Lavoro & dignità
23.09.2020

I cantoni si assumano le proprie responsabilità in materia di stage, diventati uno strumento per camuffare manodopera a bassissimo costo

di 

Veronica Galster

Il numero di stagisti è in costante aumento dal 2010: a livello svizzero il 10% degli impiegati tra i 15 e i 24 anni ha un contratto di stage. Dove sta il problema? L’aumento di questa tipologia di lavoratori a basso costo è il campanello d’allarme prima del suo definitivo consolidamento sul mercato del lavoro, fino a che non ne diventerà una parte strutturale e lavorare gratis (o quasi) sarà considerato normale. Per il Consiglio federale, interpellato in merito, si tratta di una problematica che riguarda i cantoni, quindi a loro la responsabilità di risolverla. L’Unione sindacale svizzera (Uss), preoccupata per l’effetto che questa mancanza di regole chiare sta avendo sul mercato del lavoro, oltre che sui giovani, ha quindi deciso di alzare la pressione e lanciare un’ondata di mozioni nei cantoni, per spingerli a reagire o quantomeno a discuterne.

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L'editoriale
10.09.2020

di 

Claudio Carrer

La libertà sindacale è un diritto fondamentale esplicitamente riconosciuto, oltre che dalle leggi internazionali, dalla Costituzione federale, al pari della libertà d’opinione, economica, di associazione, di stampa eccetera. Da essa deriva tra l’altro il diritto del sindacato di accedere ai luoghi di lavoro, cioè laddove sorgono e si possono risolvere i conflitti, nonché intercettare e combattere gli abusi compiuti a danno dei salariati. Può sembrare una banalità ed esagerato riaffermare questo elementare concetto nell’articolo di fondo di un giornale sindacale. Ma, ahinoi, non lo è. Perché nel 2020 vi sono ancora dei padroni e delle organizzazioni che li rappresentano che proprio non si rassegnano all’idea.

Un esempio paradigmatico ce lo ha fornito alcuni giorni fa la sezione Ticino della Società svizzera degli impresari costruttori (Ssic) con una delirante presa di posizione, in risposta alle reazioni di sdegno e di condanna per la vile aggressione, da parte di un impresario (membro della Ssic), di un funzionario sindacale di Unia mentre svolgeva regolarmente il suo lavoro su un cantiere della Valle Maggia.



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La mano invisibile

Tempo al lavoro e tempo di lavoro

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Silvano Toppi
Dietro lo specchio

Necessità di resilienza

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Ferruccio D'Ambrogio
Eurovisioni

Modello Brexit? No grazie

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Andreas Rieger
Calcio sporco
22.09.2020

di 

Federico Franchini

È un calcio malato. Un calcio corrotto dove a farla da padrone sono l'avidità e i milioni dei diritti tv. Soldi, tanti soldi, finiti nelle tasche di chi, da Zurigo, governava il lucroso business del pallone. È questo il quadro che emerge dal processo in corso al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona nell'ambito dell'inchiesta più importante del cosiddetto Fifagate, l'affare di corruzione legato alla Federazione internazionale di calcio. Un processo che area ha potuto seguire in questi giorni e che non solo racconta il disgustoso dietro le quinte di questo sport. Ad emergere sono anche le difficoltà del Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) nel condurre un'inchiesta macchiata dagli incontri non protocollati con la Fifa – che hanno portato alle dimissioni del Procuratore generale Michael Lauber – e che ha dovuto, all'ultimo, rivoluzionare l'accusa a causa di un accordo stipulato tra la stessa Federazione e uno dei tre imputati, Nasser Al-Khelaifi. La partita in tribunale non è ancora conclusa. Ora, all’inizio del secondo tempo (oggi è in corso la requisitoria dell'Mpc; da domani parleranno le difese), ecco una breve cronaca di quanto abbiamo potuto osservare dai nostri spalti privilegiati.

