Crisi economica
03.04.2020

Migliaia di richieste d'indennità perdita di guadagno aspettano le decisioni di Berna

di 

Francesco Bonsaver

«A oggi, la nostra cassa Avs ha ricevuto circa 10'000 richieste d’indennità perdita di guadagno a causa del Coronavirus da parte di indipendenti (circa il 60% degli affiliati). Deve però considerare che in Ticino operano molte casse Avs professionali, pertanto il nostro è solo un dato parziale», spiega ad area Sergio Montorfani, direttore dell’Istituto delle assicurazioni sociali del Dss, a cui compete la responsabilità della Cassa Compensazione cantonale dell’Avs. Si possono dunque stimare ad almeno 15 mila le persone che nel solo Ticino aspettano una risposta alla promessa del Consigliere federale Guy Parmelin, capo del Dipartimento dell’economia, di voler estendere le indennità perdita di guadagno (Ipg) agli indipendenti a causa del virus. Una promessa datata 20 marzo, ma i cui dettagli di realizzazione pratica tardano ad arrivare.

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Il commento
27.03.2020

di 

Claudio Carrer

Oltre a dover affrontare l’emergenza sanitaria causata da una diffusione rapida, estesa e grave del coronavirus e a piangere il più alto numero di morti di tutto il paese, il cantone Ticino nell’ultima settimana ha dovuto sprecare energie per difendersi da inqualificabili attacchi provenienti da Oltralpe e per giustificare le misure restrittive adottate allo scopo di frenare la crescita dei contagi e dei decessi. La decisione del Consiglio di Stato, caldeggiata da medici ed epidemiologi e sostenuta da datori di lavoro e sindacati, di chiudere tutti i cantieri e tutte le attività produttive non essenziali ha mandato su tutte le furie i vertici nazionali delle organizzazioni padronali. Evidentemente più interessati a riaffermare il primato dell’economia su tutto, costi quello che costi, anche per la salute dei lavoratori e della popolazione tutta.

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Andreas Rieger
Socialità
31.03.2020

di 

Federico Franchini

C'è preoccupazione nel settore dell'assistenza sociale in Ticino. Se tutti noi siamo vulnerabili di fronte a questo virus, ci sono categorie di persone che lo sono di più. Pensiamo, oltre agli anziani, a tutte quelle persone con disabilità mentali che sono ospiti di residenze protette oppure che frequentano centri e laboratori diurni. Un conto è fermare l'economia (anche se, abbiamo visto, le sensibilità variano), altra cosa è limitare la socialità. Quale è l'impatto del Covid-19 e delle misure prese dalle autorità sulla vita di queste persone e sui loro famigliari? Abbiamo cercato di capirlo facendo un breve giro d'orizzonte in questo settore dove operano molte lavoratrici e lavoratori impegnati al massimo per far fronte ad una situazione molto delicata.

Lavoro femminile
30.03.2020

di 

Veronica Galster

Secondo gli ultimi dati dell'Ufficio federale di statistica, l'82% del personale nel settore sanitario è femminile e oltre l'80% di coloro che sono a contatto con i pazienti, come ad esempio le aiuto medico, le assistenti di cura a domicilio, le levatrici o le farmaciste, è donna.

 

Nel commercio al dettaglio la percentuale è simile: 71% di una forza lavoro che conta all'incirca 190.000 persone. Difficile stabilire in che proporzione questo 71% di donne si occupi proprio della vendita di beni di prima necessità, non esistono statistiche in merito, ma riferendosi alle cifre fornite da Coop e Migros siamo attorno al 61%.

 

Telelavoro
26.03.2020

di 

Federico Franchini

«Prima dell’emergenza Covid-19 la possibilità di lavorare da casa era molto remota. Passata l’epidemia, invece, diventerà realtà. Questo perché il virus ci ha obbligati ad utilizzare quella che prima era solo una facoltà malvista, che si è in concreto rilevata una valida alternativa». Giacomo lavora in un ufficio di Lugano e, come molti di noi, da qualche giorno è in modalità telelavoro. area ha raccolta la sua e altre testimonianze.

