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Cinema

Il lavoro e il sociale a Nyon

Anche quest'anno molti titoli dedicati al mondo del lavoro e attenti ai problemi della società

di

Mattia Lento e Manuela Ruggeri

Visions du Réel di Nyon è la kermesse dedicata al meglio del documentario mondiale. Si tratta infatti di uno dei festival cinematografici di punta nel contesto svizzero e tra i più apprezzati a livello internazionale.

 

Le opere presentate nelle differenti sezioni di questa manifestazione sono accomunate solitamente da un alto grado di ricercatezza dal punto di vista dello stile. La maggior parte dei documentari sono infatti caratterizzati da un linguaggio raffinato, molto lontano rispetto a quello del reportage o del documentario televisivo più tradizionale. Tuttavia, non mancano opere che risvegliano l’interesse anche dal punto di vista del contenuto. Anche quest’anno erano molti i titoli dedicati al mondo del lavoro molti quelli attenti ai problemi della società di oggi e di ieri. All’interno del vasto programma abbiamo scelto alcune opere per voi che forse varrebbe la pena di vedere:

 

STEEL LIFE di Manuel Bauer

 

Un viaggio affascinante attraverso il Perù contemporaneo su un treno merci che fa tappa in alcuni importanti contesti produttivi e sociali del paese. Il treno parte dai 4800 metri di altitudine dell’altipiano andino, in un villaggio minerario dove risulta impossibile vivere dopo una certa età a causa della rarefazione dell’atmosfera, e arriva sulle coste dell’oceano Pacifico. Il regista ci mostra la realtà del lavoro e soprattutto ci mette di fronte ai meccanismi di sfruttamento neocoloniali in cui il popolo peruviano è costretto a vivere da decenni.  

 

IL POSTO di Mattia Colombo e Gianluca Matarrese

 

Migliaia di aspiranti infermieri viaggiano costantemente dal sud al nord della Penisola italiana nella speranza di vincere un concorso pubblico. I candidati e le candidate, stipati in palazzetti dello sport o in altre strutture molto capienti, devono affrontare esami molto selettivi per sperare di entrare in una struttura pubblica e lasciare in questo modo disoccupazione e precarietà. I posti a concorso sono però molto pochi: i continui tagli della sanità operati negli anni dai governi italiani hanno reso sempre più difficile ottenere un posto di lavoro nel settore pubblico. Eppure, nel momento in cui l’Italia si trova confrontata con il coronavirus, ci si accorge che proprio gli infermieri e le infermiere sono indispensabili per il funzionamento della nostra società. 

 

ARDENZA di Daniela De Felice  

 

Questa opera autobiografica della regista italiana Daniela de Felice, da anni residente in Francia, è un ritratto di una giovane donna innamorata della politica dal basso. Ardenza ci riporta nell'Italia degli anni Novanta, nel momento in cui inizia la straordinaria ascesa politica di Berlusconi. In questo contesto, la regista si ritrova in prima linea nell’occupazione del suo liceo. In questa occasione la polizia arriva a minacciarla di arrestare il padre ma lei decide comunque di andare avanti imperterrita. Ardenza è un ritratto inaspettato e commovente, con una sensibilità e una sensualità avvincenti.

 

RED AFRICA di Alexander Markov

 

Questo documentario, costruito tutto a partire da materiale d’archivio girato tra gli anni Sessanta e Novanta da operatori sovietici, racconta per immagini l’influenza straordinaria esercitata dall’URSS su molte società africane durante la seconda metà del Novecento. Le bellissime immagini, girate con intento propagandistico, ci restituiscono un’Africa, appena uscita dall’epoca coloniale, votata al progresso economico e sociale, alla modernità, grazie al supporto attivo dei governi sovietici. Nel film non mancano immagini di Leonid Il'ič Brežnev alle prese con visite di Stato in diversi paesi africani e nemmeno quelle di molti leader di Stato africani che sposarono la causa comunista con risultati non sempre convincenti.

Pubblicato

Martedì 19 Aprile 2022

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