Votazione del 29 novembre
26.11.2020

Contrarie a che i tribunali elvetici possano occuparsi delle violazioni dei diritti umani all'estero, le imprese svizzere non esitano a fare causa agli Stati di fronte a dei tribunali arbitrali quando i loro interessi economici sono minacciati

di 

Federico Franchini

Le multinazionali svizzere temono una legislazione forte e vincolante per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani o la protezione dell'ambiente. Lo dimostra la loro ferma opposizione all'Iniziativa multinazionali responsabili: le grandi imprese prediligono i meccanismi volontari che si traducono in semplici rapporti con cui viene autocertificato il loro sforzo in termini sociali e ambientali. Quando poi, come lo fa il testo dell'Iniziativa, si chiede che un tribunale civile elvetico possa giudicare un'impresa svizzera accusata di aver violato i diritti umani all'estero, le organizzazioni mantello dell'economia rispondono che si tratta di un approccio “neocolonialista”. Non bisogna, a loro dire, interferire con la giustizia locale.

Torna su

..
L'editoriale
19.11.2020

di 

Claudio Carrer

Come già era successo durante la prima ondata della pandemia, appare evidente che i rischi di contagio da coronavirus cui vanno incontro le lavoratrici e i lavoratori svolgendo la loro attività professionale e i conseguenti danni alla loro salute vengono sistematicamente sottaciuti, minimizzati e ignorati. È una diretta conseguenza della strategia scelta dal Consiglio federale, che consiste nel mettere davanti a tutto, costi quello che costi, il funzionamento della macchina produttiva e la salvaguardia dei profitti delle grandi imprese.

Una strategia confermata ancora mercoledì: sordo agli appelli di autorevoli economisti e ignorando le raccomandazioni della stessa task force della Confederazione in favore di misure più restrittive per contenere la diffusione della pandemia (chiusura di bar e ristoranti, centri del tempo libero eccetera), il Governo ha deciso di “aspettare” (ancora) una nuova valutazione della situazione degli esperti il prossimo fine settimana.


Ultime rubriche

La mano invisibile

Antisindacalismo, minaccia per la democrazia

di 

Silvano Toppi
Diario di classe

L’autorevolezza della cultura

di 

Anna Biscossa
Eurovisioni

Invisibili e indispensabili

di 

Andreas Rieger
Immigrazione e dintorni

Cinquant’anni in Svizzera per dirsi fortunati

di 

Dino Nardi
A briglie sciolte

Le infermiere salgono sulle barricate

di 

Franco Cavalli
Donne e violenza
25.11.2020

di 

Veronica Galster

Oggi, 25 novembre, ricorre la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un fenomeno purtroppo ancora molto presente in tutto il mondo e che si manifesta in svariate forme, in tutti i contesti culturali e socioeconomici.

Reportage
23.11.2020

di 

Federico Franchini

La notte tra il 16 e il 17 ottobre diversi attivisti hanno preso possesso dei terreni dell’impresa cementifera Holcim sulla collina del Mormont. L’obiettivo è quello di bloccare l’estensione di una cava che distruggerebbe un’importante zona naturale. Ma l’occupazione è anche un mezzo per concretizzare gli ideali di questi giovani traditi da una politica e un’economia che poco fanno per combattere gli effetti del cambiamento climatico. Siamo andati ad incontrarli.

 

Ombre del passato
19.11.2020

di 

Raffaella Brignoni

 Un’isola solitaria in mezzo all’Europa, la Svizzera. Non proprio. Senza porti sul mare, è riuscita a sbarcare ovunque e a partecipare, dietro alle quinte, a molte vicende della storia internazionale. E pur non avendo colonie, il nostro paese ha guadagnato anche dal modello commerciale, e criminale, legato alla tratta degli schiavi.Lo storico Hans Fässler spiega l’implicazione di imprenditori elvetici in questo traffico.

Lavoro e salute
19.11.2020

di 

Claudio Carrer

Piani di protezione insufficienti, autorità federali e cantonali troppo passive e gravi lacune nell’ambito dei controlli sui luoghi di lavoro per quanto attiene al rispetto delle misure di tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. È in queste condizioni che la Svizzera sta gestendo la seconda violenta ondata della pandemia di coronavirus. Una perizia dimostra come gli ispettorati del lavoro siano sottodotati e non in grado di effettuare i controlli dovuti: dati e analisi.

