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Il Ps per ora si accontenta

di

Stefano Guerra
Con l’accordo Plrt-Ppd-Ps siglato martedì in Commissione della gestione sull’aggravio di imposta sugli utili di banche e Sa (sarà dell’1 per cento, andrà tutto nelle casse del Cantone e non più per metà in quelle dei Comuni, che però quale contropartita non si vedranno riversati oneri dal Cantone) la strada del preventivo 2005 è tutta in discesa. Il Gran consiglio ne discuterà fra poco più di due settimane. I deputati si ritroveranno fra le mani due rapporti: uno di maggioranza (sottoscritto, a meno di improbabili sorprese, dai commissari di Plrt, Ppd e Ps) e uno di minoranza (Lega e Udc). Il primo lo sta redigendo la presidente della Gestione e capogruppo del Partito socialista Marina Carobbio Guscetti. Sarà pronto martedì, stesso giorno in cui il governo presenterà l’aggiornamento del Piano finanziario e delle Linee direttive che disegnano la tendenza finanziaria (evidenziandone i nodi non sciolti con questo preventivo) del resto della legislatura. A Marina Carobbio abbiamo chiesto di esplicitare la posizione del Ps, e in particolare di spiegare come mai esso abbia rinunciato alla sua rivendicazione principale: che gli aggravi fiscali siano definitivi, al pari di buona parte delle misure di risparmio. Il Ps è soddisfatto di come si stanno mettendo le cose in Gestione? Questo preventivo è frutto di un compromesso che non soddisfa nessuno. Noi volevamo qualcosa in più sulle entrate, soprattutto per quel che riguarda il carattere definitivo degli aumenti fiscali e l’imposizione delle persone giuridiche. Abbiamo inoltre chiesto che gli inquilini non vengano penalizzati dall’aumento dell’aliquota dell’imposta immobiliare, ma per il Consiglio di Stato le nostre proposte sono di difficile attuazione. Resta aperta infine la questione dell’estensione a tutta la legislatura (ora la misura è limitata al 2005) dell’aliquota che dovrebbe neutralizzare il passaggio dalla tassazione biennale a quella annuale. Il problema si riproporrà l’anno prossimo e ci sembra assurdo che ogni anno si debba tornare a discutere della correzione di quello che per noi è uno sgravio fiscale occulto. Nelle ultime settimane il Ps aveva fatto del carattere strutturale e definitivo degli aumenti fiscali la sua rivendicazione principale. A questo punto vi siete messi il cuore in pace? No, non è vero. Per noi la partita rimane aperta. Nell’ambito dell’aggiornamento del Piano finanziario di legislatura il governo ha già ventilato la necessità di risparmiare nel 2006 fra i 60 e gli 80 milioni di franchi. E risparmi di questo genere non sono possibili andando semplicemente a correggere gli importi messi a preventivo. Si dovrà andare a tagliare in modo importante prestazioni e servizi offerti dall’ente pubblico. Per noi questo non è ammissibile. Si tratterà quindi di cercare ancora una volta nuove entrate. Ripeto: il discorso su quest’ultimo punto rimane aperto e si riproporrà quando conosceremo, a breve, l’esito dell’aggiornamento del Piano finanziario. Patrizia Pesenti ha detto che con delle entrate transitorie fra tre anni, alla fine della legislatura, ci si ritroverà di nuovo ai piedi della scala. Non vi preoccupa questa prospettiva? È quello che ho appena detto. Il preventivo 2005 non chiude la questione. Dall’anno prossimo dovremo tornare ad occuparcene. Non è con i piccoli correttivi apportati quest’anno che si possono affrontare le difficoltà finanziarie del Cantone. Quindi per ora vi accontentate dell’aumento dell’1 per cento dell’aliquota sugli utili delle persone giuridiche? Per il 2005 ci va bene. È un primo passo. Il Ps ha sempre sostenuto che sulle persone giuridiche c’era un margine di manovra maggiore, e oggi la Gestione conferma questa tesi. Ma è chiaro che per noi si tratta di una misura insufficiente. Il Movimento per il socialismo (Mps) sostiene che questo ritocco “cosmetico” dell’aliquota sugli utili delle persone giuridiche non è altro che un tentativo (di cui il Ps si renderebbe complice) per arginare l’impatto della sua iniziativa fiscale ben più incisiva. È così? L’iniziativa dell’Mps rimane sul tappeto e la si dovrà affrontare nei prossimi mesi. Per quanto mi riguarda la misura che incontra i favori della maggioranza della Commissione della gestione non è una risposta all’iniziativa dell’Mps. Perché a suo avviso questa iniziativa viene lasciata a bagnomaria? Perché pone un problema reale. Se si voleva affrontare fino in fondo il problema bisognava discuterne nell’ambito dell’allestimento del preventivo 2005. La si è voluta rimandare, così il problema si porrà in maniera ancor più evidente l’anno prossimo. Le misure di risparmio riguardanti le scuole medio-superiori e professionali stanno suscitando un diffuso malcontento nel mondo scolastico. È un problema per la Commissione della gestione? Per il Ps si tratta di un altro punto dolente. Se ne è parlato in commissione e noi abbiamo manifestato il nostro malcontento. Abbiamo pure valutato la possibilità di apportare dei correttivi ma in Gestione non c’è nessuna rispondenza su questo punto.

Pubblicato

Venerdì 26 Novembre 2004

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