«I nostri valori non si quotano in borsa». Sono le parole del brasiliano Frei Betto, teologo della liberazione, che a Porto Alegre sarà uno dei personaggi importanti. Insieme a lui e a tante altre personalità di spicco, sono attese a Porto Alegre, per la seconda edizione del Forum sociale mondiale (inizio il 31 gennaio), migliaia di persone. Sarà l’occasione di gettare le basi per la costruzione di un mondo migliore dove al centro delle preoccupazioni sia l’essere umano e non il capitale: la terra in cui viviamo non è una merce; la libertà, l’amore, la natura e i diritti non sono negoziabili. Si cercherà dunque di riprendere il filo del discorso iniziato un anno fa per, come afferma il professor Riccardo Petrella, proporre ed elaborare «una nuova narrazione del mondo». Il bisogno di solidarietà, la sete di giustizia, sono in costante crescita ed attraversano tutti i movimenti «no global» uniti, nella loro diversità, nella ricerca di possibili alternative alla globalizzazione neoliberista le cui conseguenze si manifestano regolarmente nella loro gravità. La crisi argentina è l’esempio lampante, e nello stesso tempo tragico, del fallimento delle politiche neoliberiste, delle ricette del Fondo monetario internazionale e delle privatizzazioni. Di fronte ad uno scenario mondiale in cui si ridisegnano i rapporti di forza moltiplicando le disuguaglianze sociali ed economiche, scavando abissi in cui i poveri del mondo sprofondano sempre di più, occorre tracciare nuove rotte. La terra è l’unica che abbiamo e non c’è tempo da perdere. Al Forum sociale mondiale si tratterà quindi di definire le priorità da cui partire per un altro mondo possibile. L’annullamento del debito dei paesi in via di sviluppo, la ridistribuzione della ricchezza al centro della mappa da seguire nel viaggio in cui anche i migranti – i cui percorsi portano spesso a situazioni di sfruttamento e schiavitù – abbiano un posto al sole e in cui le donne – i cui diritti sono calpestati e il cui quotidiano è costellato da violenze e discriminazioni – siano riconosciute come cittadine. Il futuro è adesso.

Pubblicato il 

01.02.02

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