Calcio malato
29.10.2020

Il penalista Marc Pieth: il sistema giudiziario elvetico, macchiato dal Fifagate, necessita di una «ramazzata», indipendentemente dall’esito del processo sulla Federazione internazionale di calcio

di 

Federico Franchini

Professore di diritto penale all’Università di Basilea, Mark Pieth è da poco in pensione. Esperto riconosciuto a livello mondiale e voce critica della giustizia elvetica, era stato chiamato dalla Fifa per riorganizzare la sua governance interna. Ma quando ha visto che non era ascoltato se ne è andato sbattendo la porta.  Lo abbiamo intervistato a margine del processo in corso al Tribunale penale federale e che vede alla sbarra due protagonisti dello scandalo di corruzione legato alla Federazione internazionale di  calcio: Jérôme Valcke, ex segretario generale et Nasser Al-Khelaifi, patron del Paris Saint Germain e del colosso mediatico qatariota Bein Media. La sentenza dovrebbe arrivare domani.

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L'editoriale
22.10.2020

di 

Claudio Carrer

Siamo a cinque minuti dalla mezzanotte ma ci viene servita la colazione. È una metafora che rende l’idea della lentezza con cui il Consiglio federale sta affrontando la nuova ondata di contagi da coronavirus che sta investendo la Svizzera, la quale, con un’incidenza media di quasi 400 casi ogni 100.000 abitanti e punte fino a 900 in alcuni cantoni, ha oggi una delle peggiori situazioni dell’intero continente. Eppure, Berna continua a dormire e a lasciare che siano i Cantoni a sbrogliarsela.

Ultime rubriche

Affari nostri

Il ritorno dei Camalli

di 

Serena Tinari
Eurovisioni

Parità salariale solo nel 2104

di 

Andreas Rieger
La mano invisibile

Salari e spesa pubblica sotto tiro

di 

Silvano Toppi
Lavoro & dignità
28.10.2020

di 

Veronica Galster

Non hanno ancora ricevuto il dovuto riconoscimento per il grande sforzo fatto durante la prima ondata pandemica, e già sono chiamati ad affrontare la seconda, con gli ospedali che in alcuni Cantoni sono già vicini al collasso. Stiamo parlando del personale sociosanitario, per il quale gli applausi non bastano più: per continuare a far fronte a questa pandemia e alle future crisi sanitarie bisogna urgentemente migliorare le loro condizioni di lavoro e rendere più attrattive tutte le professioni del settore.

Lavoro & Dignità
27.10.2020

di 

Francesco Bonsaver

Presto, forse già dal prossimo anno, il Ticino avrà il suo primo contratto nel ramo degli architetti e ingegneri e professioni affini, che regolerà salari minimi e condizioni d'impiego di circa 3'500 lavoratori in Ticino. Ieri infatti il Consiglio di Stato ha comunicato di aver respinto i ricorsi inoltrati a giugno contro il ccl concordato tra sindacati e l’Associazione studi d’ingegneria e architettura ticinesi (Asiat), dando il via libera alla sua entrata in vigore.  Una novità frutto di un percorso durato oltre cinque anni, dove significativa è stata la partecipazione dei lavoratori. Lo ripercorriamo con Igor Cima di Unia che ne ha seguito l’intera procedura.

Lavoro & dignità
26.10.2020

di 

Veronica Galster

Dopo quindici giorni di sciopero e delle trattative difficili, grazie alla loro grande determinazione, i lavoratori di Leclanché Capacitors hanno ottenuto un piano sociale ben migliore di quanto previsto inizialmente, che prevede indennità di partenza fino a quindici mesi di salario. Sono tuttavia delusi per la ferma decisione del datore di lavoro di delocalizzare, cancellando gli impieghi.

Lavoro & Sicurezza
22.10.2020

di 

Francesco Bonsaver

Negli ultimi periodi, gli infortuni gravi al lavoro, anche letali, si ripetono con una certa frequenza in Ticino. Se ne contano 28 negli ultimi dodici mesi, con quattro decessi. Se l'edilizia è il ramo preminente, industrie e artigianato non sono immuni. Ogni caso è frutto di una serie di fattori, non per forza comuni tra loro. Ma non dobbiamo smettere d'indignarci, di sforzarci di capire perché avvengano e alzare la guardia affinché non si ripetano.



