Italia
29.05.2020

Per l'esperto Fabio Ciconte la regolarizzazione dei braccianti è solo un punto di partenza per combattere lo sfruttamento nell'agricoltura italiana

di 

Federico Franchini

In Italia, l'emergenza sanitaria ha avuto il merito di rendere più visibili gli invisibili. Ci si è accorti che in fondo alla filiera della frutta e della verdura non solo c'erano braccia, ma donne e uomini. Persone, in gran parte stranieri, che vivono in veri e propri ghetti in condizioni disumane. Senza permessi e senza diritti. Senza la possibilità di muoversi per andare a lavorare liberamente e alla mercé dei caporali. Il fatto, poi, che le misure di confinamento abbiano creato una penuria di braccianti agricoli stagionali, provenienti in particolare da Romania e Bulgaria, ha suscitato un certo allarme. Il rischio era che la verdura e la frutta non potesse essere raccolta. È così che, anche a seguito di una campagna lanciata dal mondo delle associazione e dei sindacati, si è cominciato a parlare di regolamentazione.

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L'editoriale
22.05.2020

di 

Claudio Carrer

La Svizzera si sta risvegliando: le riaperture di negozi, bar, ristoranti, palestre scattate lo scorso 11 maggio hanno riacceso la voglia di “normalità” della gente dopo due mesi di semi-quarantena. Ma, come era prevedibile, la fretta del Consiglio federale e i suoi cedimenti di fronte alle pretese del padronato per una rapida ripresa delle attività economiche sta producendo false certezze e comportamenti scriteriati, soprattutto negli ambiti del commercio, della gastronomia e dei trasporti. Con tutto quello che ciò può comportare per la salute della popolazione, in particolare delle lavoratrici e dei lavoratori al fronte, che non si trovano al supermercato, dietro il bancone di un bar o alla guida di un bus per piacere ma per il bisogno di sfamare una famiglia. E a pagare il prezzo più alto, come in tutti gli ambiti di questa crisi, sono le classi sociali più fragili e le donne in particolare: l’osservazione della realtà e le previsioni economiche per i prossimi mesi lo confermano. 

Ultime rubriche

Diario di classe

Comprare in massa sì, manifestare no

di 

Serena Tinari
Eurovisioni

Per non essere ultimi della classe

di 

Andreas Rieger
Immigrazione e dintorni

La casa in Italia, dal sogno all’incubo

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Dino Nardi
A briglie sciolte

Molto è andato e sta andando storto

di 

Franco Cavalli
Un affare per pochi
26.05.2020

di 

Raffaella Brignoni

Siamo rintanati fra le mura domestiche come milioni di altre persone nel mondo per contenere il contagio. Finiamo l’olio di oliva: che cosa fare?  Smanettiamo in rete e scopriamo il mondo dell’e-commerce: pochi clic e l’ordine è fatto. Gongoliamo quando troviamo il pacco davanti alla porta di casa. Peccato poi scoprire che i corrieri impiegati per soddisfare la nostra richiesta abbiano dovuto lavorare in condizioni estreme e senza le necessarie protezioni contro il coronavirus. Ecco perché serve una regolamentazione.

Movimento per il clima
26.05.2020

di 

Mattia Lento

In un periodo come questo, dove manifestare il dissenso nelle piazze è molto problematico, sembrava impossibile che i giovani per il clima potessero di nuovo incidere nel dibattito pubblico. Eppure ci stanno riuscendo. Per esempio presentando un pacchetto di misure in favore dell’ambiente e per il superamento della crisi economica provocata dal coronavirus.

L'intervista
22.05.2020

di 

Francesco Bonsaver

Superata, si spera, la fase critica dell’emergenza sanitaria, l’argomento principe è la ripartenza economica. Dobbiamo andare a tutta velocità, superando ogni limite, per recuperare quanto perso, come sostiene il padronato? O dovremmo ripartire su basi differenti, orientate alla ridistribuzione della ricchezza e del lavoro, come afferma l’economista Sergio Rossi in questa intervista? 