La psicoterapeuta
26.03.2020

di 

Veronica Galster

In questo momento di disorientamento generale è difficile capire cosa ci spinge a reagire in un modo o nell’altro, come spiegare ai bambini cosa sta accadendo, ma senza spaventarli, come far capire agli anziani che devono stare in casa per proteggere sé stessi e la società. area ha cercato di mettere a fuoco la situazione con Norma Bargetzi, psicoterapeuta.

L'intervista
26.03.2020

di 

Francesco Bonsaver

Oggi la priorità è l’emergenza sanitaria, ma la questione economico-sociale si sta già imponendo in tutta la sua gravità. Per aiutare a comprendere la problematica e intravedere delle possibili vie di uscita per l’intera collettività svizzera, area ha interpellato Sergio Rossi, professore ordinario di macroeconomia ed economia monetaria all’Università di Friburgo.

Misure contro il Covid-19
26.03.2020

di 

Claudio Carrer

Da giorni Unia chiede al Consiglio federale di fermare i lavori in tutte le imprese attive in ambiti non essenziali, come è il caso da sabato scorso in Ticino. E tutta L’Unione sindacale svizzera chiede di consentire perlomeno ai Cantoni di adottare «misure di lotta contro la pandemia più incisive» di quelle in vigore a livello federale, in particolare per quanto concerne la protezione della salute sui posti di lavoro. area ha fatto il punto della situazione con la presidente di Unia Vania Alleva.

La storia
26.03.2020

di 

Giacomo Sini e Dario Antonelli

Scherzano chini tra i cavoli, Ismail si alza in mezzo alle piante e guarda il compagno più vicino: «Lorè non fai niente e già ti fa male la schiena?»; intanto con il coltello pulisce il cavolfiore dalle foglie troppo lunghe e ripone la palla nella cassetta. Ridendo si alzano anche Lorenzo e Cheikh sollevando le cassette. Per stamani hanno finito la raccolta, insieme si avviano per il campo verso il trattore.

Italia
26.03.2020

di 

Loris Campetti

L’Italia è nella Nato, l’ombrello atlantico amico nato con la guerra fredda per proteggerci dal nemico orientale e comunista. L’amico si vede nel momento del bisogno. Gli Usa, per esempio, che tentano di comprare aziende e brevetti europei per produrre in esclusiva respiratori per i propri malati in terapia intensiva, o che dalla base Nato di Aviano spediscono centinaia di migliaia di mascherine negli Usa mentre in Italia c’è la coda di medici, infermieri, farmacisti e contaminati che tentano di conquistarne una.

Salute & lavoro
27.03.2020

di 

Francesco Bonsaver

Il Ticino è autorizzato a decidere la chiusura di determinati rami produttivi non essenziali, previa richiesta alla Confederazione. La preminenza del Consiglio Federale sui cantoni è stati così salvaguardata, con l’adozione di una modifica speciale all’ordinanza decisa questa mattina del governo federale. Al contempo, è salva l'autonomia cantonale nel reagire rapidamente a contesti sanitari urgenti. «Il Ticino conta il triplo dei contagi rispetto al resto del Paese», ha spiegato in conferenza stampa oggi pomeriggio il Consigliere federale Alain Berset, nel motivare l’eccezionalità concessa a Sud delle Alpi. La norma di eccezionalità, seppur confezionata su misura del Ticino, appare estensibile ad altre realtà di frontiera, poiché fa esplicitamente riferimento alla forte presenza di manodopera frontaliera. Ginevra e Vaud, due cantoni il cui numero di contagi è decisamente più alto della media elvetica, potrebbero dunque essere le prossime eccezioni. Area ha chiesto a Marina Carobbio, consigliera agli Stati ticinese, come valuta la decisione odierna del Consiglio Federale.

Salute & lavoro
25.03.2020

di 

Francesco Bonsaver

Oggi, il Consiglio federale ha deciso di non decidere. Non ha ufficialmente "punito" il Ticino per aver decretato autonomamente la chiusura di tutte le attività non essenziali, ma nemmeno ha concesso la deroga all'autonomia cantonale in questo campo. Come leggere questa non risposta, lo chiediamo a Giangiorgio Gargantini, segretario di Unia Ticino e Moesa.

