inizio della gravidanza fino al post-parto. L’offerta si rivolge evidentemente solo alle donne sane con gravidanze a basso rischio di complicazioni. Perché una richiesta di questo tipo e in che modo porterebbe vantaggi alle mamme e ai neonati? Ne abbiamo discusso con Francesca Coppa Dotti, co-presidente della sezione ticinese della Federazione Svizzera delle Levatrici (Fsl).


Signora Coppa Dotti, da che cosa nasce la necessità di chiedere l’introduzione negli ospedali svizzeri di cure ostetriche gestite da levatrici?


Senz’altro una delle cose che ci ha fatto riflettere è l’aumento di atti medici in generale durante la gravidanza e soprattutto l’aumento di tagli cesarei in Svizzera, dove siamo ad un livello molto più alto rispetto ad altri paesi. Come levatrici riteniamo inoltre che la fisiologia del parto sia la nostra specialità: tutto quello che riguarda gravidanza, parto e puerperio fisiologici (senza complicazioni – ndr) è ciò per cui siamo state formate, quindi riteniamo di avere le competenze e il diritto di gestire la situazione autonomamente. Partiamo dal presupposto che un travaglio e un parto senza complicazioni siano seguiti con più calma dalle levatrici, mentre in caso di discrepanze con la fisiologia sia necessario l’intervento dei medici.
È importante capire che non si tratta di una lotta tra levatrici e medici: ognuno ha le sue competenze e il suo campo specifico e lavorando assieme, in équipe, dividendosi i compiti in modo migliore rispetto a quanto avviene oggi,  si può migliorare la situazione a vantaggio delle mamme e dei neonati.


Senza la presenza di un medico, la sicurezza sarebbe comunque garantita?


Sì. Questa petizione chiede un reparto all’interno degli ospedali proprio per garantire la massima sicurezza anche a quella mamma e quel bambino che durante il travaglio e il parto incontrano una difficoltà che non poteva essere prevista. In questo modo possono essere immediatamente presi a carico dai medici dell’ospedale.
Noi levatrici abbiamo una formazione di livello universitario,  il nostro compito è seguire gravidanza, parto e puerperio e capire quando abbiamo bisogno di un intervento medico perché ci stiamo scostando dalla fisiologia. Quindi, se facciamo il nostro lavoro come ci è stato insegnato, la sicurezza è garantita.  In alcuni paesi del Nord Europa, per esempio in Germania, ci sono già questi reparti gestiti da levatrici e le ricerche dimostrano che per esempio lo score di Apgar che permette di valutare la salute del neonato a uno, cinque e dieci minuti dalla nascita, sono identici se non migliori rispetto alle sale parto convenzionali.


Che cosa cambierebbe concretamente per le donne che devono partorire?


Penso che oggi abbiamo la fortuna di aver fatto dei grandi passi avanti con la tecnologia che ci permettono di individuare tanti problemi e su questo non dobbiamo tornare indietro. Abbiamo una mortalità perinatale e materna bassissime grazie tra le altre cose  alla tecnologia, però il prezzo da pagare è che una donna durante la gravidanza spesso vede fino a 10 persone diverse, e questo continuo spezzettamento dell’accompagnamento porta sicuramente a doppioni e ad un aumento degli interventi medici, questo è provato. L’idea è che una presa a carico globale che ricorre all’intervento medico solo quando la situazione lo richiede, coordinando meglio le competenze di ognuno, possa portare a un minor ricorso a tagli cesarei o peridurali e a interventi medicalizzati in generale, a vantaggio di mamme e bambini, riducendo anche i costi.


La stessa levatrice, o la stessa équipe, si occuperebbe quindi della donna dall’inizio della gravidanza al post-parto?


Questo dipende da come verrà poi organizzato il reparto e come verrà pensata la cosa. A Ginevra c’è un progetto pilota dove un gruppo di levatrici fa un accompagnamento globale, e nel limite del possibile si cerca di fare in modo che la mamma sia accompagnata dall’inizio alla fine dalla stessa levatrice, però non è sempre possibile. Questo in parte è già fattibile in tutti quegli ospedali dove c’è la possibilità di avere una levatrice aggiunta, e ce ne sono diversi in Svizzera interna. In pratica quando la donna deve partorire chiama la levatrice che la sta già seguendo in gravidanza, la quale assiste al parto in ospedale.


In Ticino oggi questo non è possibile: in ospedale ci si affida alla levatrice di turno e le levatrici indipendenti non possono assistere le loro clienti durante il parto. Sull’onda di questa petizione stiamo però cercando di vedere se esiste la possibilità di trovare un accordo con l’Ente ospedaliero cantonale per poter accompagnare le mamme in ospedale. Non tutte le donne sentono questa esigenza, ma mi capita spesso che quando eseguo dei controlli in gravidanza poi le mamme mi chiedono se posso accompagnarle in ospedale per il parto.


La mia opinione personale è che in Ticino i tempi non siano ancora così maturi per l’introduzione di un reparto gestito da levatrici: dev’essere una richiesta che parte dalle mamme stesse e forse il terreno non è ancora veramente pronto fino in fondo, è una questione di mentalità. Non è un caso se le case del parto sono nate prima nel resto della Svizzera e nel nostro cantone se ne comincia a parlare solo ora. Penso inoltre che la morfologia del Ticino non aiuti per la scelta del parto a domicilio: in alcune regioni l’ospedale con il reparto maternità è lontano dal domicilio e in caso di bisogno il trasferimento può essere lungo e questo scoraggia sicuramente.

 

In questo senso forse la soluzione di una casa del parto o di un reparto gestito da levatrici potrebbe essere un buon compromesso. La mia idea molto personale è che sarebbe già un bel passo se in Ticino riuscissimo ad avere un’apertura degli ospedali pubblici alle levatrici indipendenti con un sistema di levatrice aggiunta, che permetterebbe un accompagnamento globale, senza compromettere la sicurezza.

Per saperne di più
• www.nascerebene.ch/petizionelevatrici
• www.hebamme.ch

Pubblicato

Giovedì 24 Ottobre 2013

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