Ex Ilva
19.11.2020

di 

Loris Campetti

Il gigante, pensando di avere a che fare con una bambina fragile, ha tentato l’affondo: adesso licenzio chi mi critica, e l’ha fatto. Ma la bambina tanto fragile non è, ha indossato il casco giallo e ha bloccato tutto, la sua fabbrica e la sua città.

Elezioni americane
19.11.2020

di 

Martino Mazzonis

Due settimane dopo la chiusura delle urne sappiamo che il presidente Trump si rifiuta di ammettere la sconfitta e rilancia teorie del complotto improbabili. Dopo aver sostenuto per qualche giorno che gli scrutatori avevano manipolato i risultati e respinto gli osservatori del partito repubblicano, la versione è cambiata. Probabilmente per via delle 25 istanze respinte dai tribunali di Michigan, Pennsylvania, Georgia, Arizona contro una ammessa che chiedeva di far entrare un numero più alto di osservatori nei locali della commissione elettorale della Pennsylvania

Giustizia & Società
19.11.2020

di 

Francesco Bonsaver

Più di mille miliardi di franchi. A tanto ammontano i capitali pensionistici dei lavoratori in Svizzera gestiti dai fondi privati del secondo pilastro. Quanti dei nostri soldi delle pensioni finiscono nel commercio di armi? Dati precisi non esistono, essendo il mercato ben poco trasparente. L'iniziativa popolare 'Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico' in votazione il 29 novembre, lanciata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito e dai giovani Verdi, si prefigge di rendere illegale qualsiasi forma di sostegno finanziario, compresa l'offerta di credito o l'acquisto di azioni e obbligazioni in una società produttrice di armi. Numerose società svizzeri d'investimento, già oggi lo fanno. Oltre a dimostrare che sia possibile, obbligare invece quei soggetti a cui interessa il solo profitto, è anche una questione di concorrenza leale in un quadro legale eticamente accettabile.

Votazione del 29 novembre
17.11.2020

di 

Federico Franchini

«I fatti sull'iniziativa multinazionali. Per forgiare la vostra opinione leggete il nostro dossier» si legge su un banner pubblicitario che compare a fianco degli articoli sul tema “Multinazionali responsabili» pubblicati online dai vari giornali dell'editore TX Group (ex Tamedia), tra cui Tages Anzeiger, 24heures o Tribune de Genève. Con un click si arriva sul sito en-fait.ch. Di che si tratta? Andiamo a vedere.

Lavoro & Salute
16.11.2020

di 

Francesco Bonsaver

Lockdown si o no? in Svizzera la questione è all’ordine del giorno, vista la recrudescenza del numero dei contagi. La scorsa settimana, una settantina di professori universitari di economia ha invitato il Consiglio federale ad attuare un secondo lockdown. L’Unione svizzera Arti e Mestieri (Usam), l’associazione delle piccole e medie impresa, per bocca del suo presidente Fabio Regazzi ha risposto che un secondo lockdown sarebbe dannoso per l’economia e i posti di lavoro. Anche in Ticino la questione è aperta, sollevata dal sindacato Unia la scorsa settimana. Per tentare di rispondere al quesito dal punto di vista economico, potrebbe esser utile guardare al caso svedese.

Altri sguardi
11.11.2020

di 

Federico Franchini

Professore di antropologia e direttore dell'Istituto di etnologia all'Università di Strasburgo, l'antropologo ticinese Geremia Cometti (in mezzo nella foto) ha lavorato a lungo nelle Ande peruviane. Qui ha studiato la percezione del cambiamento climatico e l'impatto del settore estrattivo sulle comunità indigene andine di lingua quechua. Di passaggio in Ticino, dove è stato ospite con Dick Marty di una serata organizzata da Comundo sull'Iniziativa multinazionali responsabili, lo abbiamo intervistato proprio per cercare di capire meglio il suo lavoro e le relazioni tra quanto osservato in Sudamerica e la Svizzera.

