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Ikea, ci costa caro l’amore per il legno

di

Ida Karlsson
Con il suo slogan "We love Wood", il colosso svedese dell'arredamento Ikea si vanta di usare solo legno "sostenibile". Un mito denunciato da molte Ong: in Carelia (regione tra la Russia e la Finlandia), la filiale Swedwood di Ikea taglia boschi centenari per fabbricare i suoi mobili a basso costo.  

Sedie dalle linee essenziali, librerie funzionali… Con circa il 60 per cento dei suoi prodotti fabbricati a base di legno, Ikea ha fatto di questo materiale vegetale l'elemento di punta della sua gamma di mobili a basso prezzo venduti nei suoi 300 negozi sparsi nel mondo. Per anni, il gigante svedese dell'arredamento ha abbondantemente puntato sul suo slogan "We love Wood" (Noi amiamo il legno), per promuovere il fatto che usasse solo legno ottenuto in modo economicamente, socialmente ed ecologicamente sostenibile. In questi ultimi mesi, però, questa immagine è stata offuscata da diverse inchieste e rapporti pubblicati sull'attività di Ikea nella regione russa della Carelia.
Un'inchiesta della televisione nazionale svedese rivelava lo scorso aprile che l'impresa forestale Swedwood, filiale di Ikea, tagliava circa 560 ettari di foresta l'anno. A maggio è stato il turno di Global Forest Coalition, un'alleanza di Ong provenienti da 40 Paesi, che ha fermamente condannato le attività dell'impresa svedese dei mobili. «Esiste solo una quantità limitata di foreste primarie nel Nord della Carelia e solo il 10 per cento di spazio vergine in tutta la regione» afferma Olga Ilina, responsabile del dipartimento delle foreste dell'organizzazione russa Spok, membro di questa coalizione.
«Durante le nostre visite sul terreno, abbiamo indagato sulla reale gestione delle foreste da parte di Ikea e ci siamo accorti di essere molto lontani dalle belle parole delle loro pubblicità», assicura Viktor Säfve, direttore di Protect the Forest. Secondo questa organizzazione ambientalista svedese, l'impresa forestale Swedwood avrebbe abbattuto numerosi alberi centenari nel nord-ovest della Carelia, nei pressi della frontiera finlandese. Colpi che hanno un profondo impatto sulla biodiversità. Con le foreste tropicali pluviali, che si sviluppano lungo l'equatore, le foreste primarie russe assolvono funzioni vitali assorbendo enormi quantità di anidride carbonica e fungendo da rifugio per migliaia di animali e specie vegetali uniche.
«Le foreste svedesi sono già decimate e adesso è la volta delle preziose foreste della Carelia russa», osserva Linda Ellegaard Nordström di Protect the Forest. «Utilizziamo lo stesso sistema di certificazione ambientale in Svezia ed in Russia: il Forest Stewardship Council (Fsc). È un disastro in entrambi i Paesi: l'impresa Nepcon, che certifica che lo sfruttamento delle foreste da parte di Sewdwood sia conforme alle norme Fsc, autorizza l'abbattimento di alberi che hanno dai 200 ai 600 anni. È uno scandalo».
"Sulla carta il Fsc impone regole severe in materia di certificazione che garantiscono la protezione delle foreste antiche, ma nella realtà persistono delle lacune», ammette Andrei Ptichnikov, direttore generale di Fsc Russia. «Se noi rivendicassimo la protezione di tutti gli alberi, nessuna impresa potrebbe valersi del marchio Fsc: non è realistico. Si deve sempre fare dei compromessi», ha affermato Ptichnikov durante una trasmissione della televisione svedese.
«Continueremo a lavorare secondo gli stessi principi concordati con le organizzazioni ambientaliste russe come Spok», sostiene Anders Hildeman, che si occupa delle foreste presso Ikea. Per il gigante svedese, le regole applicate per la gestione forestale sono sufficientemente severe. Secondo il colosso del mobile, dal 16 a 17 per cento delle foreste riconosciute di grande valore sono preservate, cifra che va ben oltre le norme legali e quelle del Fsc. Si vanta del suo ruolo modello nella regione e, a suo avviso, al contrario di quanto fanno le imprese locali. La filiale di Ikea è stata la prima ditta in Carelia a ottenere il marchio Fsc nel 2006.
Uno sforzo insufficiente secondo Olga Ilina dell'organizzazione ambientalista russa Spok. «È vero che Swedwood opera più adeguatamente rispetto alle imprese locali, ma pensiamo che possa fare meglio, viste le sue risorse finanziarie. Potrebbe avere una gestione forestale più responsabile. Dovrebbe sfruttare le foreste secondarie che non sono così preziose, invece di accanirsi sulle foreste vergini. Ikea ne ha tutti i mezzi».


* Ips-Infosud per Alliance Sud
Comunità di lavoro Swissaid / Sacrificio Quaresimale / Pane per tutti / Helvetas / Caritas / Aces
Traduzione Sonia Stephan
www.alliancesud.ch

Pubblicato

Venerdì 6 Luglio 2012

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