L'editoriale
I tempi li detta il virus
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l 22 marzo deve essere il giorno della fine del lockdown. E chissenefrega dell’evoluzione della pandemia, delle varianti del virus, della terza ondata, delle raccomandazioni degli esperti, dei quasi 10.000 morti negli ultimi 12 mesi e di quelli che verranno. È con tutta evidenza un ragionamento di questa bassezza ad aver spinto l’altro giorno una maggioranza del Consiglio nazionale ad approvare una “dichiarazione urgente” perché il governo acceleri con le riaperture di bar, ristoranti, centri fitness e istituzioni culturali e abolisca immediatamente la regola di 5 persone al massimo negli spazi chiusi. Non è una decisione vincolante per il Consiglio federale ma estremamente pericolosa e irresponsabile, sia per la delicatezza della situazione pandemica sia per il clima d’insofferenza che si respira nel paese.

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Pubblicato il

04.03.21
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L'ultima edizione

4 Marzo 2021
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Ultime rubriche

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Il caso
Interviene la direzione nazionale di DPD Svizzera, che ordina la rimozione e annuncia l'avvio di provvedimenti

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Non solo metodi dispotici nei confronti dei lavoratori, ma persino un quadro di Mussolini appeso in bella vista nell’ufficio di un dirigente della DPD presso il centro logistico ticinese di Giubiasco. Un quadro che era lì da anni e che mercoledì mattina è stato rimosso per ordine della direzione nazionale della della DPD (Svizzera) Sa, la più grande impresa privata di spedizione del paese, che, in seguito ad un’inchiesta di Unia, è da alcune settimane nell’occhio del ciclone per le scandalose condizioni di lavoro e di sfruttamento a cui sono costretti i circa 800 addetti alla distribuzione.

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04.03.21..
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L'inchiesta
Il diritto del lavoro sistematicamente violato. Le testimonianze e la mobilitazione sindacale

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“Siamo gli esperti flessibili dei pacchi”. Alla voce “la nostra missione” si presenta così sul proprio sito internet la DPD Svizzera, la più grande impresa privata di spedizione del paese finita nell’occhio del ciclone per le scandalose condizioni di lavoro e di sfruttamento a cui sono costretti i circa 800 addetti alla distribuzione, oggetto di una denuncia pubblica del sindacato Unia dei giorni scorsi, partita da un’inchiesta che ha coinvolto oltre 200 lavoratrici e lavoratori. Un’inchiesta che ha rivelato una situazione di sistematica violazione del diritto del lavoro e che racconta il perverso “Sistema DPD”, che consente all’azienda di controllare la distribuzione di pacchi sull’intero territorio nazionale senza possedere un solo furgoncino e senza impiegare un solo autista. Ecco come funziona e come i lavoratori si stanno mobilitando grazie a Unia in tutto il paese.

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04.03.21..
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Virus
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La relazione contagi-lavoro è destinata a rimanere un buco nero nelle conoscenze scientifiche. In Svizzera, perché negli altri Paesi europei quei dati esistono e sono facilmente consultabili. Dopo mesi di lotta con l’autorità cantonale per entrare in possesso di quei dati, una volta ottenuti, si scopre che così come sono stati raccolti non hanno alcuna utilità scientifica. «I dati ticinesi sono inutilizzabili» commenta Nicola Low, professoressa di epidemiologia all’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Berna e membro della Task Force federale Covid-19.

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04.03.21
Italia
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Il virus deve fare attenzione, circondato com’è da uomini in armi: à la guerre comme à la guerre. Al posto di Arcuri, rimandato a casa da Draghi come avevano chiesto i due Matteo, è stato nominato commissario straordinario all’emergenza Covid il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, già comandante logistico dell’esercito, degli italiani in Afghanistan e della Nato in Kosovo. L’alpino pluristellato avrà altri militari ai suoi ordini, mentre ai servizi segreti e alla sicurezza arriva l’ex capo della polizia Franco Gabrielli, a cui si deve l’ennesima promozione di guardie condannate per le violenze contro i civili nel G8 di Genova 2001. L’altra arma imbracciata da Draghi per combattere la pandemia e i suoi effetti devastanti in economia (nel 2020 il Pil è sceso del 7,8%, il rapporto debito/Pil è salito al 156%) è il liberista Francesco Giavazzi, consulente dell’Uomo della Provvidenza. Alla protezione civile, al posto di Borrelli è stato nominato Fabrizio Curcio, cresciuto alla scuola dei vigili del fuoco e di Bertolaso.

