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I conti dello Stato

di

Michele De Lauretis
In questi giorni, mentre si sta sciogliendo la neve salata di alcune cime ticinesi, si torna a parlare di conti dello Stato.
Il Corriere del Ticino (4 marzo) recrimina poiché l'attuale governo non pubblica il "consuntivo provvisorio", un'esperienza nata ai tempi in cui l'estensore di quell'articolo lavorava per il Dfe e non più reiterata. C'è in ogni caso il preconsuntivo di settembre a configurare un miglioramento di circa novanta milioni. E siccome questo giornale ha ampiamente dimostrato, dati alla mano, che i consuntivi sono sistematicamente migliori dei preconsuntivi di qualche decina di milioni è facile prevedere che il disavanzo 2007 sarà inferiore anche alla settantina di milioni prevista l'autunno scorso.
Ma non è questo il punto.
Il punto è che la migliorata situazione finanziaria dell'anno 2007 non è dovuta ai suoi gettiti, bensì a quelli di anni precedenti, per circa l'80 per cento. Il timore che si voglia semplicemente dire che le finanze sono risanate per andare poi a sostenere l'iniziativa leghista su cui verosimilmente si voterà a inizio giugno (il Gran Consiglio la discute fra tre giorni) è dunque concreto.
In realtà le finanze cantonali sono lungi dall'essere risanate e a questo proposito è stata estremamente istruttiva e didattica la doppia pagina che Pietro Martinelli ha pubblicato settimana scorsa su area. Da ritagliare e conservare. Tabelle alla mano è stato demolito il discorso retorico sulla mancanza di progettualità, sull'impatto benefico degli sgravi fiscali (qualcosa andrebbe poi detto anche sulle nuove stime e sull'operazione che ha favorito essenzialmente le grandi società proprietarie di palazzi da reddito), sul livello della spesa per personale e beni/servizi.
Non manca la progettualità, mancano i soldi, è la semplice constatazione.
Del resto è facile lanciare iniziative per tagliare centinaia di milioni alla spesa guardandosi bene dal dire dove e addirittura opponendosi poi ai tagli quando vengono proposti da quella medesima destra di cui si è parte attivissima; è facile dire tagliamo ancora le imposte per oltre cento milioni senza dire dove andarli a recuperare sul fronte delle uscite.
Il canton Ticino, dopo quello di Zugo e prima ancora di quello di Svitto, è il secondo cantone svizzero per levità fiscale sulle persone fisiche. Ma non ha nessuna caratteristica di quei due cantoni (che rifilano gli oneri per i servizi – Uni, ospedali, etc – ai cantoni vicini e non sono né periferici, né montagnosi, né penalizzati da bassi redditi, elevata disoccupazione, forti oneri sanitari ed altro ancora). Martinelli conclude sostenendo che occorre porre i ticinesi di fronte all'alternativa esplicita: o si rinuncia ad una serie di servizi, indicati chiaramente, o si aumentano le imposte delle persone fisiche di un 15 per cento.
Forse un tale aut aut è un po' eccessivo; a me piace sperare che si riesca a lavorare ed ottenere risultati sullo scenario (che anche il Ps pare finora aver condiviso) dei due terzi di contenimenti ed un terzo di nuove entrate.

Pubblicato

Venerdì 7 Marzo 2008

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