L'intervista
22.05.2020

di 

Claudio Carrer

 Dopo due mesi di parziale lockdown, la Svizzera è ripartita quasi completamente. In attesa di conoscere gli effetti sull’evoluzione della pandemia delle riaperture scattate lo scorso 11 maggio (che si inizieranno a vedere verso fine mese), area ha stilato una sorta di bilancio di questo periodo molto speciale con il dottor Franco Cavalli, oncologo, ricercatore e attento osservatore della società.

Ticino
22.05.2020

di 

Federico Franchini

Una piazzetta nel nucleo vecchio di Lamone. Due musicisti e un piccolo pubblico: dei bambini che ballano, qualcun altro che applaude dalle finestre e noi, pochi adulti, a debita distanza. A respirare normalità.  Il merito  è di tre persone: Andrea e Luca, i musicisti che formano i Make Plain, e Alberto, che li ha invitati per inserire la scena nel documentario che sta girando. Sono esempi di persone che vivono di cultura, un settore inevitabilmente bloccato dal Covid-19 ma che questo stesso virus ha reso più necessario.

Crisi dell'informazione
22.05.2020

di 

Loris Campetti

Il primo a lasciare la nave ammiraglia (Repubblica) è Enrico Deaglio. Passa appena una decina di giorni e un’altra firma, eccellente, si chiama fuori: Gad Lerner. Ma prima di loro un altro nome importante del giornalismo italiano aveva dato forfait, non dalla nave ammiraglia ma da un’imbarcazione di prestigio della flotta ex Gedi e ora Exor: Lucia Annunziata ha lasciato la direzione di Huffington Post dopo il cambio dell’armatore. «Repubblica è già cambiata, non la riconosco più», dice Gad Lerner dando l'addio.

Socialità
20.05.2020

di 

Francesco Bonsaver

Le immagini delle migliaia di persone a Ginevra e Zurigo in coda alla distribuzione del cibo, hanno portato alla luce la fragile precarietà in cui versa una parte significativa della società in Svizzera. E in Ticino, dove nel 2018, il 30.4% della popolazione (quasi un’economia domestica su tre), non era in grado di far fronte a 2’500 franchi di spesa imprevista, come ha colpito la crisi da Coronavirus? area è andata lo scorso giovedì al padiglione Conza di Lugano, dove l’associazione Amici della vita distribuisce settimanalmente cibo, vestiti, giocattoli e oggetti casalinghi alle persone.

Emergenza climatica
15.05.2020

di 

Francesco Bonsaver

Oggi, 15 maggio, le piazze e le strade del Paese si sarebbero dovute riempire di migliaia di partecipanti alla mobilitazione nazionale a favore del clima: lo Sciopero per il Futuro. Impossibilitati a scendere in piazza a causa del virus, i promotori ticinesi della manifestazione propongono oggi una diretta radio web della durata di 12 ore, su Radio Futuro a partire dalle ore 9. Un futuro rispettoso dell’ambiente che in realtà già esiste,  anche a livello regionale. Ne sono un esempio le produzioni già in commercio realizzate da due ditte ticinesi, Oekraft e Caminada Energy Technologies, la cui utilità è stata riconosciuta dalla Fondazione Svizzera per il Clima, che ne sosterrà finanziamente l'attività.

 

 

Il caso
14.05.2020

di 

Federico Franchini

Duferco, la multinazionale dell'acciaio basata in Lussemburgo, ma con radici e centro d'interessi in Ticino, ha ricevuto 211 milioni di aiuti di stato illegali da parte delle autorità della Vallonia. Denaro pubblico che ora dovrà essere restituito al Belgio. Questo a seguito di una recente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea.

L'intervista
08.05.2020

di 

Raffaella Brignoni

La pandemia sarà anche ricordata per avere imposto da un momento all’altro il telelavoro, che nel giro di qualche giorno è diventato realtà per molte aziende. Milioni di persone a produrre dalle proprie case per contenere il contagio ed evitare il blocco totale del lavoro. Salvando una parte dell’economia.