La non decisione odierna del Consiglio federale sullo stop alle attività produttive non essenziali introdotto dal Ticino, come interpretarla?
C’è una posizione di stallo, che, oltre alle diferenze di vedute tra Berna e Ticino, denota anche una probabile spaccatura all’interno del Consiglio federale. Purtroppo, lo stallo è negativo perché lascia trasparire un dubbio quando la popolazione ha invece bisogno di certezze. Alla situazione sanitaria molto preoccupante e ai legittimi dubbi di aziende e lavoratori di riuscire a sopravvivere economicamente, sarebbe decisamente preferibile evitare di aggiungere delle incertezze politiche.spaccatura all’interno del Consiglio federale. Purtroppo, lo stallo è negativo perché lascia trasparire un dubbio quando la popolazione ha invece bisogno di certezze. Alla situazione sanitaria molto preoccupante e ai legittimi dubbi di aziende e lavoratori di riuscire a sopravvivere economicamente, sarebbe decisamente preferibile evitare di aggiungere delle incertezze politiche.

Salute & lavoro
24.03.2020

di 

Francesco Bonsaver

«A Ginevra tutto è nato la settimana scorsa con uno sciopero spontaneo sul grande cantiere pubblico dell’aeroporto. Gli operai, ritenendo impossibile lavorare in sicurezza da contagio, si sono fermati» spiega Blaise Ortega, sindacalista di Unia Ginevra. Lo sciopero, seguito dai media, ha reso pubblica la problematica costringendo il governo cantonale a intimare la chiusura di tutti i cantieri. Il Consiglio federale, dimostratosi più sensibile alle richieste del padronato nazionale, ha imposto al Canton Ginevra la riapertura, subordinandola alla definizione di procedura di autorizzazione per cantiere.

Le scelte di Berna mettono in difficoltà anche edili e artigiani del Canton Vaud. «Ad oggi il 90% dei cantieri sono fermi- spiega Pietro Carobbio, responsabile Unia Vaud edilizia - Ma la situazione potrebbe cambiare, vista la comunicazione di ieri delle autorità federali in merito ai casi di Ginevra e Ticino, dove è stato minacciato di non concedere il lavoro ridotto alle imprese coi cantieri chiusi.

 

Salute & lavoro
22.03.2020

di 

Francesco Bonsaver

Ieri, sabato 21 marzo, il governo ticinese ha emanato nuove restrizioni (clicca qui) nell'ambito della lotta di contenimento alla diffusione del Coronavirus. Tra queste, la decisione di chiudere tutte le attività produttive economiche non essenziali. Ne parliamo con Giangiorgio Gargantini, segretario di Unia Ticino e Moesa, sindacato che lo scorso mercoledì aveva invitato il governo cantonale ad adottare nuove misure a tutela dei lavoratori.

 

Chiusi cantieri e fabbriche in Ticino. Niente più luoghi a forte aggregazione per produrre cerniere, tapparelle o movimentare borse e scarpe. Giangiorgio Gargantini, segretario di Unia Ticino e Moesa, l’invito sindacale prima del lungo ponte al governo di precisare la produttività consentita perché essenziale, sembra essere stato recepito.
Le misure del Consiglio federale rispondevano alle preoccupazioni del reddito e la salvaguardia dei posti di lavoro. Quelle emesse ieri dal Canton Ticino, alla tutela della salute dei lavoratori. Siamo dunque sollevati che le nostre due priorità, salute e reddito, siano state recepite. Non possiamo dirci soddisfatti o rallegrati, perché nel contesto attuale non c’è nulla di cui esser felici.

