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Parola all'economista
Christian Marazzi: «Per far fronte alle difficoltà di sopravvivenza e garantire i consumi dopo la crisi sanitaria s'imporrebbe una misura sociale universale». Il debito pubblico? «Servono modalità di finanziamento socialmente ed economicamente eque»

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Una prestazione sociale universale come il reddito di base incondizionato. Questa la «via d’uscita collettiva» dalla grave crisi economica causata dall’epidemia di coronavirus indicata da Christian Marazzi, ricercatore sociale ed economista e professore all’Università di Losanna e alla Supsi. Le ragioni le spiega in un'intervista ad area, nella quale analizza anche la questione dell’inevitabile crescita del debito pubblico svizzero nel contesto dell’emergenza attuale.

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09.04.20..

Dossier

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Protezione dei lavoratori
Non esiste un diritto al profitto: se un luogo di lavoro non è salubre va interrotta l'attività

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La decisione di chiudere cantieri e fabbriche in diversi cantoni ha lanciato un dibattito sulle priorità del Paese. Si devono adottare delle misure tali da garantire la salute delle lavoratrici e dei lavoratori oppure si devono mantenere aperte le attività economiche tentando di mitigare la crisi economica in arrivo? Tale approccio pone queste due opzioni sulla bilancia, come se fossero equivalenti. Tuttavia, non esiste un diritto al profitto, mentre il diritto alla salute esiste ed è riconosciuto dal diritto internazionale.



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09.04.20..

Dossier

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Italia
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Covid-19 non guarda in faccia a nessuno, colpisce premier e poveracci, famiglie reali e homeless. Non allo stesso modo, però, e non con gli stessi strumenti e la stessa forza ci si può proteggere dal virus. Difficile per un carcerato, difficile per un rom, difficile per una lavoratrice del sesso, difficile per un migrante.

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09.04.20
Il reportage
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All’ingresso della sede della Geotrans, in un capannone di recente costruzione nella zona industriale di Catania, è in bella mostra una copia de I Siciliani, una rivista nota per le sue inchieste sulla mafia e perché il suo fondatore, il giornalista Pippo Fava, fu ucciso in un agguato nel 1984. Il mensile non è stato messo lì per caso. Questo luogo fino a un anno fa apparteneva a Vincenzo Ercolano, rampollo di una delle più note famiglie di Cosa nostra catanese e fratello di Aldo, condannato proprio per l’omicidio di Fava, e a lasciarlo su un tavolino sono stati i suoi ex dipendenti, per segnalare che ora non hanno più nulla a che fare con il padrone mafioso.

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09.04.20
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È il 26 novembre del 2018, quando un “manager di transizione” del gruppo britannico Luxfer Holding Plc annuncia la chiusura del sito industriale. A Gerzat, nella banlieu Nord di Clermont-Ferrand, gli operai sono increduli. La lista di comande è lunga un'infinità e la fabbrica funziona bene. Inoltre, lo stabilimento era stato acquisito nel 2001 per pochi euro ad una società nazionalizzata: sono dunque i contribuenti francesi che hanno finanziato i macchinari e il savoir-faire dell'impresa. Eppure la casa madre decide che lo stabilimento francese va chiuso. L'unica fabbrica europea attiva nella produzione di bombole per l'ossigeno d'alluminio, oltre la metà delle quali destinate ad uso medico, viene così bloccata nel giugno del 2019.

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09.04.20
Salute & lavoro
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Dopo esser stato per anni alla guida del sindacato Unia in Ticino, dal primo gennaio Enrico Borelli ha assunto il ruolo di co-segretario della sezione sindacale zurighese. È dunque la persona ideale per valutare la differente attitudine nella lotta al contenimento del contagio da virus e il suo impatto nella salute pubblica tra le due regioni, in particolare nei luoghi di lavoro. L’intervista.

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08.04.20
Telelavoro
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Sono passate tre settimane dalla decisione del Consiglio federale di chiudere tutte le scuole e limitare la vita sociale, una situazione che ha fatto venire a galla una serie di problemi preesistenti, che si sono acutizzati. La custodia dei figli è uno di questi, e solleva questioni a diversi livelli: il costo elevato per la custodia extrafamiliare dei bambini, la difficoltà nel conciliare lavoro e esigenze famigliari, le differenze di chances a seconda del ceto sociale.

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03.04.20
Crisi economica
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«A oggi, la nostra cassa Avs ha ricevuto circa 10'000 richieste d’indennità perdita di guadagno a causa del Coronavirus da parte di indipendenti (circa il 60% degli affiliati). Deve però considerare che in Ticino operano molte casse Avs professionali, pertanto il nostro è solo un dato parziale», spiega ad area Sergio Montorfani, direttore dell’Istituto delle assicurazioni sociali del Dss, a cui compete la responsabilità della Cassa Compensazione cantonale dell’Avs. Si possono dunque stimare ad almeno 15 mila le persone che nel solo Ticino aspettano una risposta alla promessa del Consigliere federale Guy Parmelin, capo del Dipartimento dell’economia, di voler estendere le indennità perdita di guadagno (Ipg) agli indipendenti a causa del virus. Una promessa datata 20 marzo, ma i cui dettagli di realizzazione pratica tardano ad arrivare.

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03.04.20
Socialità
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C'è preoccupazione nel settore dell'assistenza sociale in Ticino. Se tutti noi siamo vulnerabili di fronte a questo virus, ci sono categorie di persone che lo sono di più. Pensiamo, oltre agli anziani, a tutte quelle persone con disabilità mentali che sono ospiti di residenze protette oppure che frequentano centri e laboratori diurni. Un conto è fermare l'economia (anche se, abbiamo visto, le sensibilità variano), altra cosa è limitare la socialità. Quale è l'impatto del Covid-19 e delle misure prese dalle autorità sulla vita di queste persone e sui loro famigliari? Abbiamo cercato di capirlo facendo un breve giro d'orizzonte in questo settore dove operano molte lavoratrici e lavoratori impegnati al massimo per far fronte ad una situazione molto delicata.

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31.03.20
Lavoro femminile
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Secondo gli ultimi dati dell'Ufficio federale di statistica, l'82% del personale nel settore sanitario è femminile e oltre l'80% di coloro che sono a contatto con i pazienti, come ad esempio le aiuto medico, le assistenti di cura a domicilio, le levatrici o le farmaciste, è donna.

 

Nel commercio al dettaglio la percentuale è simile: 71% di una forza lavoro che conta all'incirca 190.000 persone. Difficile stabilire in che proporzione questo 71% di donne si occupi proprio della vendita di beni di prima necessità, non esistono statistiche in merito, ma riferendosi alle cifre fornite da Coop e Migros siamo attorno al 61%.

 

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30.03.20
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