«E ci voleva un virus per capire che lo smart working è un’opportunità? Questa crisi deve insegnarci che a contare è il risultato, mentre l’ufficio cui siamo abituati non è indispensabile. Anzi, liberiamoli!». A parlare il sociologo del lavoro Domenico De Masi, fra i più convinti promotori del telelavoro.

Lavoro & dignità
14.05.2020

di 

Francesco Bonsaver

Un piano sociale dignitoso. E quanto chiedeva questa mattina una delegazione dei 41 dipendenti dell’aeroporto luganese licenziati, presentandosi in rigorosa distanza sociale davanti al palazzo municipale nel giorno in cui, di norma, si tiene la riunione dell’esecutivo. Ricollocamento e la compensazione della perdita salariale data dalla disoccupazione, sono le richieste principali. Al governo cantonale è stessa inoltrata ieri la medesima richiesta di un suo coinvolgimento finanziario, sulla base della loro quota azionaria (12,5%) della società dello scalo luganese. Le prime rassicurazioni sono arrivate alla delegazione, quando è stata ricevuta dal Municipio.

Il libro
13.05.2020

di 

Mattia Lento

Si chiama “Spuren der Arbeit. Von der Manifaktur zur Serverfarm” (Tracce del lavoro. Dalla manifattura alla webfarm), il nuovo libro dello storico e giornalista Stefan Keller. Lo studio, edito dalla casa editrice zurighese Rotpunktverlag, passa in rassegna professioni, storie di vita, aneddoti ed episodi di lotta operaia dall’Ottocento fino ai giorni nostri.

Verso l'11 maggio
08.05.2020

di 

Francesco Bonsaver

Tra le molte attività che riprenderanno lunedì 11 maggio, spicca quella del Fox Town di Mendrisio, luogo simbolo dello shopping ticinese. Non sarà l’unico centro commerciale a riaprire i battenti, ma considerate le 1.200 persone che vi lavorano, la sua ripresa assume una valenza particolare e preoccupa.

La testimonianza
08.05.2020

di 

Veronica Galster

A causa della pandemia c’è chi ha dovuto smettere di lavorare anche se avrebbe voluto continuare, ma ci sono anche molte persone che hanno dovuto rimettersi al lavoro anche se avrebbero voluto restare a casa e proteggere la propria salute. Una di queste è Gianna*, psicologa, terapista a domicilio per bambini e immunodepressa. Lei ha dovuto scegliere: rischiare di ammalarsi con un decorso problematico, ma mantenere i clienti e quindi il salario oppure proteggere la sua incolumità e rischiare di perdere il lavoro? Ecco la sua storia.

Dentro la fabbrica
08.05.2020

di 

Loris Campetti

Trentaquattro anni inchiodato alla catena di montaggio, se non la conosce lui la sua fabbrica non la conosce nessuno. Siamo alla Sevel di Atessa, Val di Sangro, sud dell’Abruzzo. Roberto Ferrante, operaio e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls) della Fiom, ci accompagna nello stabilimento in una visita virtuale, dall'entrata fino all'uscita.

Qualità dell'informazione
08.05.2020

di 

Serena Tinari

La libertà di stampa vale anche in tempo di crisi? Fino a poche settimane fa, la domanda sarebbe sembrata una provocazione e scuotendo le spalle avremmo risposto in coro “Certo che vale”. Fiere e consapevoli del rispetto dei diritti fondamentali nella nostra avanzata democrazia. E invece, si moltiplicano i segnali preoccupanti sulle condizioni di salute del giornalismo in tempo di crisi. Anche in Svizzera.

Lavoro & Giustizia
11.05.2020

di 

Francesco Bonsaver

Buone notizie per gli indipendenti. La base di calcolo per l’indennità di perdita di guadagno (Ipg) sarà quanto tassato definitivamente a fine anno sul reddito Avs e non sugli acconti del 2019. A vedersi migliorare l’importo dell’Ipg, saranno circa 3’500 persone su 8’500 degli attuali beneficiari nel solo Ticino.