 

Diritti & Società
21.09.2020

di 

Francesco Bonsaver

Diritto alla disoccupazione negato, una politica familiare azzoppata e revoche illegali di permessi. «Quanto salito alla ribalta mediatica in questi giorni, non è storia recente. Sono anni che denunciamo una prassi sistematica di discriminazione istituzionalizzata nei confronti delle lavoratrici e lavoratori stranieri e delle loro famiglie» ha chiarito Chiara Landi del sindacato Unia oggi al presidio davanti al Palazzo dei congressi, dove si tiene la seduta del Gran Consiglio ticinese. Un presidio organizzato da un comitato unitario composto da vari gruppi politici e sindacali indetto «per il ripristino della legalità in contemporanea alla riunione dell'ufficio Presidenziale del Gran Consiglio che deciderà sull'attivazione dell'alta vigilanza sul Consiglio di Stato».

Lavoro & società
14.09.2020

di 

Veronica Galster

La pandemia ha portato con sé un importante calo occupazionale un po’ovunque, in Svizzera il cantone più colpito è il Ticino, dove preoccupa lo scarto di genere: quasi nullo l’effetto per gli uomini, mentre si registra quasi il 6% in meno per le donne. Per il sindacato non è una sorpresa: «Le lavoratrici sono spesso le meno tutelate e quindi le prime ad essere espulse dal mercato del lavoro».

Lavoro & dignità
10.09.2020

di 

Francesco Bonsaver

La legge sul salario minimo, frutto della volontà popolare col voto favorevole cinque anni fa all’iniziativa dei Verdi “Salviamo il lavoro in Ticino”, fu approvata lo scorso dicembre dal Gran Consiglio. La Legge è stata poi impugnata al Tribunale federale da due ricorsi inoltrati da altrettanti avvocati in rappresentanza di undici ditte, come aveva riferito il quotidiano LaRegione ad aprile. Essendo la misura d’interesse pubblico toccando migliaia di lavoratori attivi in Ticino, area pubblica la lista delle imprese che, legittimati dal diritto, hanno deciso di ricorrere al Tf rappresentate dagli avvocati Gianluca Padlina e Costantino Delogu. Una lista che non desta particolari sorprese negli ambienti sindacali, poiché diverse sono “vecchie conoscenze” del sindacato Unia. Tranne una, sono tutte affiliate all’Associazione industrie ticinesi (Aiti). Benché la piaga dei bassi stipendi sia ormai diventata una pratica diffusa in molti rami professionali, soprattutto nel terziario, ad opporsi è stata una parte del padronato industriale ticinese. Vediamo chi sono.




Lavoro & dignità
10.09.2020

di 

Federico Franchini

"Quello che ho visto sotto questa montagna mi ha fatto schifo. Ho imparato cosa significa lavorare in un cantiere dove vigeva un’omertà mafiosa e le più basilari norme di sicurezza sono state calpestate», spiega Pascal Annen, esperto elettricista attivo nei cantieri Alptransit di Faido e in seguito al Ceneri. Due cantieri, stesso committente, ma due mondi diversi. Nella tratta finale di Alptransit, si lamentano incidenti, lacune nella sicurezza, turni infernali, soprusi, minacce e quei sospetti, mai del tutto levati, d’infiltrazioni criminali. È in questo contesto che, il 21 settembre del 2010, ci scappa il morto. Pietro Mirabelli, operaio d’origine calabrese, minatore figlio di minatore, lancista esperto assunto qualche mese prima, viene travolto da 400 chili di roccia staccatasi da un’altezza di 8 metri.

Altri problemi seguiranno con nella fase del materiale ferroviario, coraggiosamente denunciate da lavoratori, appoggiati da Unia, che hanno portato all’apertura di un’inchiesta penale ancora in corso.

Cultura
10.09.2020

di 

Mattia Lento

Siamo negli anni Sessanta, un’epoca in cui la classe operaia è forte in tutta Europa e l’Italia, paese dove è particolarmente combattiva, si avvia a diventare una delle potenze industriali su scala mondiale. Renato Prunetti è un giovane metalmeccanico livornese appassionato del proprio lavoro. In breve tempo diventa un saldatore provetto e un operaio trasfertista capace di riparare gli impianti industriali di mezza Italia. Si tratta di un lavoro sfiancante, pericoloso, che costringe l’operaio metalmeccanico a una vita raminga su e giù dai treni sempre in ritardo della Penisola. Renato incontra così i luoghi più tossici del paese come Piombino, Busalla, Taranto. Utilizza anche protezioni in fibra d’amianto per non rischiare di saltare in area saldando tubi e altre componenti metalliche a ridosso di cisterne piene di combustibile. Per lungo tempo lavora anche a Casale Monferrato, uno dei luoghi simbolo delle tragedie industriali del Novecento. Questa è in sintesi la biografia professionale di Renato raccontata magistralmente dal figlio Alberto in Amianto, il primo volume di una trilogia working class capace di far riflettere sui destini della classe lavoratrice di ieri e di oggi.  