 




Salute & lavoro
18.03.2020

di 

Francesco Bonsaver

«Facciamo cerniere, mica mascherine». A parlare è una delle trecento operaie della fabbrica Riri di Mendrisio, azienda che continua la sua produzione a pieno regime. Il sito aziendale, alla voce “etica e sostenibilità”, recita: «L’essenza stessa della passione di Riri, “Excellence in details”, ha come proprio valore intrinseco l’attenzione etica agli impatti ambientali e sociali generati lungo l’intera catena di produzione, elemento chiave di un approccio aziendale fondato su qualità e unicità». Il coronavirus mette alla prova (o a nudo) gli intenti etici della responsabilità sociale delle aziende con la dura realtà dei fatti. L’appello del governo alle aziende di ridurre la produzione alle sole attività essenziali nella sanità e la filiera alimentare, non è stato raccolto in maniera generalizzata.

«La stragrande maggioranza del tessuto industriale ticinese non sta svolgendo una produzione essenzialmente necessaria nel contesto della crisi sanitaria» commenta Vincenzo Cicero, responsabile industria di Unia Ticino.

Salute & lavoro
16.03.2020

di 

Francesco Bonsaver

«È allucinante. È pieno di gente» dice la commessa con voce sommessa alla sua collega. Ore 12.30, piano sotterraneo della Manor, centro Lugano. All’entrata una agente di sorveglianza spiega ai clienti che solo il reparto cibo è aperto. Nessun controllo sul numero di clientela presente negli spazi vendita. Aperto pure il servizio pasti esotici, sempre al piano terra. Il personale ha le mascherine e la clientela è invitata a lasciar la distanza in coda alle casse.

Salute & Lavoro
13.03.2020

di 

Veronica Galster e Francesco Bonsaver

«Nelle ultime settimane le autorità federali e cantonali hanno fatto ripetutamente appello alla responsabilità delle imprese: laddove questa viene meno, le misure di protezione della salute cessano di essere efficaci, e quindi un intervento delle autorità a protezione della salute di tutti si impone», dice Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di Unia Ticino, che spiega come da diversi giorni il sindacato riceva decine di testimonianze di lavoratori che denunciano condizioni di lavoro che non rispettano le indicazioni minime fornite dalle autorità sanitarie. Area ha raccolto le testimonianze nei tre settori: industria, vendita, edilizia e artigianato. Qui invece un'infografica sui diritti dei lavoratori legata alle problematiche del Coronavirus

Salute & Lavoro
13.03.2020

di 

Francesco Bonsaver

«Rispettate le norme di sicurezza, dicono in ditta. Poi però aggiungono: “Dovete essere veloci, veloci”. Conciliare le due cose è impossibile: non si può lavorare sempre più velocemente e prendersi il giusto tempo per garantire tutte le misure di sicurezza». A parlare è Mario, capomuratore, a cui compete la responsabilità del “suo” cantiere. Otto capicantiere su dieci condividono la sensazione che i tempi di consegna siano un problema grave. È dunque un vero grido d’allarme quello che emerge dal sondaggio realizzato dal sindacato Unia a cui hanno partecipato oltre 12mila edili e capimuratori tra l’estate e l’autunno dello scorso anno, ossia il 15% di tutti gli attivi nel ramo.

Paradisi fiscali
13.03.2020

di 

Federico Franchini

È considerato il più importante commerciante d’acciaio del mondo e l’unica multinazionale con sede in Ticino. È la Duferco di Lugano, capostipite e fiore all’occhiello della piazza di trading del Ceresio. Nonostante la sua importanza di lei si sa poco o nulla. Chi la controlla? Quali sono i suoi utili? Attraverso documenti ufficiali area ha ricostruito la sua struttura societaria. Quello che emerge è una galassia complessa che si dirama in diversi paradisi fiscali.

Pensioni & Dignità
13.03.2020

di 

Silvano De Pietro

Chi ha lavorato tutta una vita merita una buona pensione. Ma le rendite Avs sono troppo basse e quelle del 2° pilastro (la previdenza professionale) si riducono, mentre gli affitti e i premi delle casse malati aumentano lasciando sempre meno per vivere. Queste, e tante altre buone ragioni, sono alla base dell’iniziativa popolare per una 13esima mensilità Avs che l’Unione sindacale svizzera ha lanciato la settimana scorsa, in un’ampia alleanza di sindacati, partiti politici, associazioni e organizzazioni di giovani, di pensionati, di donne.

