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Il Partito democratico si costruisce anche in Svizzera

di

Dino Nardi
Come è ormai noto a chi segue le vicende politiche italiane, il Comitato promotore del nuovo Partito Democratico (Ds e Margherita che hanno deciso l'autoscioglimento dei rispettivi partiti, più Prodiani e simpatizzanti esterni ai partiti tradizionali) ha indetto per il prossimo 14 ottobre le così dette "primarie" per l'elezione dei componenti dell'Assemblea Costituente Nazionale (2'400 membri) e, in collegamento con essi, del Segretario politico nazionale del nuovo partito, come pure degli altri organismi dirigenziali territoriali.
Nell'Assemblea Costituente Nazionale, prevista per il 27 ottobre 2007, anche gli italiani all'estero vi saranno rappresentati con 69 membri, così ripartiti: 36 per l'Europa, 9 per l'America del Nord, 17 per l'America del Sud e 7 per l'Africa-Asia-Oceania, seguendo la normativa delle ripartizioni continentali fissate nella legge (nr.459/2001) che ha istituito il voto degli italiani all'estero. Pertanto pure in Svizzera, dove la comunità italiana è sempre stata molto politicizzata ed impegnata attivamente nei partiti italiani, soprattutto quelli di centro-sinistra, presenti con proprie strutture, si sono già costituiti: il Comitato nazionale per il Pd ed altri nove Comitati a livello regionale. Il loro compito sarà quello di far conoscere le ragioni costituenti del Partito Democratico ed il suo programma e di cercare adesioni in particolare tra la società civile degli italiani in Svizzera e tra le seconde generazioni, ma anche di recepire le problematiche che più interessano la comunità italiana in questo Paese ed infine di organizzare in tutta la Confederazione le elezioni primarie previste anche all'estero per il 14 ottobre. Ovviamente, in parallelo, nelle prossime settimane vi saranno certamente anche assemblee ed incontri pubblici organizzati, invece, dalle liste di candidati per l'Assemblea Costituente Nazionale presentate nella ripartizione Europa e collegate ad uno dei sei candidati alla segreteria nazionale del Pd e cioè: Walter Veltroni (Ds, sindaco di Roma), Rosy Bindi (Margherita, Ministro per la famiglia), Enrico Letta (Margherita, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) e tre outsider Mario Adinolfi, Jacopo Gavazzoli-Schettini, Piergiorgio Gawronski. Il regolamento delle elezioni primarie introduce elementi di forte novità quali, ad esempio, il diritto di voto già per i sedicenni e non limitato ai soli cittadini italiani iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (Aire) bensì esteso anche ai militari in missione all'estero, al personale del corpo diplomatico e consolare, agli studenti Erasmus, ai ricercatori universitari all'estero ed a tutti i cittadini italiani comunque residenti all'estero. Inoltre, in questa occasione, verrà sperimentato per la prima volta il voto per via telematica, che dovrebbe facilitare la partecipazione dei più giovani e di quanti risiedono in zone molto distanti dai seggi elettorali. Infine, per garantire una presenza  paritaria dei due sessi nell'Assemblea Costituente Nazionale, il voto sarà espresso a tutta la lista (senza preferenze) e le liste dei candidati dovranno essere composte alternando candidati di sesso diverso.
Naturalmente, come tutte le novità, anche la nascita di questo nuovo partito ha comportato qualche  mal di pancia, ha generato dubbi ed anche l'abbandono del progetto da parte di alcuni militanti dei due partiti promotori.  Tra gli stessi Ds, in occasione dell'ultimo congresso celebrato a Firenze, un gruppo di dirigenti e di parlamentari, guidato dall'onorevole Fabio Mussi, ha deciso di non  continuare a seguire la maggioranza fassiniana nel  progetto di costruzione del Partito Democratico ritenendolo un partito slegato dagli ideali del socialismo in cui si sono sempre riconosciuti i Ds e, prima ancora, il Pds sorto alla fine degli anni '80 sulle ceneri del vecchio Pci.  Cosa sarà il futuro Partito Democratico è e resta una questione certamente importante che continua a tener banco nelle discussioni politiche in Italia e in emigrazione. Si tratta di una questione di grande rilevanza, in particolare, proprio per coloro che vivono all'estero e sono impegnati nella costruzione del Pd, come il sottoscritto, e che da sempre sono attivi e militano nei sindacati e nei partiti socialisti locali. Pertanto è una questione che richiede una riflessione più approfondita e sulla quale ritorneremo nella prossima rubrica.

Pubblicato

Venerdì 31 Agosto 2007

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