Società
10.11.2020

di 

Francesco Bonsaver

La cultura è cibo per l’anima, si dice. Un’anima che avrebbe tanto bisogno di esser nutrita in questi tempi grami. La comunicazione governativa del limite di cinque persone negli spazi pubblici e privati, pasticciata e dalla parvenza improvvisata, ha generato più dubbi che certezze nella popolazione e molta amarezza nei diretti interessati (qui il comunicato dei Teatri associati scena indipendente).

Lavoro & Sicurezza
10.11.2020

di 

Francesco Bonsaver

«Se non ci sono più infortuni sui cantieri, è solo una questione di fortuna. Perché negli ultimi anni il livello di sicurezza si è notevolmente abbassato, per usare un eufemismo». Parola di Carlo*, profondo conoscitore dell’edilizia cantonale grazie all’esperienza professionale maturata in quarant’anni di lavoro. Carlo ha scritto ad area dopo aver letto l’articolo relativo agli infortuni gravi e letali sui posti di lavoro, «L’inaccettabile morte al lavoro». Lo abbiamo incontrato.

Lavoro e salute
05.11.2020

di 

Veronica Galster

La temevamo ed è arrivata la seconda ondata di contagi, ma cosa ci portiamo dietro dalla prima? Come stanno le lavoratrici e i lavoratori che dopo un’estate relativamente tranquilla, si vedono nuovamente davanti uno scenario poco rassicurante? Come hanno superato la prima ondata e il lockdown? Ne abbiamo discusso con due psicologhe.

Votazione del 29 novembre
05.11.2020

di 

Mattia Lento

L’iniziativa per multinazionali responsabili è nata dalla società civile, è appoggiata dai sindacati e dalle forze politiche progressiste, ma raccoglie ampi consensi anche in altri contesti sociali e politici.    

In questi giorni saremo chiamati a votare per l’iniziativa a favore di multinazionali responsabili. Se vincesse questa iniziativa, le grandi aziende con sede in Svizzera che operano anche all’estero saranno chiamate a rispondere legalmente davanti a un tribunale elvetico di eventuali abusi in materia di diritti umani, lavoro e ambiente. Alcune personalità ci hanno illustrato il punto di vista cristiano, imprenditoriale e borghese di chi è a favore dell’iniziativa.

General Electric-Alstom
05.11.2020

di 

Federico Franchini

Nel 2014, l’americana General Electric (Ge) acquista la divisione energia del gruppo francese Alstom e crea un colosso mondiale del settore energetico. Un’operazione da 14 miliardi di dollari che si è però rivelata catastrofica. A pagarne le conseguenze sono i lavoratori, tra i quali le migliaia di persone impiegate nelle sedi del Canton Argovia.

Clima e ambiente
03.11.2020

di 

Federico Franchini

Un primo passo verso una politica climatica ambiziosa oppure un guscio vuoto, costoso e che nuocerà soprattutto alle fasce più deboli della popolazione: la sinistra parlamentare e gli scioperanti per il clima (così come altri partiti di estrema sinistra) non condividono la stessa visione della Legge sul CO₂. Il referendum lanciato da sinistra ha fatto arrabbiare non poco i rappresentanti politici del Partito socialista e dei Verdi che, in Parlamento, si sono battuti alla ricerca di un compromesso accettabile per una legge che, così come era stata invece disegnata due anni fa, appariva vuota e privata del minimo impatto. area ha deciso di dare voce alle due visioni attraverso un'intervista a due consigliere nazionali. In questo articolo trovate quella a Stéphanie Prezioso (Ensemble à gauche, Ginevra)

Clima e ambiente
03.11.2020

di 

Federico Franchini

Un primo passo verso una politica climatica ambiziosa oppure un guscio vuoto, costoso e che nuocerà soprattutto alle fasce più deboli della popolazione: la sinistra parlamentare e gli scioperanti per il clima (così come altri partiti di estrema sinistra) non condividono la stessa visione della Legge sul CO₂. Il referendum lanciato da sinistra ha fatto arrabbiare non poco i rappresentanti politici del Partito socialista e dei Verdi che, in Parlamento, si sono battuti alla ricerca di un compromesso accettabile per una legge che, così come era stata invece disegnata due anni fa, appariva vuota e privata del minimo impatto. area ha deciso di dare voce alle due visioni attraverso un'intervista a due consigliere nazionali. In questo articolo trovate quella a Greta Gysin (Verdi, Ticino).

