Si chiama ufficialmente "sostegno scolastico intergenerazionale" ma l'iniziativa che la sezione di Lugano dell'Atte (Associazione ticinese terza età) ha intrapreso come progetto pilota già nell'anno scolastico trascorso ha più il sapore dell'aiuto che un nonno o una nonna potrebbero dare al nipotino. L'intenzione è quella di dare un sostegno – gratuito e fuori dall'ambiente scolastico – alle ragazze e ragazzi di 1a e 2a media che hanno bisogno di una mano per fare i compiti. E dopo il successo del primo anno si è deciso di continuare con la positiva esperienza. Il "direttore dei corsi" Armando D'Auria spiega ad area il progetto e le speranze per il futuro di un'iniziativa  «che è tanto utile al ragazzo quanto al pensionato».

L'idea è di quelle che nascono dall'esperienza diretta di chi per anni è stato a contatto con i ragazzi. Armando D'Auria, responsabile del progetto di "sostegno scolastico intergenerazionale" insieme al direttore della sezione Lugano dell'Atte Giordano Belloni, è infatti un ex insegnante che per anni ha vissuto la situazione del docente che si vede passare sui banchi una miriade di ragazzi a cui non deve solo insegnare, ma anche dare una valutazione.  E il contatto umano? «Purtroppo è andato perso. I docenti fanno il loro lavoro. Però 4 ore di matematica con 23 ragazzi, dare note, fare lezione, cambiare poi classe e ancora un'altra subito dopo è davvero troppo. Si è così perso il contatto umano con i ragazzi. 12-13 insegnanti per allievo in un solo anno: non c'è poi tanto da stupirsi se questo si perde e si chiude. Penso che questa riforma, che ha portato avanti una qualificazione e una specializzazione maggiore degli insegnanti, ha comportato allo stesso tempo una perdita di umanità. Noi vogliamo cercare di riallacciare questo contatto», ci spiega l'ex insegnante.
È nata così l'idea di creare un ponte fra le generazioni.  Per il momento il progetto dell'Atte si è limitato alle scuole medie di Lugano centro e di Viganello,  ma gli organizzatori non nascondono la volontà di estenderlo il più possibile: «non c'è un copyright su questa idea – precisa con un sorriso D'Auria –. Chi vuole mettersi in gioco e dare il suo tempo ai ragazzi che hanno bisogno può farlo. Noi siamo disponibili a dare una mano» (si veda il box a fianco).
Il contatto con il ragazzo passa attraverso la struttura scolastica e i genitori che vengono coinvolti  nel progetto dell'Atte, «ma deve essere l'allievo stesso a chiedere aiuto. Il nostro scopo non è quello di fargli prendere una nota ancora più alta, ma di aiutarlo se davvero ha bisogno. È lui a decidere cosa vuole». Il sostegno è infatti appositamente limitato nel tempo e si svolge nella struttura luganese dell'Atte.
Al giovane che chiede aiuto viene dato inizialmente  un "pacchetto" di 5 ore – il sostegno è completamente  gratuito – che può poi rinnovare se lo desidera.  «Abbiamo deciso di fornire questo aiuto limitato nel tempo per diversi motivi – dice D'Auria –. C'è già il doposcuola ma sono tutti insieme con un sorvegliante. Noi abbiamo invece scelto un incontro individuale. Politicamente la scuola media non ha bisogno di aiuto, umanamente invece ne ha necessità. Lo Stato ha insegnanti, ha locali e il denaro per fare il suo lavoro. Manca però il contatto umano fra insegnanti e allievi. Prima di tutto abbiamo deciso di portare il ragazzo nelle aule dell'Atte (che si trovano a Lugano in Via Beltramina, ndr) cosicché il ragazzo possa veramente sentirsi fuori dalla scuola.
All'inizio gli spieghiamo che lo vedremo per un totale massimo di 5 ore. In questo modo non sente il peso di un incontro fisso e ufficiale: non siamo dei rompiscatole. Qui da noi non c'è nessuno che lo giudica, che gli dà un voto negativo o che lo prende in giro perché non sa prendere appunti o non è bravo nei calcoli».
E i risultati di questo sostegno si sono già visti nell'anno 2005/2006: la maggior parte dei ragazzi che si sono incontrati con i "nonni" e le "nonne" dell'Atte hanno visto migliorare i loro risultati e hanno passato l'anno. Ma hanno soprattutto ritrovato fiducia nei loro mezzi perché «ci siamo accorti che non è una questione di intelligenza. Tanti ragazzi hanno problemi perché gli manca un contatto umano a scuola. Noi siamo delle figure neutrali alle quali possono fare confidenze o parlare diversamente che nella loro quotidianità o nella scuola in cui non stanno bene».
Risultati talmente positivi che una volta sparsa la voce diversi direttori di scuole medie hanno contattato l'Atte per poter far parte del progetto.  «Ma purtroppo – dice l'ex insegnante – per il momento non possiamo allargarci più di quel tanto. Abbiamo bisogno di volontari che vogliono dare questo sostegno. E non c'è bisogno di essere ex insegnanti, anzi spesso i migliori non lo sono.
Bisogna rompere con l'idea che solo gli insegnanti possono aiutare a studiare. Possono essere capaci tutti. I ragazzi di prima e seconda media vengono sbattuti nella realtà dopo che alle elementari erano stati coccolati.  Tanti di loro non sanno prendere appunti, se li prendono magari poi non riescono a rileggerli. O ancora semplicemente hanno problemi con la lingua italiana che non è la loro lingua madre. Tutti possiamo essere loro d'aiuto».
Armando D'Auria ci tiene a spiegare che questo aiuto non è solo in una direzione, che anche i volontari di questa iniziativa ne traggono beneficio perché «gli anziani d'oggi non sono più così stanchi come quelli di una volta. Siamo più dinamici. Possiamo ancora dare un contributo anche se veniamo sempre più additati come un peso per la società. E noi vi dimostriamo così che siamo ancora in gamba. Quando vai in pensione pensi "ah finalmente potrò leggere quei libri" o "finalmente andrò a vedere il mondo". Ma non si può leggere da mattina a sera o stare tutto il tempo in viaggio. Allora perché non mettersi a disposizione di quei giovani che hanno bisogno? Di quelli che la società vuole macinare perché non si sono adattati ai suoi ritmi frenetici».

Anche con le zie e gli zii

«Chiunque può aiutarci», così dice ad area Armando D'Auria responsabile dei corsi per il progetto "sostegno scolastico intergenerazionale" organizzato dalla sezione luganese dell'Associazione ticinese terza età per sottolineare l'apertura del progetto. Chiunque può infatti – anche giovani e meno giovani,  nonne, nonni  zie e zii – diventare volontario  per il sostegno intergenerazionale  che mette a contatto ragazzi che hanno bisogno di una mano nei compiti e chi – gratuitamente  – vuole mettersi a loro disposizione (si veda l'articolo in pagina).  Gli incontri si tengono per il momento nella sede in Via Beltramina 20A al centro diurno dell'Atte. Questo è il momento giusto per annunciarsi di modo che gli organizzatori  possano valutare il da farsi per il prossimo anno scolastico. Per maggiori informazioni contattare Armando D'Auria al numero 091 972 75 10 (email: armandodauria@bluewin.ch ) oppure telefonare al direttore della sezione Lugano dell'Atte Giordano Belloni allo 091 922 80 89 (è anche il numero di fax).

Pubblicato il 

30.06.06..

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