Giustizia

I grandi processi faranno ritorno nel 2024

Dopo un 2023 piatto, diversi grandi casi di crimini contro l’umanità, riciclaggio e corruzione arriveranno l’anno prossimo al Tribunale penale federale

Per chi segue da vicino i dibattimenti al Tribunale penale federale (TPF), il 2023 non è certo stato un anno vibrante. Fatto salvo qualche processo alla Corte d’appello ­– la condanna per crimini contro l’umanità à l’ex comandante dei ribelli liberiani dell’ULIMO, Alieu Kosiah, e la conferma della condanna dell’ex-gestore patrimoniale italiano Rocco Zullino – l’episodio più rilevante è stato il processo contro tre attivisti per il clima romandi, accusati dal procuratore federale Marco Renna di avere incitato alla violazione degli obblighi militari. Risultato: tutti assolti.

 

La situazione dovrebbe però essere molto diversa per il 2024. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) in questi ultimi mesi ha infatti depositato diversi atti d’accusa riguardanti casi di grande interesse pubblico. Ciò significa che il prossimo anno, a Bellinzona, si terranno dei processi importanti. Ecco i principali.

 

Crimini contro l’umanità: due ex ministri africani alla sbarra

 

Il 2024 inizierà con un processo molto atteso nell’ambito del diritto penale internazionale. L’8 gennaio comparirà di fronte ai giudici Ousman Sonko, ex ispettore generale della polizia ed ex ministro degli interni del Gambia all’epoca del dispotico presidente Yahya Jammeh. Nell’ambito di queste sue funzioni, Sonko è accusato di avere intenzionalmente ucciso, torturato, stuprato, nonché gravemente privato della loro libertà delle persone. L’uomo è stato arrestato nel 2017 in Svizzera, dove aveva chiesto l’asilo dopo la caduta del regime di Jammeh. La procedura penale fa seguito ad una denuncia dell’ONG TRIAL International. Ousman Sonko sarà il primo ex ministro di uno Stato a venire giudicato in Europa nell’ambito della cosiddetta competenza universale.

 

Un caso che non resterà unico: l’MPC ha infatti rinviato a giudizio anche Khaled Nezzar, ex ministro della difesa ed ex generale dell’Algeria. L’uomo è accusato di aver commesso crimini contro l’umanità tra il 1992 e il 1994 nel contesto della guerra civile in Algeria. Anche in questo caso l’inchiesta nei suoi confronti è stata aperta (nel 2011) in seguito ad una denuncia di TRIAL International. In quel momento l’ex militare resideva in Svizzera. Nel 2017, la Procura federale aveva abbandonato l’inchiesta in quanto riteneva che la guerra civile in Algeria non fosse da considerare un conflitto armato interno e che la Svizzera non avesse pertanto la competenza per giudicare eventuali crimini di guerra. Una decisone poi ribaltata dal TPF a seguito di un ricorso da parte di alcune vittime. Il procedimento è quindi stato riaperto e si andrà quindi a processo anche se è molto probabile che l’imputato, che oggi ha 85 anni, non vi parteciperà.

 

I miliardi di 1MBD e “l’Ufficio” di Gulnara Karimova e

 

Uno dei più grandi scandali finanziari internazionali degli ultimi anni – quello legato al fondo sovrano malese 1MBD – sarà giudicato da un tribunale svizzero. La Procura federale accusa due dirigenti della società ginevrina Petrosaudi nell'aprile 2023. I due imputati sono accusati di aver sottratto almeno 1,8 miliardi di dollari dal fondo 1MBD e di aver riciclato il denaro. Avrebbero concepito una presunta joint venture tra Petrosaudi e 1MBD in accordo con Joh Low, uomo d'affari malese e confidente dell'allora Primo Ministro Najib Razak. In realtà, il denaro è stato dirottato per uso personale sui conti svizzeri degli accusati, finanziando i loro sfarzosi stili di vita.

 

A seguito di una lunga indagine iniziata nel 2012, nel 2023 l'MPC ha depositato anche l'accusa contro Gulnara Karimova, figlia dell'ex presidente dell'Uzbekistan Islam Karimov, e contro l'ex amministratore delegato della filiale uzbeka di una società di telecomunicazioni russa. I due imputati sono accusati di aver partecipato a un'organizzazione criminale – nota come "l’Office" – operante in diversi Paesi, tra cui la Svizzera. Le accuse riguardano il fatto che le tangenti pagate dalle società di telecomunicazioni sono finite su conti svizzeri controllati da prestanome. L'MPC chiede inoltre la confisca di beni per un totale di oltre 440 milioni di franchi svizzeri.

 

 Materie prime e corruzione: Trafigura e il tesoriere di Gunvor

 

Un'altra importante novità è prevista per il 2024: per la prima volta, il TPF dovrà pronunciarsi sulla responsabilità penale di un’impresa in relazione alla corruzione di funzionari pubblici stranieri. Il 6 dicembre, l’MPC ha infatti annunciato di aver presentato un'accusa contro la società olandese Trafigura Beheer BV, società madre della nota società commerciale ginevrina. La società non avrebbe impedito il pagamento di tangenti ad un pubblico ufficiale angolano nell’ambito di alcuni contratti sul noleggio di navi. Grazie ai proventi ottenuti attraverso questi contratti, Trafigura avrebbe realizzato profitti per un importo pari a 143.7 milioni di dollari. A processo andranno anche l’ex funzionario angolano, ex dirigente della società Sonangol Distribudora, un intermediario e l’ex numero due di Trafigura, Mike Wainwright. Quest’ultimo è accusato di corruzione attiva di pubblici ufficiali stranieri.

 

>> Vedi anche: La corruzione internazionale in arrivo a Bellinzona

 

Sempre sul tema materie prime e corruzione, la Procura federale ha depositato quest’anno anche un atto d’accusa nei confronti di B.G., ex responsabile delle attività finanziarie della società ginevrina Gunvor. L’uomo è sospettato di avere corrotto  e aver tentato di corrompere dei pubblici ufficiali congolesi tra il 2010 e il 2014. I pagamenti effettuati dall’allora dipendente avevano l’obiettivo di permettere a Gunvor di accedere al mercato petrolifero della Repubblica del Congo, nonché di ottenere contratti prestigiosi per la consegna di greggio. Per questi fatti, Gunvor era già stata condannata tramite un decreto d’accusa pronunciato nel 2019: l’azienda di trading petrolifero aveva ricevuto una multa di 4 milioni di franchi a cui va aggiunta una confisca di 94 milioni di franchi.

 

 

 

 

Pubblicato il

21.12.2023 14:19
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