America Latina
22.10.2020

di 

Maurizio Matteuzzi

Domenica prossima, 25 ottobre, in Cile si vota per il referendum per avviare il processo di riforma che porti a una nuova costituzione che cancelli l’obbrobrio della costituzione imposta da Pinochet nel 1980, mai abrogata in 40 anni (guarda caso) ma solo “ritoccata” dai governi di destra e di centro-sinistra. In Bolivia invece, il voto popolare dello scorso fine settimana ha cancellato il golpe di un anno fa, riportando il Movimento per il socialismo di Evo Morales al potere.

Italia
22.10.2020

di 

Loris Campetti

Si naviga a vista nella nebbia e la forza del mare cresce. La seconda ondata della pandemia sta mettendo a dura prova false certezze e legittime speranze. Il refrain ripetuto ossessivamente per tranquillizzarci – in Italia le cose vanno meglio del resto d’Europa – viene sbatacchiato dall’incalzare dei numeri dei positivi al covid 19, in crescita esponenziale dalla pazza estate in cui si è respirato un clima da liberi tutti. 11-12 mila nuovi malati ogni giorno, cifre da record assoluto ma va precisato che rispetto a febbraio-marzo il numero di tamponi è aumentato di 7-8 volte e la maggior parte dei positivi è asintomatica. Persino i morti hanno ripreso a salire sfiorando i 100 quotidiani. Certo, meno dei 1000 nei giorni più drammatici della prima ondata, anche perché scienza e medicina qualche passo avanti l’hanno fatto.

Eguaglianza
22.10.2020

di 

Mattia Lento

Jeder Frau ihre Stimme. 50 Jahre Schweizer Frauengeschichte 1971-2021: s’intitola così un nuovo libro dedicato alle conquiste politiche, economiche e sociali delle donne in Svizzera a partire dall’introduzione del diritto di voto fino a oggi. Questa pubblicazione anticipa di qualche mese l’anniversario dell’introduzione del diritto di voto femminile in Svizzera, avvenuta il 7 febbraio 1971.

La storia delle donne in Svizzera dall’introduzione del diritto di voto a oggi è stata ricca di avvenimenti, dibattiti, battaglie e conquiste. Il nuovo libro, edito dalla casa editrice zurighese Hier und Jetzt, offre uno sguardo d’insieme su questo periodo storico straordinario.

Materie prime
20.10.2020

di 

Federico Franchini

Nel 2019, una piccola fonderia di Riva San Vitale è stata multata dall’Amministrazione federale delle dogane per avere importato dell’oro africano non marchiato correttamente. Il metallo prezioso era stato importato a mano ed era fornito tramite una società di Zugo che fa capo ad un pregiudicato noto per le sue pratiche opache nel mondo dei metalli preziosi. Il fornitore è stato segnalato alla Procura del Canton Ticino. Questa vicenda, di cui abbiamo riferito nell’ultima edizione cartacea di area, mette ancora una volta in luce tutti i rischi, anche reputazionali, del luccicante settore aurifero svizzero.

Colletti sporchi
19.10.2020

di 

Federico Franchini

 

Un anno dopo la storica condanna di Gunvor, una nuova inchiesta di Public Eye rileva come un altro gigante delle materie prime svizzero, Vitol, abbia versato denaro ad una misteriosa quanto opaca società di Hong Kong. Una società controllata da un ristoratore parigino che, in Svizzera, era già stato condannato per essere stato un prestanome proprio nel caso Gunvor.

 

Tasse e frontalieri
15.10.2020

di 

Claudio Carrer

Il nuovo accordo tra Svizzera e Italia sul regime fiscale per i frontalieri non è ancora cosa fatta: «È troppo presto per cantare vittoria», afferma il segretario regionale di Unia Ticino e Moesa Giangiorgio Gargantini, che areaonline ha interpellato per fare il punto alla situazione dopo la notizia di una raggiunta “pre-intesa” tra i governi dei due paesi e le voci su una possibile firma dell’Accordo già entro la fine di quest’anno. Domani tra l’altro il ministro delle finanze Ueli Maurer sarà a Bellinzona per illustrare i dettagli al Consiglio di Stato ticinese.

