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storia di classe

Il fascismo non nasce in una notte

di

Pablo Guscetti

«I fascisti non sono mica come i funghi, che nascono così, in una notte. No. I fascisti sono stati i padroni a seminarli, li hanno voluti, li hanno pagati. E coi fascisti i padroni hanno guadagnato sempre di più, al punto che non sapevano più dove metterli i soldi. Così hanno inventato la guerra. Ci hanno mandato in Africa, in Russia, in Grecia, in Albania, in Spagna! Ma chi paga siamo sempre noi! Chi paga: il proletariato, gli operai, i contadini, i poveri!».
Olmo Dalcò (Gérard Depardieu), dal film Novecento, Bernardo Bertolucci, 1976

Lo storico Eric J. Hobsbawm ha definito l’Europa del primo dopoguerra come “una polveriera sociale pronta ad esplodere”. Sulle macerie ancora tiepide della prima guerra mondiale incombeva infatti una crisi economica e sociale, il cui prezzo era sempre pagato dagli ultimi. Fra il 1919 e il 1920, soprattutto in Italia, ebbero luogo un numero impressionante di scioperi nelle fabbriche e di rivolte nei campi, durante i quali in alcuni casi non si cercò unicamente di bloccare la produzione, ma bensì di portarla avanti con finalità differenti, dopo aver occupato gli spazi dei padroni. Con il periodo definito dalla storiografia come Biennio rosso, nasce concretamente l’autogestione operaia.


Il fascismo, fino ad allora marginale, rispose con la repressione e la violenza. Manganelli, olio di ricino, pestaggi, omicidi. Davanti al rischio dell’insurrezione rossa, meglio armare la reazione nera.
Il 10 giugno del 1924 venne ucciso il deputato socialista Giacomo Matteotti, che aveva denunciato la violenza squadrista dei fascisti. Il 27 giugno, i socialisti smettono di presenziare in parlamento come atto di protesta verso il governo Mussolini. Più che un’ideologia politica a sé stante, il fascismo rappresenta il braccio armato del capitale in momenti di crisi.


Il 10 giugno del 2021, un picchetto di operai della logistica che protestava contro i licenziamenti della FedEx a Lodi viene attaccato a colpi di bastone sotto gli occhi inermi della polizia. Il 16 giugno 2021 gli operai dell’industria tessile Texprint vengono assaliti da un gruppo armato di mattoni. Il 18 giugno 2021 Adil Belakhdim, sindacalista Cobas, muore travolto da un tir durante uno sciopero della logistica.


I fascisti, purtroppo, non crescono in una notte. Se così fosse sarebbe facile estirparli tutti in un colpo solo. Per sradicare il fascismo occorre  andare ad intaccare quel substrato culturale e materiale che lo alimenta, e che si palesa in modo più esplicito nei momenti di crisi.


Da un punto di vista storico sarebbe assolutamente insensato affermare che oggi viviamo in un regime fascista. Dallo stesso punto di vista però bisogna ammettere che non stiamo facendo abbastanza per smetterla di alimentarne le basi.


Non parlando abbastanza di chi risponde coi bastoni alle mobilitazioni dei salariati, non  reagendo di fronte a chi risponde con le ruspe all’autogestione dal basso, riempiendosi la bocca di “legalità”, ma violando quelle stesse leggi di cui pretendono essere tutori, non facciamo altro che contribuire alla semina di un frutto che si preannuncia inevitabilmente marcio.


Solo i funghi crescono in una notte e, per avere un buon raccolto domani, dobbiamo cominciare a coltivare il buono oggi. Sui posti di lavoro, a fianco dei salariati in lotta. Nelle strade, in sostegno all’autogestione. Ovunque esista oppressione, facciamo in modo che domani, a pagare, siano loro.

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Mercoledì 23 Giugno 2021

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