 

Palazzo & Società
02.11.2020

di 

Francesco Bonsaver

Niente da fare per la trasparenza nemmeno sulla timida riforma del sistema di accredito dei lobbisti. Lo scorso venerdì, la maggioranza del Consiglio nazionale ha definitivamente affossato l’iniziativa parlamentare dell’ex consigliere agli Stati Didier Berberat (Ps/Ne), volta a rendere il sistema più trasparente. Il Parlamento resta impermeabile a qualsiasi richiesta di trasparenza sul tema. Eppure, conoscere il grado d'influenza dei lobbisti sui parlamentari, è una questione centrale nella vita democratica di un Paese.

Calcio malato
29.10.2020

di 

Federico Franchini

Professore di diritto penale all’Università di Basilea, Mark Pieth è da poco in pensione. Esperto riconosciuto a livello mondiale e voce critica della giustizia elvetica, era stato chiamato dalla Fifa per riorganizzare la sua governance interna. Ma quando ha visto che non era ascoltato se ne è andato sbattendo la porta.  Lo abbiamo intervistato a margine del processo in corso al Tribunale penale federale e che vede alla sbarra due protagonisti dello scandalo di corruzione legato alla Federazione internazionale di  calcio: Jérôme Valcke, ex segretario generale et Nasser Al-Khelaifi, patron del Paris Saint Germain e del colosso mediatico qatariota Bein Media. La sentenza dovrebbe arrivare domani.

Lavoro & dignità
28.10.2020

di 

Veronica Galster

Non hanno ancora ricevuto il dovuto riconoscimento per il grande sforzo fatto durante la prima ondata pandemica, e già sono chiamati ad affrontare la seconda, con gli ospedali che in alcuni Cantoni sono già vicini al collasso. Stiamo parlando del personale sociosanitario, per il quale gli applausi non bastano più: per continuare a far fronte a questa pandemia e alle future crisi sanitarie bisogna urgentemente migliorare le loro condizioni di lavoro e rendere più attrattive tutte le professioni del settore.

Lavoro & Dignità
27.10.2020

di 

Francesco Bonsaver

Presto, forse già dal prossimo anno, il Ticino avrà il suo primo contratto nel ramo degli architetti e ingegneri e professioni affini, che regolerà salari minimi e condizioni d'impiego di circa 3'500 lavoratori in Ticino. Ieri infatti il Consiglio di Stato ha comunicato di aver respinto i ricorsi inoltrati a giugno contro il ccl concordato tra sindacati e l’Associazione studi d’ingegneria e architettura ticinesi (Asiat), dando il via libera alla sua entrata in vigore.  Una novità frutto di un percorso durato oltre cinque anni, dove significativa è stata la partecipazione dei lavoratori. Lo ripercorriamo con Igor Cima di Unia che ne ha seguito l’intera procedura.

Lavoro & dignità
26.10.2020

di 

Veronica Galster

Dopo quindici giorni di sciopero e delle trattative difficili, grazie alla loro grande determinazione, i lavoratori di Leclanché Capacitors hanno ottenuto un piano sociale ben migliore di quanto previsto inizialmente, che prevede indennità di partenza fino a quindici mesi di salario. Sono tuttavia delusi per la ferma decisione del datore di lavoro di delocalizzare, cancellando gli impieghi.

Lavoro & Sicurezza
22.10.2020

di 

Francesco Bonsaver

Negli ultimi periodi, gli infortuni gravi al lavoro, anche letali, si ripetono con una certa frequenza in Ticino. Se ne contano 28 negli ultimi dodici mesi, con quattro decessi. Se l'edilizia è il ramo preminente, industrie e artigianato non sono immuni. Ogni caso è frutto di una serie di fattori, non per forza comuni tra loro. Ma non dobbiamo smettere d'indignarci, di sforzarci di capire perché avvengano e alzare la guardia affinché non si ripetano.



Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 19 Novembre 2020
Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

..
Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 5561
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019