Lavoro & società
08.09.2020

di 

Federico Franchini

Dopo la pausa estiva si sono succeduti gli annunci di importanti licenziamenti: Manor, Bucherer, Der Touristik e Credit Suisse che potrebbe tagliare fino a 500 impieghi nella Confederazione. Altre aziende avevano già fatto annunci analoghi prima delle ferie: Schindler, Sulzer, Mikron, Ewag, Landis + Gyr e altre ancora. La Segreteria di Stato dell’economia (Seco) ha ricevuto 139 notifiche di licenziamenti di massa solo tra marzo e giugno. Sono interessati circa 8.000 dipendenti. A questo vanno aggiunti i licenziamenti che sfuggono ai radar mediatici.

«Sarà un autunno molto caldo sul fronte economico, perché sta per scoppiare un incendio (doloso) che brucerà numerosi posti di lavoro e farà fallire diverse aziende per svariati motivi, aumentando in maniera drammatica la disoccupazione, ben oltre ciò che le statistiche ufficiali possono mostrare» afferma Sergio Rossi, professore ordinario di macroeconomia e di economia monetaria all’Università di Friburgo.



Moda fiscale
01.09.2020

di 

Federico Franchini

«Oltre 2,5 miliardi di franchi. Un utile netto così, in Ticino, non si era mai visto. E, probabilmente, mai più si vedrà. I risultati registrati nel 2018 dalla Luxury Goods International di Cadempino (Lgi) – la società che gestisce i marchi del lusso del gruppo Kering – hanno dell’incredibile».

 

Cominciava così un articolo pubblicato su area esattamente un anno fa. La realtà dei fatti ci ha smentito: il nuovo articolo potrebbe iniziare esattamente allo stesso modo. Già, perché anche per il 2019 la filiale ticinese della multinazionale della moda con ha realizzato il medesimo utile netto da capogiro: 2,5 miliardi di franchi. Il dato lo si trova nei bilanci della Kering Luxembourg, la società bucalettere del Gran Ducato che, fino alla fine dello scorso, anno controllava il 100% della Lgi.

 

Ma come è possibile?

Lavoro & dignità
31.08.2020

di 

Federico Franchini

Il numero è preciso: 476. Sono gli impieghi che Manor intende tagliare per accelerare la sua «trasformazione strategica». Di norma il «più grande gruppo di grandi magazzini della Svizzera» è avaro di dati: la sua cifra d’affari e i suoi utili non sono pubblicati da anni. Poco note sono anche le informazioni sul gruppo che controlla Manor: una holding ginevrina molto discreta e dietro cui si cela una ricchissima famiglia. E che oggi sembra puntare su altri settori più redditizi.

Lavoro & dignità
31.08.2020

di 

Francesco Bonsaver

Fine della libera circolazione e delle misure di accompagnamento, accordi bilaterali stracciati e ripristino dei contingenti per l’impiego della manodopera estera. È quanto accadrebbe se il 27 settembre dalle urne uscisse un sì all’iniziativa “Per una immigrazione moderata” promossa dall’Unione democratica di centro (Udc). Quali sarebbero le conseguenze per i lavoratori in Svizzera? Ne parliamo con Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di Unia.

Lavoro & società
31.08.2020

di 

Veronica Galster

Il 27 settembre si voterà su due oggetti a favore della famiglia? A prima vista potrebbe sembrare così, ma in realtà se il congedo paternità di due settimane rappresenta un primo passo importante nel miglioramento della conciliabilità tra lavoro e famiglia, l’aumento delle deduzioni fiscali per i figli sono invece l’ennesimo regalo ai più ricchi.

