La verità non è qualcosa che si dice o si tace. È qualcosa che si conquista. Bisogna assaltare la sede dei servizi segreti un istante prima che i poliziotti le diano fuoco, per salvare i registri con i nomi dei torturatori e delle persone torturate.
   Si dice che l'azienda elettrica proprietaria della centrale di Fukushima sia reticente nello spiegare quanto sta accadendo all'interno dei reattori, e che già in passato abbia omesso di informare su diversi incidenti e violazioni delle norme di sicurezza. Pio D'Emilia, in una corrispondenza dal Giappone apparsa sul manifesto, scrive che i 50 "eroi" che tentano di riparare i danni sono in realtà 300; 50 sono solo quelli che di volta in volta, a turno, entrano nella centrale; e su circa 70.000 lavoratori del settore nucleare, 63.000 sono manovali assunti stagionalmente o mensilmente per i lavori di manutenzione o per affrontare emergenze, insomma pagati per essere contaminati.
   Il senatore Filippo Lombardi è accusato di far parte di un potente gruppo di pressione in grado di influenzare, oltre che le discussioni alle camere federali, anche i mezzi d'informazione. Al presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare in Italia, Umberto Veronesi, che nei giorni scorsi ha affermato essere scientificamente provato il fatto che senza l'energia atomica il nostro pianeta con tutti i suoi abitanti non potrà sopravvivere, qualcuno ha fatto osservare che l'Agenzia non è un ente di promozione del nucleare, ma un sorvegliante imparziale delle sue applicazioni, e lo ha invitato a documentarsi meglio sugli argomenti di cui parla con leggerezza. C'è da notare tuttavia che Lombardi non è stato eletto al Consiglio degli Stati dalla lobby atomica, ma dalla maggior parte dei ticinesi, e Veronesi, evocando la scienza per difendere il nucleare, si è affidato a quello che è il valore fondante della nostra convivenza civile, la razionalità. Tutti e due in fondo non raccontano bugie, ma una verità condivisa dai loro elettori.
   Perché siamo tutti azionisti delle imprese del nucleare. Alcuni posseggono materialmente le azioni delle imprese elettriche che riempiono di notte gli invasi di montagna quando l'energia proveniente dalla Francia costa meno per rivenderla di giorno quando costa di più. Altri attraverso il proprio capitale di pensione, impiegato dalle banche nei settori che rendono maggiormente come il nucleare. Altri indirettamente, condividendo una serie di sillogismi secondo i quali il risparmio genera capitali, i capitali finanziano le imprese che a loro volta producono energia e più energia significa benessere.
   I fondi pensione sono tra quelli più aggressivi nell'esigere il maggior rendimento possibile, perché dietro di essi ci sono persone che hanno affidato tutta la loro vita a quei risparmi. Allora il sindacato, che spesso ha propri rappresentanti nelle fondazioni del secondo pilastro, dovrebbe avere il coraggio di chiedere che quei capitali rendano di meno, perché ha scelto di essere dalla parte della vita e non della morte per irradiazione di mezza umanità. Perderebbe molti iscritti, verrebbe considerato uno schiaffo ai valori svizzeri, ma sarebbe un passo avanti sulla strada per conquistare la verità.

Pubblicato il 

01.04.11

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