Lavoro & Giustizia
14.10.2020

di 

Francesco Bonsaver

Due notizie su Uber, l’impresa simbolo dell’economia dei lavoretti (Gig) che impiega le persone sfuggendo alle responsabilità di datore di lavoro, eludendo ad esempio gli oneri sociali. A Ginevra ha assunto i suoi 500 corrieri, mentre in Italia dieci manager sono indagati per caporalato sui riders ed evasione fiscale.

Lavoro & Sicurezza
13.10.2020

di 

Vito Robbiani

Negli ultimi 15 anni 27 collaboratori della Brogioli Sa di Monteggio hanno presentato una domanda di Ai, 16 di loro hanno beneficiato di una rendita di durata determinata o indeterminata. Tra questi, 5 casi per affezioni del sistema respiratorio e due di loro a seguito dell’esposizione al berillio. Una domanda sorge spontanea: dove erano i controllori, la Suva?

Nell'articolo, Davide Donini, operaio ammalatosi alla Brugioli, costretto a un trapianto polmonare, racconta la sua vita da recluso, una segregazione ancor più dura durante la pandemia.

Campagne
12.10.2020

di 

Federico Franchini

La Svizzera si colora di arancione. Sono sempre di più, infatti, le bandiere  appese ai balconi e alle finestre a ricordarci che la campagna per l’Iniziativa multinazionali responsabili sta entrando nel vivo. Uno sventolio che testimonia anche come la forza di questo progetto che mira ad ancorare nella costituzione federale la responsabilità delle imprese venga dal basso: dai cittadini e dalla società civile.

Diritti & Società
08.10.2020

di 

Raffaella Brignoni

Quando è stato decretato il lockdown si sono spente le luci rosse dei locali erotici: le prostitute, con il fermo dell’attività, hanno dovuto trovare un modo per stare a galla senza più entrate. Precarietà e clandestinità sono state il prezzo che le lavoratrici del sesso hanno dovuto pagare. Il coronavirus ha indebolito ancora di più questa fascia fragile della popolazione, nascosta nelle pieghe della società, e rafforzato forme di sfruttamento preesistenti.  


Vendita
08.10.2020

di 

Veronica Galster

La situazione nel commercio al dettaglio in Ticino si prospettava estremamente difficile al momento della riapertura nel mese di maggio, invece, grazie anche al sostegno pubblico e a un’estate ricca di turisti, finora si è riusciti a tamponare e la situazione è meno grave di quanto si prevedesse. Non si può essere altrettanto felici per le condizioni di lavoro nel settore, dove il Contratto collettivo di lavoro non ha portato grandi miglioramenti.


Lavoro & società
08.10.2020

di 

Francesco Bonsaver

«Lavorare meno per lavorare e vivere meglio tutti». Da anni lo slogan ha preso slancio in Germania, la locomotiva economica europea, grazie alle offensive delle organizzazioni sindacali. L’ultima proposta l’ha messa sul tavolo Ig Metall, la più grande organizzazione sindacale tedesca con 2,3 milioni di iscritti: ridurre da cinque a quattro i giorni di lavoro per scongiurare la soppressione d’impieghi. «Per evitare licenziamenti dobbiamo far lavorare tutti ma di meno», ha dichiarato Jörg Hofman, leader della potente organizzazione dei lavoratori.

Eguaglianza
08.10.2020

di 

Mattia Lento

Il 17 agosto presso l’FCZ-Museum di Zurigo, l’istituzione museale di una delle due squadre principali di Zurigo, ha aperto i battenti la mostra speciale per i 50 anni del calcio femminile svizzero. La mostra, un’occasione per conoscere meglio la storia e l’attualità di una realtà ancora troppo trascurata, rimarrà aperta almeno fino al 31 dicembre del 2020

Colletti sporchi
07.10.2020

di 

Federico Franchini

Dopo Pkb e J. Safra Sarasin, una terza banca svizzera è nel visore del Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) nell'ambito dell'affare Petrobras: la Banque Cramer & Cie Sa. L’informazione è stata confermata ad area da una portavoce della Procura federale, la quale aggiunge che la procedura penale è stata aperta il 1 luglio del 2020 e porta sui sospetti di «carente organizzazione interna della banca che non avrebbe permesso a quest’ultima d’evitare di commettere il reato di riciclaggio di denaro». La portavoce aggiunge che, lo stesso giorno, un altro incarto penale è stato aperto contro due persone fisiche per sospetto di riciclaggio. Al momento non vengono fornite ulteriori informazioni, ma la filiale di Lugano dell’istituto ginevrino sembrerebbe essere al centro dell’indagine. Ecco perché.