Ambiente e salute
31.08.2020

di 

Marina Forti

È un caso di contaminazione industriale tra i più estesi d’Europa, eppure stenta a fare notizia. In Veneto la falda idrica che corre tra le province di Vicenza, Verona e Padova è contaminata da composti chimici tossici che vi si sono accumulati per decenni, minacciando la salute di circa 350mila persone. Si tratta di Pfas, sostanze perfluoro alchiliche, sigla sconosciuta ai più. Indica delle molecole che non esistono in natura, ma sono presenti in decine di oggetti di uso quotidiano: dalle pentole anti-aderenti al rivestimento impermeabile dei piatti di carta o gli imballaggi alimentari; sono nei tessuti impermeabilizzati, nel Goretex, nelle schiume antincendio, perfino nella sciolina degli sci.

Lavoro & dignità
26.08.2020

di 

Francesco Bonsaver

Thomas Gottstein, Ceo di Credit Suisse, da' forma ai tagli del personale già anticipati in maggio. Il processo di digitalizzazione in corso da anni subisce un'accellerazione grazie al telelavoro implementato durante la pandemia. Negli ultimi quattro anni, sono oltre 1'200 gli impieghi spariti al Credit suisse in terra elvetica.

Colletti sporchi
02.08.2020

di 

Federico Franchini

Hanno riciclato più di 10 milioni di euro d'origine criminale nelle banche ticinesi. Ma i colpevoli, persone considerate vicine alla criminalità organizzata napoletana, non andranno dietro le sbarre. Per lo meno in Svizzera. Come reso noto il 30 luglio da Gotham City, due fratelli italiani sono infatti stati condannati dal Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) a sei mesi di prigione con la condizionale. Una condanna che appare leggera, ma che va controbilanciata dall'importante confisca dei prodotti del reato: circa 8,6 milioni di franchi depositati sui conti bancari ticinesi, ai quali vanno aggiunti un milione di franchi e diverse centinaia di migliaia di euro in contanti, oltre a orologi e diversi diamanti, finiranno infatti nelle casse della Confederazione.

Altri sguardi
23.07.2020

di 

Federico Franchini

Terra del Fuoco, Patagonia cilena. Un labirinto di isole e canali in prossimità dell'Antartide, in cui da oltre sei mila anni vivono gli Yagan, la comunità più australe del mondo. Oggi ne rimangono un centinaio che vivono nei pressi di Puerto Williams, base militare sull'isola di Navarino. Sterminati dai conflitti, dalle persecuzioni e dalle malattie infettive, gli Yagan resistono. Una resistenza che si è consolidata anche grazie ad una battaglia, vinta, contro una multinazionale del salmone che, con i suoi allevamenti intensivi, avrebbe distrutto quello che per gli Yagan è la loro terra: il mare.

Salute e affari
26.06.2020

di 

Claudio Carrer

Perché un prodotto sospettato di essere dannoso per la salute, ritirato dal mercato americano, dovrebbe continuare a essere venduto in altri paesi? È la domanda centrale che diverse organizzazioni italiane e francesi attive sul fronte della difesa della salute hanno posto nelle scorse settimane, attraverso degli appelli, ai rispettivi ministri della sanità, in relazione alla problematica del talco contaminato da amianto. Una problematica nota da decenni e tornata prepotentemente di attualità alcune settimane fa.

SwissCovid
26.06.2020

di 

Raffaella Brignoni

SwissCovid è operativa: anche il nostro paese ha la sua applicazione per il tracciamento dei contatti contro il coronavirus. Se i cittadini sembrano poco interessati, c’è chi storce il naso. Prudenza mette in guardia Amnesty International. Non mancano le voci critiche fra intellettuali e politici, che temono uno scivolamento verso società sorvegliate tecnologicamente. Tra loro l'ex senatore Plr Dick Marty.

Vendita
26.06.2020

di 

Francesco Bonsaver

La vendita al dettaglio alimentare era uno dei pochi settori economici attivo durante la fase acuta dei contagi da coronavirus. Un periodo straordinario contrassegnato da tanto lavoro e stress psicologico per i dipendenti, ma anche dall’orgoglio di svolgere un lavoro essenziale per la comunità.  Un mestiere le cui condizioni non miglioreranno, di certo non nel breve termine, con la nuova legge e il Ccl cantonale.