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04.03.21
Eguaglianza
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red

«Partiamo dall'attualità. Che da anni non cambia: le disparità tra donne e uomini, non solo persistono, ma aumentano. Salari, previdenza vecchiaia, violenza, sessismo, occupazione, sono territori spesso ostili per le donne. Se è vero che la crisi economica legata alla pandemia colpisce tutti, le donne pagano un prezzo più alto. La pandemia sta infatti portando a galla un mercato del lavoro fragile e precario. Quando gli ammortizzatori sociali e gli aiuti d'urgenza per tamponare la crisi saranno finiti, ci ritroveremo a fare i conti con le macerie. Già ora sono tangibili i segni dell'ampliamento delle disparità».

 

Inizia così il comunicato del Gruppo donne Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa, intitolato: «8 marzo: "La festa" la lasciamo a voi. Le lotte le portiamo avanti noi».

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04.03.21
Educazione
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Nell’ambito del progetto pluriennale di ricerca Tree, dell’Università di Berna, sono state analizzati i percorsi scolastici e lavorativi di migliaia di persone. A partire dall’analisi di questi dati, Thomas Meyer e Stefan Sacchi hanno portato alla luce i fattori discriminatori del sistema scolastico elvetico.

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03.03.21
Lavoro & Giustizia
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Nel giro di una settimana, due colpi giuridici importanti sono stati inferti alla moderna schiavitù del precariato fondata sulla falsa indipendenza dei collaboratori. La parola schiavitù non è azzardata. «I ciclo-fattorini sono lavoratori subordinati, non schiavi ma cittadini» ha detto il Procuratore capo di Milano, Francesco Greco, nel corso di una conferenza stampa in cui è stata presentata un'indagine su migliaia di ciclo-fattorini. Ora le aziende hanno l'obbligo di assumere i 60mila fattorini coinvolti. A Londra invece, la scorsa settimana la Corte suprema del Regno Unito ha stabilito che i collaboratori di Uber sono dei dipendenti a tutti gli effetti.

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25.02.21
Vendita
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L’anno pandemico non è stato un anno maledetto per tutti. 539 milioni di utile netto sono degli ottimi motivi per festeggiare al gruppo Coop l’anno appena trascorso. Negli ultimi cinque anni, Coop ha registrato 2,5 miliardi di utile. Una ricchezza di cui i dipendenti beneficiano in forma molto modesta. Spulciando il rapporto, emergono dei dettagli interessanti.

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17.02.21
Quarto poetere
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Con oltre settecento articoli recensiti nelle undici settimane prima del voto, quella sulle multinazionali responsabili è stata l'iniziativa popolare più presente sui media svizzeri a partire dal 2004. Ma in che modo questa iniziativa è stata affrontata dai media nazionali? Vediamolo attraverso uno studio dell'Università di Zurigo.

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18.02.21
Solidarietà
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Due camion da 5 tonnellate l’uno e due tir da entrambi 13 tonnellate, stipati dal materiale offerto da oltre un migliaio di cittadini ticinesi, sono partiti dalla Svizzera italiana destinazione Bosnia. Non pensavano di arrivare a tanto il gruppo di amiche e amici della comunità bosniaca in Ticino quando due settimane fa hanno lanciato l’appello di una raccolta di beni di prima necessità per le migliaia di profughi accampati in condizioni disumane in Bosnia, a ridosso del confine europeo controllato dalla polizia croata.

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17.02.21

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

 

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l'uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d'indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una


Manifestazione di protesta

ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!

martedì 15 aprile alle 17.30

a Bellinzona -Piazzale della Posta-


 

Pubblicato il 

10.04.14
La vignetta
© Vauro

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