Affari esteri
07.10.2020

di 

Federico Franchini

Negli ultimi giorni la situazione nella regione, tesa da anni, è precipitata. Tanto che ormai è guerra. La disputa per questo pezzo di terra senza sbocco sul mare da parte dell’Azerbaigian e l’Armenia ha le sue radici nella dissoluzione dell’impero sovietico. Dimenticata dal resto del mondo, questa parte del Caucaso meridionale (ufficialmente appartenente all’Azerbaigian, ma abitata in gran parte da armeni che ne chiedono la secessione) vive in un limbo da più di un quarto di secolo. Da quando cioè, nel 1994, si è trovato un accordo ad un conflitto che fece migliaia di morti e centinaia di migliaia di profughi da entrambe le parti.

Multinazionali irresponsabili
06.10.2020

di 

Federico Franchini

Il 29 novembre si voterà sull’Iniziativa multinazionali responsabili. Oggi il Consiglio federale ha ribadito il suo mantra: estendere la responsabilità delle imprese svizzere attive all’estero anche alle loro filiali e ai fornitori economicamente dipendenti è eccessivo e rischia di mettere a repentaglio posti di lavoro. La posizione espressa dal Governo non sorprende se consideriamo tutto quanto è successo dietro le quinte del processo parlamentare. Di rado un’iniziativa popolare ha avuto un iter così lungo, travagliato e caratterizzato da manovre d’ostruzionismo, come questa che chiede alle più grosse imprese svizzere di rispettare anche all’estero i diritti umani e le norme ambientali. Eccone un resoconto.

Giustizia & Società
05.10.2020

di 

Francesco Bonsaver

Venerdi notte a Locarno, scoppia una lite tra sei studenti di un quartiere della Zurigo bene e un richiedente l'asilo. Quest'ultimo rimane ferito in modo serio e grave, tant'è che è ancora ricoverato in ospedale. Stranamente in Ticino la notizia non esce. Uscirà in Svizzera interna la domenica sera. La mancata comunicazione della polizia cantonale suscita interrogativi. Interpellata, il portavoce della comunicazione spiega che la prassi è di non divulgare ferimenti lievi. Il richiedente a tre giorni di distanza è ancora ricoverato in ospedale a causa delle gravi lesioni riportate. Cronistoria di una mancata notizia che diventa notizia.

Multinazionali irresponsabili
01.10.2020

di 

Federico Franchini

Ricordate il polverone sollevato nel 2019 dal viaggio di Ignazio Cassis in Zambia? Il Consigliere federale era stato criticato per la sua visita alla miniera di rame della Glencore a Mufilura e per un suo tweet dove si era detto impressionato dagli sforzi per la modernizzazione dell’impianto. Un commento euforico che la stessa controversa multinazionale ha poi utilizzato per farsi pubblicità. Di recente, dallo Zambia, sono giunte due notizie di carattere giudiziario che rendono ancor più imbarazzante il siparietto promozionale organizzato da Ignazio Cassis.

Lavoro & società
01.10.2020

di 

Francesco Bonsaver

Oggi il governo ticinese ha presentato il Preventivo 2021, un testo importante poiché definisce le linee guida del governo per il prossimo anno, dove è stimato un deficit di 230 milioni di franchi, ma indica anche gli indirizzi futuri cantonali nel medio termine. Lo commentiamo grazie al parere di un esperto, Sergio Rossi, professore ordinario di macroeconomia ed economia monetaria nell’Università di Friburgo.

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Quindicinale di critica sociale e del lavoro

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Giovedì 22 Ottobre 2020
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Sindacato Unia

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