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I buoni investimenti

di

Sabina Zanini
Una cinquantina di città in Svizzera ha sottoscritto lo scorso novembre l’Iniziativa delle città per il miglioramento della protezione sociale. L’iniziativa sottolinea l’importanza del ruolo che i Comuni giocano in materia di politica familiare. In Ticino tra le città che aderiscono al progetto vi è Lugano (assieme a Chiasso, Bellinzona e Locarno). Sull’argomento il Partito socialista di Lugano ha organizzato una serata dibattito (cfr. riquadro a lato). Ce lo presenta la sua presidente, Nicoletta Mariolini. Quale è stato lo spunto da cui è nata l’idea di organizzare il dibattito? Avevamo già organizzato un pomeriggio di studio a cui avevano partecipato giovani e famiglie. Erano scaturiti molti spunti che oggi, alla luce dei postulati dell’Iniziativa delle città, sono ancor più di attualità. L’eterogeneità sempre più marcata delle famiglie ed il ruolo determinante di ogni loro membro – bambino, giovane, genitori, nonni – sono all’origine anche dell’iniziativa delle città. Essa, ponendo l’accento sul ruolo centrale del Comune, non fa che rafforzare la nostra intenzione: mantenere aperto e prioritario il dibattito sulla politica familiare a livello comunale, a condizione però di una partecipazione diretta della popolazione che il Ps di Lugano promuove. Misure di accompagnamento La Commissione federale di coordinamento delle questioni familiari (Coff) ha recentemente confermato i postulati dell’Iniziativa delle città, a favore di una politica familiare basata su quattro pilastri. I primi tre prevedono aiuti finanziari alle famiglie mentre il quarto è definito come «misure d’accompagnamento». Le misure di accompagnamento, di competenza comunale, sommate tra di loro sono volte a creare le condizioni quadro, ossia le premesse entro le quali le famiglie trovano il sostegno ed il riconoscimento necessari per conciliare attività familiari, qualità di vita, benessere e lavoro. La famiglia deve quindi assumere un ruolo centrale in tutte le sfere della politica sociale. Il Ps di Lugano ha sempre posto l’accento sullo sviluppo sostenibile. La nuova politica familiare dei quattro pilastri ne deve far parte. Vi chiederete «ma cosa possiamo intendere concretamente per “misure d’accompagnamento”?» Non posso che invitarvi a discuterne mercoledì prossimo! Quindi è determinante il ruolo che i Comuni possono giocare nell’ambito della politica familiare? Attualmente il tema in auge sono gli asili nido o tutte quelle misure che permettono l’accoglienza dei bambini al di fuori del contesto familiare per sostenere i genitori. A livello federale vi è l’iniziativa Fehr che propone degli incentivi per creare questi servizi. L’iniziativa chiede di prevedere le basi legali affinché la Confederazione sostenga finanziariamente i Comuni che intendono offrire nuovi posti d’accoglienza. Dunque anche un’iniziativa parlamentare federale riconosce il ruolo del Comune come traino di questi progetti. Il Ps di Lugano pone due domande centrali: «Come sono cambiate le responsabilità comunali nei confronti delle famiglie? Cosa è già stato fatto e che cosa farà Lugano nei prossimi anni?», poiché per noi il Comune, e Lugano, rappresentano il perno della politica familiare basata sui quattro pilastri. Finora abbiamo discusso di quel che possono fare i Comuni, i grossi centri. Qual è invece il ruolo delle periferie? Lugano non può sottrarsi a questo tipo di riflessione, quella cioè sul ruolo del centro rispetto alla periferia, tema caro all’Iniziativa delle città. Innanzitutto questi progetti devono essere sempre più letti, promossi e gestiti in un contesto intercomunale. La città ha un ruolo importantissimo da giocare. Si pensi alle risorse finanziarie che ha a disposizione, senza dimenticare i servizi che offre. Ma gli altri non possono stare a guardare! Deve prevalere la co-gestione tra più Comuni, non solo pensando alle aggregazioni comunali ma anche ai nuovi indirizzi della politica familiare. Altro strumento: la perequazione finanziaria. La famiglia può essere il centro di una politica di società a condizione che sia garantita l’equità: stesse opportunità per tutti, per le famiglie di Lugano, ma anche del Ticino. Il Cantone avrà un compito determinante da assolvere nei prossimi anni. Il ruolo della famiglia Discutendo di politica familiare è ancora interessante sottolineare quanto la famiglia contribuisca alla protezione sociale della collettività. Solo un esempio. Uno studio della città di Zurigo ha verificato la resa per la collettività dei posti di accoglienza per bambini. La conclusione è significativa: globalmente ogni franco investito in strutture d’accoglienza per bambini rendono 1,6-1,7 franchi sotto forma di entrate fiscali più elevate e di minor spese nel settore degli aiuti sociali, dell’integrazione o dell’educazione specializzata. Un’offerta ben strutturata migliora la qualità di vita dei genitori e dei loro figli. Ma non solo! I genitori, avendo più tempo a disposizione, aumentano l’attività lucrativa ed il loro reddito: per Zurigo l’aumento del reddito delle famiglie è stato stimato a 44 milioni. Per contro si è calcolato che se si sopprimessero tutti i posti di accoglienza di Zurigo, 350 famiglie si ritroverebbero sotto la soglia di povertà. Ciò causerebbe un costo di 6,5 milioni di franchi a carico dei servizi sociali. Non offrendo posti sufficienti si causa pure l’uscita dal mercato del lavoro di molte persone formate, soprattutto donne. Infine queste strutture sono pure degli strumenti di socializzazione e d’integrazione. Chiaramente si tratta di uno studio legato ad un caso specifico, quello di Zurigo appunto, tuttavia mi sembra eloquente per mettere in evidenza il legame tra politica familiare e protezione sociale.

Pubblicato

Venerdì 22 Marzo 2002

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