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Affari nostri

I rincari ingiustificati dei furbetti

di

Serena Tinari

Alzi la mano chi non ha fatto negli scorsi mesi almeno un acquisto in modalità bunker. Quei momenti che ti dici esplodono i prezzi dei beni essenziali e allora faccio il pieno appena inciampo in un benzinaio umano, mentre se trovo un’offerta sulla pasta riempio la dispensa.

 

C’è che da mesi siamo bombardati con informazioni terrificanti. Prima le questioni pandemiche, poi la guerra e tutti gli esperti che insistono: aumenterà il prezzo di ogni cosa. Farina, carburante i primi della lista. Ma anche prodotti che ne discendono, dal pane a ogni manufatto la cui produzione richieda molta energia. Vedi alla voce cartiere, pastifici e un numero incalcolabile di oggetti di consumo che siamo abituati a considerare abbordabili. Ma siccome viviamo in tempi oscuri e strani, anche sulla questione degli aumenti sorge il dubbio che ci stiano prendendo in giro. A quanto pare, in tanti non si farebbero in effetti sfuggire l’occasione. Alcuni sono i soliti grandi accumulatori di capitale, da altri magari non te lo saresti aspettato.

 

Fra i casi improbabili tocca menzionare quanti sono stati beccati con le mani nella marmellata dal sempre ottimo K-Tipp. Ai primi di maggio un’inchiesta firmata Christian Gurtner e Jimmy Sauter ha esposto alcuni nomi di casa nostra. Guidano la classifica degli aumenti incomprensibili il lievito in polvere Prix Garantie di Coop e quello Pâtis-
sier di Migros (+42,9%). Seguono dolciumi, pane, pasta e patatine anche di Lidl e Alnatura. Nel reparto non alimentari, in testa alla top ten un notevole +70,6 su bicchieri da Galaxus, seguito dai prodotti più disparati, dalla carta igienica ai materassi. Nel comparto Energia, svetta Zurigo con un solido +26,7%. Il problema è che i rincari non sembrerebbero giustificati dai prezzi d’importazione. Per esempio, Lidl ha aumentato il prezzo dell’olio di colza importato dalla Germania del 28,1%, ma solo +3,6% alla fonte. Qualcuno forse ci sta facendo la “cresta”? Certo è che noi consumatori, sottoposti a un fuoco continuo di brutte notizie infarcite di numeri complicati, non sappiamo che pesci prendere e finché siamo in grado, paghiamo.

 

In Italia, d’altronde, sono già partite le indagini su benzina e gasolio a seguito di un esposto Codacons a 104 Procure della Repubblica e all’Autorità garante della concorrenza. Perché i prezzi continuano a salire nonostante il taglio delle accise e costi alla fonte inferiori ai mesi precedenti. Spirali speculative che bastonano autotrasportatori e famiglie. L’estate si annuncia dura, con prezzi impazziti per ombrelloni in spiaggia e traghetti. I rincari vengono spesso giustificati con motivi epici come “crisi della distribuzione mondiale”, “cargo cinesi in lockdown”, e altri colpi da titoli di giornale. Intendiamoci, ci sono comparti in sofferenza e molti faticano con i costi di imballaggio e trasporto.

 

Tuttavia è difficile distinguere fra vittime e furbetti. Ed è solo l’inizio, promettono gli economisti, perché gli effetti di anni in modalità d’emergenza si faranno sentire piuttosto sul medio periodo. Non ci resta che diventare ancora più attenti a cosa consumiamo. Eppure quando gli aumenti cadono dall’alto, come fai a capire se il prezzo è giusto. E soprattutto, se non puoi più permetterti la benzina, come fai ad andare a lavorare? Tornando alla modalità bunker, interessante osservare come si muove il partito dell’apocalisse. Persone attualmente affaccendate a ricontrattare il mutuo per prepararsi all’aumento degli interessi. Si convertono all’energia solare e si procurano un pezzetto di orto. Ai posteri l’ardua sentenza: finiranno nella storia come paranoici, o lungimiranti?

Pubblicato

Giovedì 19 Maggio 2022

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