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Violenza di Stato: anche il G8 di Genova fra i temi complessi portati sul palco del Festival internazionale di narrazione

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Topi

Dal 18 al 21 agosto, nei paesi di Arzo e Meride, la XXII edizione Che basta un colpo di vento per… per non dimenticare chi c’era e chi non c’era, nella piazza della nostra memoria.

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28.07.22
Femminismo
Nello spazio pubblico internazionale c’è una sottorappresentanza femminile: Buenos Aires “risolve" intitolando le vie di un quartiere alle donne che hanno fatto la storia. Un’occasione per tre giornaliste argentine che hanno creato un tour

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Siamo a Buenos Aires e le donne dove sono? Ci ricordiamo le immagini delle sue piazze nel 2015 stracolme di donne al grido di “NiUnaMenos”: il movimento argentino nato contro il femminicidio e la violenza di genere, che ha travalicato le frontiere, fatto letteralmente il giro del mondo, dando impulso alla nascita negli Stati Uniti del gruppo di denuncia degli abusi sessuali #MeToo. Una mobilitazione globale per una storia antica come quella del femminicidio: atto estremo di una catena di violenze costruite su un modello gerarchico e sessista che plasma le relazioni sociali. Una storia che è sudamericana, argentina, ma anche europea, svizzera: proprio di queste settimane è la notizia dell’arresto in Ticino del marito di Doris Leuthard, l’ex consigliera federale, vittima della furia e delle minacce del coniuge.
Ma noi ora siamo a Buenos Aires. Dove sono le madri di Piazza di Maggio, dove è Azucena Villaflor, la donna che ha lottato per sapere la verità sul figlio desaparecido, finendo a sua volta ammazzata per mano dello Stato? Dove sono finite la boliviana Juana Azurduy e la peruviana Micaela Bastidas, le rivoluzionarie che hanno imbracciato le armi per l’indipendenza dai colonizzatori europei? E Julieta Lanteri o Alicia Moreau de Justo, entrambe laureate in medicina, che hanno lottato per il suffragio femminile ottenuto in Argentina, anche grazie a Eva Perón, nel 1947?

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27.07.22
Società

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Il risultato della Nuova Unione Popolare Ecologica e Sociale (Nupes) alle elezioni legislative del 19 giugno (32 per cento) riporta le sinistre sociali ed ecologiche al centro della vita politica francese. Tuttavia, l'orgoglio di dare nuova vita al nobile aggettivo "popolare" non deve nascondere la realtà: "il popolo" è diventato una minoranza. Oggi, infatti, le classi sono definite sempre più da ciò che consumano, piuttosto che da ciò che producono.

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19.07.22

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Alcune immagini satellitari messe a disposizione della Nasa ci dicono che abbiamo un problema: sul nostro pianeta non abbiamo ulteriori terre da coltivare, a meno che si decida di intaccare quelle aree che finora abbiamo protetto per ragioni ecologiche. A mostrare queste immagini, al Punto de Encuentro di Zurigo, storico locale della diaspora spagnola, è stato Mauro Balboni durante la recente presentazione del suo secondo libro intitolato Il pianeta dei frigoriferi. Segnali dal futuro del cibo (Scienza express, 2022).

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05.07.22
L'intervista

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Tra le 15.000 persone che sabato scorso hanno partecipato alla grande manifestazione dei lavoratori edili a Zurigo, mobilitati nell’ambito dei difficili negoziati per il rinnovo del Contratto nazionale mantello (Cnm) che giunge a scadenza a fine anno, c’era anche l’ex rettore dell’Università della Svizzera italiana (Usi) Boas Erez. Una presenza molto apprezzata dai lavoratori provenienti dal Ticino, che Erez ha accompagnato anche durante la trasferta in treno. «Sono qui per capire», dichiara il professor Erez al nostro quindicinale area in un’intervista in cui propone interessanti riflessioni sul valore della mobilitazione, della rappresentanza e della democrazia. Questioni per lui centrali anche nell’ottica di una (possibile) discesa in politica, su cui preannuncia una decisione «entro la fine dell’estate».

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30.06.22
Il commento

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Sul TiSin è forse calato il sipario? Nossignori, è ricorso. I capitani delle industrie firmatarie dell’accordo col finto sindacato, nel tentativo di evitare il salario minimo cantonale, si sono opposti alla sanzione inflitta dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro. Lo confermano ad area fonti degne di fede.

Ricapitoliamo le ultime scene dell’opera buffa ticinese, lasciando a voi gentili lettrici il compito d’indovinare chi abbia incarnato il ruolo del servo imbroglione, del vecchio avaro o del giovane di buona famiglia, le tradizionali macchiette del popolare genere teatrale.

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30.06.22
Giovani

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Un altro anno scolastico è volto al termine e finiti gli esami sarà tempo per molti giovani di imboccare nuove strade o entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro con alla mano il proprio attestato di fine formazione. Non per tutti però sarà così, ogni anno c’è anche chi boccia gli esami finali e deve affrontare, oltre allo smacco, la preoccupazione di cosa fare in seguito e decidere che strada intraprendere. Per gli apprendisti il tasso di bocciature è piuttosto alto, soprattutto in alcuni settori professionali, e varia da regione a regione. Con un esperto abbiamo cercato di capirne le possibili cause.

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30.06.22
Lavoro & Giustizia

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I ccl firmati dal sedicente sindacato Tisin con sette imprese giusto in tempo per evitare l'obbligo del salario minimo, sono validi o no? Le autorità cantonali hanno stilato un primo bilancio dei controlli sul rispetto del salario minimo, ma sul caso Tisin, le bocche rimangono cucite. Eppure qualche indizio lascia suppore che la risposta al quesito sia arrivata.

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23.06.22
Colletti sporchi

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Con le sue «gravi mancanze, irregolarità e imprudenze» ha permesso il riciclaggio di 17,5 milioni di dollari d’origine criminale. Per questo Ferdinando Coda Nunziante, ex membro della Direzione generale della banca luganese Pkb, è stato condannato di recente dal Ministero pubblico della Confederazione (Mpc). L’ormai ex dirigente bancario è stato ritenuto colpevole di riciclaggio: per questo gli è stata inflitta una pena pecuniaria di 270.000 franchi sospesa per un periodo di prova di due anni. L’informazione è contenuta in un decreto d’accusa datato 23 maggio 2022 ed cresciuto in giudicato. Decreto che area ha potuto consultare e dal quale emergono le responsabilità dell’uomo nella vicenda che ha fatto arrivare in Ticino il denaro sporco della corruzione brasiliana.

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22.06.22

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Un migrante con la valigia in procinto di salire su un treno, uno stagionale in una buia baracca, muratori alle prese con la costruzione della nuova stazione centrale di Zurigo, militanti di sinistra in corteo nelle strade di Berna. L’immaginario legato alla storia della migrazione novecentesca in Svizzera è fortemente dominato da figure maschili, eppure la ricerca storica degli ultimi anni ci dice che le donne emigrate in Svizzera, durante tutto il Novecento, sono state una parte importante e tutt’altro che passiva del movimento migratorio proveniente soprattutto dal sud dell’Europa. A livello numerico le donne sono state una componente non così minoritaria. Anzi, nel decennio compreso tra il 1945 e il 1955 esse sono state addirittura in maggioranza rispetto agli uomini. Queste donne non erano soltanto mogli al seguito dei propri mariti, ma spesso persone intraprendenti che espatriavano da sole in cerca di lavoro.

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22.06.22