«Se si aumentano le imposte delle persone giuridiche scappa un sacco di imprese». Questo ripetono come un ritornello i profeti e le sacerdotesse del meno Stato. E lo ripetono a maggior ragione ora in Ticino che si sta per votare sull’iniziativa dell’Mps che vuole far risalire l’imposizione delle persone giuridiche ai livelli di dieci anni fa per dare un contributo al risanamento dei conti dello Stato. Ma è proprio vero che aumentare le imposte fa fuggire le imprese? No, come dimostra il caso del Canton Zurigo, dove il carico fiscale delle persone giuridiche è sopra la media ed è aumentato dal 1995 ad oggi. Ben altri sono i criteri che attraggono gli imprenditori: infrastrutture, livello dei servizi statali, disponibilità della manodopera, qualità della vita. Tutti atout di cui il Ticino dispone in abbondanza. Non solo: nella scelta semmai conta di più il carico fiscale delle persone fisiche (i manager pensano in primo luogo al loro reddito!). E qui il Ticino non ha nulla da temere: è il secondo cantone più conveniente della Svizzera dopo Zugo. Il fenomeno del trasferimento delle imprese diventa un tema sempre più importante. Ormai il mondo economico ha completamente assorbito il concetto di mobilità associato alla globalizzazione, per cui ogni manager, ogni imprenditore, ogni consiglio d’amministrazione non ci pensa su due volte a trasferire sedi e fabbriche laddove le condizioni quadro sono più favorevoli. E questo vale sia per i trasferimenti dall’estero in Svizzera e da qui all’estero, sia per i trasferimenti interni da un cantone all’altro. Ma quali sono i criteri in base ai quali si prendono tali decisioni? In altre parole, quali sono le famose condizioni quadro determinanti? E ce ne sono alcune più determinanti di altre? Le risposte a queste domande non sono uniche, poiché ogni azienda ha esigenze generali simili a quelle di tutte le altre imprese, ma anche necessità particolari diverse dalle altre, dettate dalla propria struttura dei costi e dalla propria capacità di tenere tali costi sotto controllo, modificando alcune premesse per mantenere o migliorare la propria concorrenzialità. Tali premesse sono, appunto, le condizioni quadro, cioè le norme legali, le possibilità di approvvigionamento, i canali e le condizioni di finanziamento, i sistemi di trasporto e di comunicazione, il trattamento fiscale, la disponibilità di manodopera qualificata, i livelli salariali, eccetera. Un esempio concreto e molto ben documentato di quali siano queste condizioni quadro e quanto agiscano sull’insediamento delle imprese, è rappresentato dalla situazione del canton Zurigo, inteso come complesso infrastrutturale di base per tutta la regione la cui influenza va oltre i confini nazionali. Tra il 1997 ed il 2003 (i dati statistici più aggiornati arrivano appunto fino al 2003) il numero complessivo delle aziende nel canton Zurigo è aumentato del 16 per cento, ma quello del trasferimento di aziende è cresciuto persino del 53 per cento. Tuttavia, su 76’403 ditte registrate all’inizio del 2003, quelle interessate nel corso dell’anno da un trasferimento (2’933) erano appena il 3,8 per cento del totale. Le ditte che si sono trasferite in un altro cantone sono state 676, mentre 606 sono venute dal resto della Svizzera a stabilirsi nel canton Zurigo. Le ditte che invece hanno cambiato sede da un comune all’altro all’interno del canton Zurigo, sono state 1’656. Queste cifre danno subito un’importante indicazione: ben più della metà (il 56 per cento) dei trasferimenti di aziende è avvenuto all’interno del cantone. Ciò significa che condizioni migliori vengono cercate anche all’interno di un quadro normativo e fiscale – quello cantonale – sostanzialmente omogeneo. E questo significa anche che il fattore fiscale non è né l’unico, né il più importante criterio di scelta, mentre acquistano notevole importanza diversi altri fattori. Un importante studio (“Standortmonitoring Wirtschaftsraum Zürich”), condotto regolarmente dalla società di consulenza Greater Zurich Area per offrire dati, informazioni ed analisi alle ditte che dagli altri cantoni o dall’estero potrebbero trasferirsi a Zurigo, segnala punti di forza e di debolezza, opportunità e rischi che le imprese troveranno nell’area zurighese. In particolare, tra i punti di forza sono indicati: • piazza finanziaria di rango mondiale (che di per sé rappresenta già un fattore decisivo e comporta lo sviluppo di altri settori quali i servizi alle imprese, l’informatica, l’immobiliare, ecc.); • attrattività economica e centro di servizi per un’area che va oltre i confini nazionali; • elevata concentrazione di personale altamente qualificato; • buoni collegamenti e vicinanza ai centri di ricerca; • concentrazione di settori di produzione ad alto valore aggiunto; • ottimo sistema di trasporti pubblici. Altri vantaggi vengono indicati, specialmente per le aziende straniere, nell’alto livello di qualità della vita (Zurigo è al primo posto assoluto nella relativa classifica mondiale), nella ricchezza dell’offerta commerciale e culturale, nelle qualità sociali e politiche di discrezione, di sicurezza, di stabilità. Sorprende, in questa nutrita elencazione, l’assenza di ogni riferimento ai vantaggi fiscali. Il motivo è semplice e duplice. Da un lato, i vantaggi fiscali sono avvertiti soprattutto all’estero, per cui nei trasferimenti interni la scelta di Zurigo dipende prevalentemente da altri fattori. D’altro canto, se si considera unicamente l’aspetto fiscale si scopre che le decisioni delle imprese sovente sono più complesse di quanto possa apparire a prima vista; per cui, a dare spiegazioni generiche in questo campo si rischia di sbagliare. In realtà è opinione diffusa che motivo di un trasferimento di sede di imprese all’interno del cantone e tra un cantone e l’altro sia il risparmio sulle imposte. Tuttavia, nella graduatoria svizzera dei tassi di fiscalità più vantaggiosi quello del canton Zurigo si colloca in posizione mediana, al 12° posto (Zugo e Svitto sono rispettivamente al 1° e al 2° posto). E tra i comuni del canton Zurigo le differenze del moltiplicatore d’imposta per le persone giuridiche (quindi per le imprese) varia tra il 77 ed il 137 per cento, con le città di Zurigo e Winterthur rispettivamente al 133 ed al 136 per cento. Allora, perché non c’è un fuggi-fuggi generale delle imprese da Zurigo e Winterthur verso altri comuni e verso altri cantoni? La risposta a questa domanda può diventare molto complessa se si considera che, certo, non avendo assoluto bisogno di stare in città, molte aziende approfittano degli ottimi collegamenti per stabilirsi nell’hinterland; ma ci sono anche multinazionali come la germanica Man ed il gruppo austriaco Va Tech, che hanno comprato quello che restava delle industrie Sulzer-Escher Wyss ed hanno ugualmente lasciato la produzione a Zurigo. Sono dunque tanti e diversi i fattori che le imprese considerano. Come, tra l’altro, la possibilità di “spalmare” manager e dipendenti nei comuni circostanti, dove pagano meno imposte e sono ottimamente collegati con Zurigo.

Pubblicato il 

15.04.05

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