8 marzo
05.03.2020

di 

Veronica Galster

Quest’anno l’8 marzo cade di domenica, giorno che dovrebbe essere dedicato al riposo, anche se a causa della crescente flessibilizzazione del tempo di lavoro non è più così per tutti, soprattutto in settori a forte manodopera femminile (cure, ospedaliero, ristorazione, vendita). Per la maggior parte delle donne, inoltre, la domenica è una giornata di lavoro educativo, domestico e di cura, un lavoro invisibile, ma che richiede attenzione, continuità e costanza oltre che tempo. Perciò il Coordinamento nazionale dei collettivi dello sciopero femminista e delle donne del 14 giugno lancia un appello: «L’8 marzo 2020, tutte in sciopero affinché i nostri corpi, il nostro tempo e il nostro lavoro siano rispettati».

Colletti bianchi
27.02.2020

di 

Federico Franchini

Sedici mesi con la condizionale per aver riciclato 60 milioni di franchi tra Ginevra e Lugano. La pena inflitta ieri dal Tribunale penale federale (Tpf) a B.F., un operatore finanziario svizzero-brasiliano, nell'ambito del primo processo in Svizzera per l'affare di corruzione Petrobras, è tutto sommato lieve. Lo ha ammesso anche la giudice unica Nathalie Zufferey che da un lato ha sottolineato il fatto che si è di fronte alla “grossa criminalità economica”, ma dall'altro ha rilevato la totale collaborazione dell'imputato. Una collaborazione che non si è limitata all'ammissione dei fatti: l'uomo, difeso dal consigliere nazionale Plr Christian Lüscher, ha portato nuovi elementi sul tavolo degli inquirenti e ha testimoniato anche nell'ambito di altre inchieste penali.

 

B.F., si è detto ieri in aula, "ha fornito spiegazioni circostanziate sulle implicazioni di terzi, tra cui degli intermediari finanziari svizzeri". Gli elementi emersi dalle indagini hanno infatti messo in luce il sofisticato meccanismo finanziario che ha permesso a milioni di dollari sporchi di atterrare nelle banche svizzere. Le conoscenze del condannato potrebbero ora rilevarsi decisive nell'ambito di altre procedure penali. Su tutte quella che riguarda la banca Pkb di Lugano.

Commercio al dettaglio
13.02.2020

di 

Francesco Bonsaver

La recente divulgazione sul Blick di un documento interno della Coop ha scoperchiato il vaso di Pandora sulle ripetute infrazioni alle normative sul lavoro nel commercio al dettaglio. Nel solo mese di novembre nelle filiali bernesi della Coop, sono state rilevate 475 infrazioni alla legge sul lavoro. La Coop ha confermato la veridicità del documento. Fra i problemi maggiormente riscontrati, le troppe ore lavorative settimanali dei dipendenti e le lunghe giornate (fino a 14 ore) per via degli orari spezzettati da pause per coprire le fasce di apertura sempre più prolungate.

AiuTI alle aziende
13.02.2020

di 

Federico Franchini

Venti milioni di franchi per il quadriennio 2020-2023. È il nuovo credito quadro che il Consiglio di Stato ticinese vuole destinare a sostegno delle imprese nell’ambito della Legge sull’innovazione economica (LInn). Una proposta senza dubbio interessante, già promossa in passato e che mira a promuovere l’innovazione e l’impiego in Ticino. Una strategia dietro cui, però, si celano anche aspetti critici e sensibili.

L'intervista
13.02.2020

di 

Federico Franchini

«2000-2020. Vent’anni controvento». Si presenta così una densa brochure promossa dall’Asp, l’Associazione per la difesa del servizio pubblico che negli ultimi due decenni in Ticino si è battuta su più fronti contro chi ha voluto togliere competenze e compiti allo Stato. Tracciamo un bilancio con Graziano Pestoni, presidente dell’Uss Ticino e Moesa nonché primo segretario dell’Asp.

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L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 26 Marzo 2020
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Sindacato Unia

Direzione

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Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

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