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Il mattino... che fatica!

di

Cristina Foglia
Che silenzio..... Aiuto! Non lo sopporto. Dov’è la radio, dov’è la tele? Datemi un suono famigliare, fatemi sentire di questo mondo! A poco a poco la norma si ristabilisce: ai rumori domestici che sono il nostro sottofondo quotidiano, si aggiungono i motori delle auto per strada, il cinguettio degli uccelli... L’angoscia del mattino presto, che ti fa sentire solo in un mondo deserto, a poco a poco svanisce e si popola di figure note. In colonna al semaforo, mi sfreccia vicino un immenso bus-boccale di birra; dietro la schiuma bionda la faccia assonnata di un ragazzino con lo zainetto di marca. Per forza, bisogna far parte del branco e il branco ha lo zainetto di marca. Ecco il bancario in abito grigio coi capelli lavati di fresco che già parla al telefono mentre attraversa la strada, i cartelli pubblicitari che ti invitano a telefonare ancora di più, a comperare l’ultimo modello della decappottabile che ti permette di sentirti libera e bella all’aria aperta, fra i campi, come la ragazza sorridente seduta al volante. E quella lì chi è? Una donna malferma, malmessa, spettinata barcolla proprio davanti al cartellone e disturba il mio paesaggio di certezze. Sta lì come imbambolata sullo sfondo del mio paesaggio pubblicitario. Me lo rovina! Ma il traffico scorre, alla radio il Dj caccia quante più parole può nel minor tempo possibile, il tizio da parte a me strombazza a un pedone che ha osato passare con il giallo quasi rosso. Ufficio. Noi donne abbiamo conquistato la libertà del lavoro fuori casa. La mia collega è appena arrivata. Ha portato all’asilo il bambino più grande si mette subito in contatto con la baby-sitter a casa a curare la più piccola. «Devi metterle le gocce nel naso, le vedi? Sono sulla mensola del bagno... e per la merenda trovi le banane bio e il succo di frutta sul davanzale della cucina...» L’altra collega sta già litigando con il nuovo programma del Pc che le ha mandato in malora il lavoro di ieri. Squilla anche il suo telefono... «Come cento e cento? Le avevo detto duecento grammi di cotto e tre di carne secca.. È evidente che quel tanghero di un macellaio non ha capito.. forse perché non parlo il suo dialetto... e ora? Veda lei di uscire ma non lasci la bambina e stia attenta che non prenda freddo, è stata malata la scorsa settimana...» La radio intanto trasmette le notizie. Situazione sempre più tragica, distruzione, morte, follie omicide... Informazioni, telefonino che squilla, posta elettronica da leggere... Leggero senso di stress... Torno col pensiero al mio ultimo giorno in montagna. Una stazione sciistica perfettamente rilanciata. Ci sono i cannoni da neve, impianti veloci e anche degli altoparlanti sui piloni dello ski-lift, così si può sentire la radio. Oddio, non è che si senta bene, gracchia un bel po’ ma cosa vuoi, in alta montagna...

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Venerdì 3 Maggio 2002

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