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Il Sudafrica contro i brevetti

di

Marina Carobbio
Ha suscitato molte reazioni la decisione delle grosse ditte farmaceutiche producenti farmaci antivirali per trattare i malati di Aids di far causa al Sud Africa "colpevole" dell’utilizzo di farmaci generici in barba a patenti e brevetti per i moltissimi malati di Aids del paese. Triste storia, anche se in parte, con l’accordo tra le parti ottenuto a seguito della grande mobilitazione promossa da organizzazioni non governative e di aiuto allo sviluppo, sfociata con un certo lieto fine. Ma soprattutto una vicenda che mostra il paradosso di una medicina sempre più all’avanguardia sia nella diagnostica sia nella cura e il trattamento di sempre più malattie, ma accessibile solo a pochi, per lo più persone di quei paesi occidentali dove hanno anche sede le ditte produttrici dei farmaci e dove tornano i grossi guadagni ottenuti con la vendita degli stessi medicamenti. La mobilitazione, e dunque il risultato conseguito un poco più favorevole agli ammalati del continente africano, è stata ottenuta come detto grazie all’allarme lanciato dalle organizzazioni umanitarie e anche ai mezzi di comunicazione moderni quali la posta elettronica che hanno divulgato quanto stava succedendo e raccolto migliaia di appelli. Appelli che hanno arrischiato di offuscare l’immagine di queste grandi ditte produttrici, le quali alla fine hanno cercato un accordo. Questa vicenda non può che farci tornare alla mente le discussioni di qualche mese fa attorno ai farmaci generici nel nostro paese. Seppur con tutte le relativizzazioni e le cautele, caso mai necessarie, del caso. Occorre infatti che l’immissione sul mercato di farmaci generici (le cosiddette coppie) faccia scendere i prezzi da noi, come altrove. Anche in quei paesi come l’Africa, appunto, dove le difficoltà di accesso a farmaci troppo cari può essere mortale.

Pubblicato

Venerdì 4 Maggio 2001

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