Il libro
08.05.2020

di 

Mattia Lento

S’intitola Una vita migrante. Leonardo Zanier, sindacalista e poeta (1935-2017), il libro edito da Carocci e scritto a quattro mani dallo storico Paolo Barcella e dallo studioso di letteratura delle migrazioni Valerio Furneri. Si tratta della biografia di una delle personalità politico-sindacali più importanti dell’emigrazione italiana in Svizzera, nonché poeta dialettale tra i più apprezzati del Novecento.

Il caso
07.05.2020

di 

Federico Franchini

Di fronte al dibattito sui sette giornalisti della Rsi prestati allo Stato maggiore cantonale di condotta (Smcc) per la gestione della crisi del Covid-19, abbiamo deciso di saperne di più. Su nostra richiesta, il direttore Maurizio Canetta ci ha inviato una copia della convenzione che siamo così ora in grado di commentare. I dettagli finora non erano noti: si rimandava sempre al comunicato stampa del marzo 2019 che indicava, come unico interlocutore, il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Diciamo subito che il dietrofront chiesto da più parti appare impossibile: la convenzione, entrata in vigore nel marzo 2019, ha una durata di dieci anni e può «essere disdetta dalle parti con un anno di preavviso dalla scadenza, al più presto il 28 febbraio 2028».

L'intervista
01.05.2020

di 

Federico Franchini

L'amministrazione e il Consiglio federale in passato «non hanno mai preso sul serio» i rischi legati allo scoppio di una pandemia. Anche se l’arrivo di un virus come il Covid-19 era ampiamente preventivabile. Ad affermarlo è l’ex consigliera nazionale socialista Susanne Leutenegger Oberholzer, che già nel 2006 con un atto parlamentare sollecitò il Consiglio federale ad esprimersi sulle conseguenze di una pandemia per l'economia mondiale e svizzera. area l’ha contattata per un commento alle risposte del governo di ieri e di oggi.

Il caso
05.05.2020

di 

Christian Egg, traduzione di Mattia Lento

Zamire Zeta* non sa più cosa fare. La lavoratrice albanese, che ha circa 20 anni, lavorava in un ristorante del Cantone di Lucerna dall'autunno scorso. A marzo ha iniziato un nuovo lavoro, sempre nel ramo della ristorazione. In seguito, il Consiglio federale ha imposto la chiusura dei ristoranti. Essendo ancora in prova, Zeta è stata licenziata. È una situazione vissuta da molte lavoratrici e molti lavoratori migranti.

Festa dei lavoratori
30.04.2020

di 

Claudio Carrer

Per la prima volta dopo 130 anni la Festa dei lavoratori in questo 2020 non può essere celebrata come d’abitudine con cortei, comizi e concerti. L’epidemia del Coronavirus costringe a un radicale cambiamento di programma e all’abbandono temporaneo delle strade e delle piazze. La Festa, seppur in maniera virtuale, comunque si celebrerà. In tutta la Svizzera sono state organizzate iniziative di vario genere, che si potranno gustare attraverso vari canali internet. Una panoramica degli eventi in programma in Ticino, in Svizzera e in Italia e i link per collegarsi.

Emergenza Coronavirus
23.04.2020

di 

Claudio Carrer

«Se si fosse preso atto dei dati medici in gran parte conosciuti già a fine febbraio e se si fosse stati capaci di separare ideologia, politica e medicina, oggi la Svizzera si troverebbe molto probabilmente in una situazione migliore: non saremmo il secondo paese con il più alto numero di positivi al Covid-19 e avremmo un numero significativamente più basso» di morti. Inoltre, «con ogni probabilità, non avremmo un “lockdown” parziale della nostra economia e nemmeno la discussione su come uscirne». Ad affermarlo è il cardiochirurgo zurighese e profondo conoscitore della realtà asiatica Paul Robert Vogt.

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Quindicinale di critica sociale e del lavoro

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Venerdì 22 Maggio 2020
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Sindacato Unia

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