Il reportage
03.07.2020

di 

Serena Tinari

In principio fu la Pecora Elettrica. Libreria, bar e luogo d’incontro, a fuoco due volte nel 2019, incendi dolosi dal forte retrogusto di criminalità organizzata. L’appello “Combatti la paura, difendi il quartiere” viene raccolto da centinaia di persone, che si incontrano in piazza e finiscono per fare rete. Si danno un nome: LAC, Libera Assemblea di Centocelle. E poi, è arrivata la pandemia.

Lavoro & dignità
20.07.2020

di 

Francesco Bonsaver

Ci sono volute tre settimane di sciopero, ma alla fine il piano sociale è arrivato. Lo scorso maggio, la multinazionale americana Xpo (leader mondiale nella logistica coi suoi 10mila collaboratori), ha licenziato tutti i 32 dipendenti della filiale ginevrina dopo aver beneficiato nei due mesi precedenti dell’indennità pubblica del lavoro ridotto a causa della pandemia. Su mandato dei dipendenti, Unia ha chiesto un incontro per intavolare una discussione sul piano sociale per attenuare i danni economici dei licenziamenti. La multinazionale oppone un doppio rifiuto: Xpo non riconosce il sindacato ed esclude il piano sociale per mancanza di fondi.

Italia
26.06.2020

di 

Loris Campetti

Li hanno chiamati Stati generali, anche se Giuseppe Conte per sua fortuna non è Luigi XVI e non è affatto detto che quelli che si sono appena celebrati a Roma debbano essere gli ultimi, come capitò al re della Francia che sarebbe stato detronizzato solo due mesi più tardi dalla rivoluzione del 1789. Una definizione un po’ pomposa per 9 giorni di incontri, comunque utili e necessari, per discutere il futuro di un’Italia ferita gravemente dal Covid-19, insieme ai soggetti dell’economia.

Soldi sporchi
16.06.2020

di 

Federico Franchini

Nel 2011, allo scoppio delle Primavere arabe, si è scoperto che la Svizzera era la cassaforte preferita dei cleptomani da poco destituiti. Il tunisino Ben Ali, l’egiziano Mubarak e vari dignitari libici del colonnello Gheddafi: tutti avevano i propri conti milionari nei forzieri elvetici. All’appello mancavano i denari di un altro despota coinvolto dalle sommosse popolari: Ahmed Ali Abdullah Saleh, allora presidente dello Yemen, uno degli Stati più poveri del mondo. Un Paese che, anche a seguito di quei moti partiti nell’inverno del 2011, è piombato in una terribile guerra civile che ha causato decine di migliaia di vittime e milioni di sfollati. Potevano forse non esserci i soldi del regime yemenita in Svizzera? Certo che no. È di qualche giorno fa la notizia – resa nota dal sito d’investigazione romando Gotham City – che proprio nel momento in cui nello Yemen scoppiava la rivoluzione, Ubs ha autorizzato dei misteriosi clienti yemeniti a trasferire 65 milioni di dollari verso una banca di Singapore.

L'intervista
22.06.2020

di 

Francesco Bonsaver

«Durante il blocco cantonale della chiusura delle attività non essenziali, nella fase iniziale del regime di deroghe, siamo riusciti a incidere, limitando notevolmente sia il numero di aziende che di lavoratori attivi, assicurando loro le condizioni corrette dal punto di vista sanitario. La pressione degli ambienti economici si è fatta sempre più forte, arrivando al punto di rottura da parte nostra». È uno degli estratti all'intervista video a Giangiorgio Gargantini, segretario di Unia Ticino, con il quale abbiamo stilato un bilancio del periodo Covid, dall'inizio dello scoppio della pandemia nella Regione ai giorni nostri. Con uno sguardo orientato anche al futuro. «La crisi sanitaria ha fatto riscoprire la centralità del lavoro e dei suoi protagonisti nel funzionamento della società. Senza lavoratrici e lavoratori non si mangia, non ci si cura. Ciò significa dare dignità a chi lavora, garantendo le migliori condizioni possibili»

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Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 10 Settembre 2020
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Sindacato Unia

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Federico Franchini

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