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Dolce casa

Il diritto a un posto che si possa chiamare casa

di

Marco D'Erchie

Secondo la Federazione Europea delle organizzazioni che lavorano con persone senza dimora (Feantsa) queste sono alcune fra le tredici categorie di persone senza dimora secondo il meccanismo di classificazione denominato Ethos: ospiti in strutture per persone senza dimora, persone che vivono in strada o in sistemazioni di fortuna, persone che ricevono interventi di sostegno di lunga durata in quanto senza dimora, persone che vivono in sistemazioni non garantite, persone che vivono a rischio di violenza domestica, persone che vivono in alloggi impropri ecc.


Questo sistema parte dall’adempimento di alcuni presupposti; ci sono tre ambiti che formano il concetto di “abitare”, in assenza dei quali è possibile identificare un problema abitativo importante, per arrivare fino a quelle persone che banalmente chiamiamo “senzatetto”. Per non rientrare in questa categoria è fondamentale, sempre secondo Ethos, che vengano soddisfatte almeno in parte le seguenti condizioni:


- avere uno spazio abitativo adeguato nel quale una persona e la sua famiglia possano esercitare un diritto di esclusività (area fisica);


- avere la possibilità di mantenere in quello spazio relazioni soddisfacenti e riservate (area sociale);


- avere un titolo legale riconosciuto che ne permetta il pieno godimento (area giuridica).


In Ticino, grazie all’azione del Movimento dei Senza Voce, che per primo ha intuito l’urgenza di questa tematica, quando ancora la stessa non era percepita dalle istituzioni, è stato possibile individuare tutte e tredici le categorie summenzionate, in primis grazie al campione statistico offerto da Casa Astra, centro di accoglienza ideato e gestito dalla stessa associazione, che nel tempo, a seguito delle migliaia di persone ospitate, ha potuto dare voce e meglio definire l’entità dell’emergenza abitativa nel nostro Cantone. Se però l’ospite di Casa Astra è colui o colei che giunge in struttura nel momento più acuto della sua marginalizzazione socioeconomica e senza di fatto nessun alloggio alternativo disponibile, vi sono altrettante persone che, visto il loro stato precario, si ritrovano a chiedere sostegno per evitare di dover perdere il proprio appartamento o per riuscire in breve tempo a evadere da una situazione che sta giungendo a un punto critico, alloggiati in spazi abitativi precari e inadeguati, in stanze, o scantinati messi a disposizione nelle abitazioni di conoscenti o amici.
Di fatto l’alloggio, quello che a tutti gli effetti dovrebbe essere un diritto inalienabile dell’essere umano, non è sempre garantito. Se si aggiunge anche il pregiudizio che talvolta caratterizza in parte la società ticinese nei confronti delle persone con ristrettezze economiche, ci rendiamo conto che questo “diritto” è spesso negato. L’Associazione Movimento dei Senza Voce con Casa Astra, così come altri attori sul territorio, prestano dunque un lavoro mirato, necessario e fondamentale nel suo atto pratico, per permettere a chi, sopraffatto da eventi sfortunati in periodi transitori della vita, rivendica il diritto a un tetto. Il diritto di abitare e vivere spazi che in una certa misura possano essere definiti propri. Un posto che si possa chiamare casa.

Pubblicato

Giovedì 19 Gennaio 2023

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