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«Chi può, timbri il cartellino e partecipi alle manifestazioni sul clima», disse Frank Bsirske all’inizio dell’estate in vista delle previste mobilitazioni del venerdì. L’appello del presidente del sindacato tedesco Verdi ha fatto il giro dei media europei. Era tutt’altro che scontato. I giovani per il clima hanno salutato «l’apprezzatissimo sostegno». Il 20 settembre scorso soltanto in Germania 1,4 milioni di persone hanno partecipato a manifestazioni per il clima in 150 località. C’erano anche Frank Bsirske e migliaia di sindacalisti.


Non è la prima volta che Verdi e Bsirske dimostrano di avere fiuto e di riconoscere con anticipo degli importanti sviluppi. Dieci anni fa promossero in Germania il dibattito sul salario minimo legale. Milioni di lavoratori con salari da fame nella ricca Germania: uno scandalo sociale, lo definì Bsirske. Con un’intensa campagna scosse l’opinione pubblica e il salario minimo divenne realtà.


Verdi riconobbe con anticipo anche un altro scandalo: quello delle basse retribuzioni delle educatrici e delle infermiere. Diversi scioperi imponenti andati in scena negli asili nido e negli ospedali hanno consentito un’importante valorizzazione di questi mestieri tipicamente femminili. E in questi settori ora il sindacato cresce. Ciò si riflette anche nella composizione della neoeletta direzione di Verdi, in cui siedono 6 donne e 3 uomini.


Verdi ha mostrato lungimiranza anche con le imprese multinazionali. Quando queste mettono l’uno contro l’altro il personale impiegato nelle differenti sedi, il sindacato deve agire in maniera transfrontaliera. Verdi lo ha dimostrato con Ryanair: per il personale della compagnia aerea low cost, dopo aspri conflitti vi sono ora in vari Paesi contratti collettivi con salari e condizioni di lavoro molto migliori di prima. E in maniera simile Verdi intende agire nei confronti del colosso delle vendite online Amazon.
Gli esempi citati dimostrano come Bsirske abbia sempre inteso il sindacato come movimento. Con questo spirito ha guidato Verdi per 18 anni come presidente. Ora si è ritirato per raggiunti limiti di età. E a maggior ragione si compiace per la gioventù che si mobilita per il clima, che lui paragona al movimento del ’68. «Questi giovani sono molto intelligenti e risoluti. E si preoccupano anche di come coniugare l’ecologico con il sociale».  

Pubblicato il 

25.09.19..
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