L'editoriale
Nell’interesse di tutti

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Uguaglianza di genere, salari e pensioni che consentano di vivere e un mercato del lavoro rispettoso della salute e della qualità di vita delle lavoratrici e dei lavoratori. E dei loro figli e delle loro famiglie. È su questi fronti che si concentreranno le lotte sindacali anche in questo 2023, che sarà inevitabilmente segnato da una ripresa dell’offensiva e delle mobilitazioni in difesa dei salari e del potere d’acquisto e dall’eterna battaglia per la parità, che vivrà il momento più alto il 14 giugno con lo sciopero delle donne, il terzo in Svizzera dopo quelli del 1991 e del 2019.

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19.01.23

L'ultima edizione

19 Gennaio 2023

Ultime rubriche

L'intervista
Salari, pensioni, lavoro non retribuito: la presidente di Unia Vania Alleva analizza i problemi delle donne in Svizzera e lancia la mobilitazione del 14 giugno 2023

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red

Pressioni sul posto di lavoro, stress, necessità di conciliare vita professionale e familiare e oltretutto percependo salari bassi. Questa è la situazione che vivono molte donne in Svizzera. La presidente nazionale di Unia Vania Alleva illustra le rivendicazioni del più grande sindacato del paese in vista dello sciopero delle donne del 14 giugno 2023

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25.01.23
Lavoro
Quarant’anni di esperienza sul terreno, Luca Bondini è testimone dell’evoluzione del movimento sindacale e dei cambiamenti nel mondo del lavoro

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Luca Bondini. A tanti lettori il suo nome non dirà nulla, a molti altri certamente sì. Negli ultimi quattro decenni, Bondini ha consumato innumerevoli suole anti-infortunistiche nei cantieri del Luganese, parlando con centinaia e centinaia di operai, intervenendo sempre quando necessario a loro favore. Bondini incarna il sindacalista di base, la struttura portante su cui poggia tutta l'organizzazione collettiva dei lavoratori. 

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19.01.23
Svizzera-italia

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La disdetta dell’accordo amichevole sul telelavoro per i frontalieri da parte dell’Italia, arrivata non molte settimane prima rispetto alla sua scadenza del 31 gennaio 2023, preoccupa il mondo del lavoro e le imprese. Intervista al responsabile frontalieri della Cgil Giuseppe Augurusa.

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20.01.23
Colletti sporchi

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Nel 2021, il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) ha chiuso con un nulla di fatto il filone svizzero dell’affare Magnitsky, dal nome dell’avvocato russo morto in carcere dopo avere scoperto una maxi frode da 230 milioni di dollari. Di recente, il Tribunale penale federale (Tpf) ha dato il via libera alla restituzione di buona parte del denaro sequestrato a tre cittadini russi che hanno partecipato alla truffa. Una decisione che giunge in un contesto di forte tensione con Mosca e che alimenta i dubbi sull’operato della giustizia svizzera in questa vicenda degna di un romanzo di spionaggio.

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19.01.23
L'intervista

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Andrea Crisanti, noto microbiologo italiano, per molti anni residente all’estero, è stato eletto a settembre in Senato nella ripartizione Europa della Circoscrizione estero. A dicembre lo abbiamo incontrato a Zurigo, durante un tour europeo che lo ha portato a incontrare le rappresentanze diplomatiche e le comunità italiane di diversi paesi, e in questi giorni lo abbiamo raggiunto di nuovo telefonicamente per un’intervista.

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20.01.23
Politica degli alloggi

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Stasera non dormo a casa. Già, e chi se la immagina una notte in mezzo alla strada in Svizzera? Eppure, il recente e primo studio nazionale ha accertato che il fenomeno dei senzatetto esiste anche nel nostro paese. Lo dicono i numeri lo dice la scienza: le persone senza una casa sono una presenza (nascosta) anche qui. «Un problema di povertà estrema che può essere prevenuto e combattuto anche attraverso servizi abitativi a bassa soglia» ci dice Jörg Dittman, responsabile del team di ricerca. Intanto, in queste settimane a Ginevra è stata attivata una hotline per chi cerca un alloggio d’urgenza. La sensazione è che in Svizzera la questione venga alla ribalta solo con il freddo per poi tornare a essere invisibile… C’è chi spera che la ricerca possa ora lanciare il dibattito politico.

 

 

 

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10.01.23
Diritti e lavoro

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La tradizionale conferenza stampa di inizio anno dell’Unione sindacale svizzera (Uss) mette sul tavolo le principali rivendicazioni per il 2023. Dopo l’inflazione record che ha segnato il 2022 e le insufficienti compensazioni salariali, per i sindacati è il momento di chiedere nuovi aumenti degli stipendi che compensino realmente l’aumento dei costi della vita. Chieste anche misure per contenere i costi dei premi dell’assicurazione malattia e per ridurre l’orario di lavoro. Il 2023, inoltre, sarà un anno di lotta: il 14 giugno è infatti previsto un nuovo sciopero delle donne.

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09.01.23
Spazi alternativi

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Buone feste. «La notte tra domenica 25 e lunedì 26 dicembre abbiamo liberato, occupandolo temporaneamente, lo stabile in disuso dell’ex Caritas a Molino Nuovo lasciato deperire, come tanti altri, da vari anni. Oltre 300 persone sono passate, condividendo una ventata di libertà e ribadendo l’imperante bisogno di spazi d’autogestione e di libertà al di fuori del controllo statale». Il Centro sociale il Molino torna in strada a Lugano e riaccende i riflettori sul tema dell'autogestione.

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27.12.22
Vendita al dettaglio

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Settemila volte no a estendere gli orari di apertura dei negozi. Il referendum lanciato dai sindacati Unia e Ocst è riuscito: le firme saranno consegnate alla Cancelleria dello Stato, giovedì 22 dicembre, a Bellinzona. Questo significa che, dopo le verifiche di prassi, gli elettori ticinesi saranno chiamati alle urne per esprimersi sull’ennesima riforma che tocca i lavoratori del commercio al dettaglio. Unia: «Soddisfatti del risultato. Avevamo promesso battaglia per difendere gli oltre 8'500 dipendenti nel commercio al dettaglio, settore già gravemente precarizzato, e lo abbiamo fatto».

 

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20.12.22
Intervista

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Dopo un 2020 e un 2021 segnati dalla pandemia anche il 2022 è stato molto difficile. Un anno segnato dalla guerra in Ucraina e dalle sue conseguenze, umane e geopolitiche. Per parlarne ci siamo rivolti a l'ex senatore Dick Marty, voce libera e spirito critico, autore di rapporti internazionali che hanno messo in luce violazioni dei diritti umani in varie parti del pianeta. Ecco la nostra intervista di fine anno.

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20.12.22

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

 

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l'uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d'indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una


Manifestazione di protesta

ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!

martedì 15 aprile alle 17.30

a Bellinzona -Piazzale della Posta-


 

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10.04.14
La vignetta

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