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I Verdi, giovani e “tanti”

di

Silvano De Pietro
Dopo l'Udc, è il Partito degli ecologisti il vero vincitore, che, oltre ad entrare per la prima volta nel Consiglio degli Stati, porterà al Nazionale ben 7 deputati in più (da 13 a 20), ai quali si aggiungeranno, sui temi relativi all'ambiente, i tre rappresentanti del partito verde-liberale. Quest'ultimo, pur rimanendo praticamente ignorato dall'elettorato degli altri cantoni, ha incontrato il previsto successo a Zurigo, senza tuttavia sminuire il successo degli ecologisti.
Da dove ha allora attinto voti il Partito ecologista, oltre che dall'elettortato socialista?
«Penso anche dai nuovi elettori, perché abbiamo avuto un gran successo con i giovani», ci spiega la presidente del partito, Ruth Genner. «Abbiamo tre deputati giovani: uno di 27 anni, uno di 31 e uno di 36. Questo vuol dire che il movimento dei giovani verdi è molto forte». I verdi-liberali, invece, hanno sottratto voti soprattutto al Plr zurighese, e non, come si temeva, agli ecologisti di sinistra.
Questo aspetto pone qualche problema nei rapporti politici tra i due partiti verdi a Zurigo. «Lavoreremo insieme su tutte le questioni relative all'ambiente, ma nella politica sociale abbiamo delle differenze» conferma la presidente Genner. Come verrà superato, in pratica, questo ostacolo? La questione si pone perché finora il Partito dei verdi-liberali era rappresentato a Berna unicamente dal suo presidente, Martin Bäumle, che era rimasto nel gruppo parlamentare degli ecologisti. «Finora non ha influito sulle nostre scelte di politica sociale», spiega Ruth Genner. «Adesso ci sono però tre deputati verdi-liberali. Martin Bäumle era molto a destra, ma degli altri due non sappiamo ancora come si profileranno».
Gli altri due sono la ex ministra cantonale della sanità Verena Diener (cofondatrice del Partito degli ecologisti e poi alleata con Bäumle nella secessione e nuova costituzione del Partito verde-liberale) ed una giovane outsider, Tiana Angelina Moser, divenuta copresidente cantonale del partito. Se Diener dovesse, per ipotesi, rimanere in corsa agli Stati e vincere contro il presidente dell'Udc, Ueli Maurer, rinuncerebbe al Nazionale ed al suo posto andrebbe il subentrante Thomas Weibel, già deputato cantonale. Ora, Verena Diener ha mostrato finora una sensibilità agli aspetti sociali della politica sicuramente maggiore di quella di Bäumle. Lo stesso non si può dire di Thomas Weibel, che sembra piuttosto in sintonia con Bäumle, e neppure della sconosciuta Moser. Tra l'altro, se Diener dovesse andare agli Stati, i parlamentari verdi-liberali sarebbero ben quattro: non abbastanza per fare gruppo a sé, ma abbastanza per pesare all'interno del gruppo parlamentare degli ecologisti.
L'aver sottratto voti al Ps, non rischia di far cambiare comunque qualcosa nei rapporti tra il Partito degli ecologisti e i socialisti? «Spero di no», dice Ruth Genner, «perché in politica siamo buoni partner. È chiaro che è una gara, le elezioni sono sempre una gara. Ma i nostri concorrenti sono dall'altra parte, non sono i socialisti». Dunque, pare di capire, se la vera controparte è l'Udc, i verdi continueranno a sostenere la proposta di eleggere un Consiglio federale senza il partito di Blocher.
Ma – abbiamo chiesto alla loro presidente – vi sembra un'idea realistica? «Devo dire che questa volta ci hanno davvero rigirato le parole» risponde un po' seccata la signora Genner. «Noi abbiamo detto che vogliamo discutere col metodo della concordanza. Se la concordanza con l'Udc non funziona, ovviamente non entriamo. Perché è chiaro che non abbiamo la forza per buttar fuori l'Udc». Quindi, manterrete la proposta solo se ci sarà un consenso generale? «Sì. Ma anche il consenso è una prospettiva» risponde Ruth Genner. «Il 1° dicembre terremo un'assemblea dei delegati e vedremo che cosa dirà tutto il partito. Le proposte attuali verranno discusse sabato dal comitato direttivo».

Pubblicato

Venerdì 26 Ottobre 2007

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