L'editoriale
Schmidheiny il perseguitato immaginario
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Negare, disinformare, depistare, screditare. Sono i pilastri della strategia difensiva dell’ex padrone dell’Eternit Stephan Schmidheiny, imputato davanti a quattro tribunali italiani per la strage (più di 3.000 morti) causata dall’amianto delle sue fabbriche, che ritroviamo in una sua recente, delirante ma al tempo stesso interessante intervista.

Un’intervista, rilasciata (non certo casualmente) a poche settimane dall’inizio di un nuovo importante processo per i morti di Casale Monferrato, attraverso la quale cerca di farsi passare di fronte all’opinione pubblica elvetica (soprattutto della Svizzera tedesca) come vittima di un cieco accanimento giudiziario, come un «perseguitato» da magistrati e giudici di un Paese «fallito».

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16.01.20
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L'ultima edizione

4 Dicembre 2019
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Ultime rubriche

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La sentenza
Il Tribunale d'Appello vodese dà ragione all'ex dirigente che denunciò carenze nei controlli e che fu mobbizzata

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Dopo anni di battaglia giudiziaria Yasmine Motarjemi può finalmente gioire. Con una sentenza dello scorso 7 gennaio, un Tribunale vodese ha condannato Nestlé per violazione della legge svizzera sul lavoro e riconosciuto le responsabilità della multinazionale di Vevey. Ex responsabile della sicurezza alimentare della multinazionale, Yasmine Motarjemi era stata isolata, mobbizzata e poi licenziata a seguito delle sue denunce sui disfunzionamenti nei sistemi di controllo. La sua storia raccontata ad area.

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22.01.20..
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Eternit bis
In concomitanza con l'inizio di un nuovo processo, l'imputato si sfoga

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«Non ho intenzione di vedere una prigione italiana dall’interno. Ritengo che alla fine il mio comportamento sarà giudicato correttamente e un giorno verrò assolto». È con questi sentimenti che Stephan Schmidheiny affronta il nuovo processo per la strage dell’Eternit in Italia apertosi il 14 gennaio davanti al giudice dell’udienza preliminare (Gup) di Vercelli, chiamato a decidere sulla richiesta di un suo rinvio a giudizio per l’omicidio volontario di 392 persone.

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16.01.20..
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Dossier

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Norvegia
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La Société pour les peuples menacés (Spm), Ngo elvetica che si occupa di popolazioni indigene, denuncia pubblicamente alcune violazioni dei diritti nei confronti della popolazione indigena sami. Sul banco degli imputati, c’è un progetto che coinvolge la multinazionale Bkw Energie AG, con sede a Berna, e Credit suisse. La Ngo chiede ora di aprire un tavolo di mediazione. Hofstetter (Unia): «I criteri ecologici non possono essere separati da quelli sociali».

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16.01.20
Il caso di Nekane Txapartegi
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«Mi chiamo Nekane Txapartegi: perseguitata, fuggitiva, rifugiata politica basca. E anche mamma e femminista». È “una storia nella storia”, una biografia in costruzione e già segnata dal tempo, che trova le sue radici nella guerra civile spagnola vinta dai falangisti o forse prima ancora. Una storia che percorre i 36 anni del regime dittatoriale di Franco, la cosiddetta transizione alla democrazia e uno fra i conflitti interni più longevi d’Europa, quello fra lo Stato spagnolo e l’organizzazione clandestina indipendentista Eta (Euskadi ta Askatasuna/Paese Basco e Libertà), terminato – almeno sul piano militare – con la cessazione dell’attività armata da parte di quest’ultima nel 2011 e la successiva dissoluzione nel 2018.

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16.01.20
Omofobia
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Può l’omofobia essere considerata un’opinione? Si può ritenere che insultare qualcuno fino ad augurargli la morte semplicemente perché prova amore per una persona dello stesso sesso debba essere legittimo invocando la libertà di espressione? Quali sono le conseguenze di un dibattito pubblico basato sull’idea che in nome della libertà di espressione si possa dire qualsiasi cosa? Una riflessione in vista del voto del 9 febbraio.

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16.01.20
Spagna
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Dopo quattro elezioni in quattro anni e una gestazione particolarmente difficile, dal 7 gennaio scorso la Spagna ha un governo (167 sì alle Cortes, 165 no, 18 astenuti). E non solo un governo ma un governo di “coalizione progressista”. Due parole che racchiudono una novità straordinaria per la Spagna e forse non solo per la Spagna.

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16.01.20
Disuguaglianza precoce
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Arriva il Natale e da mesi oramai la grande distribuzione ha esposto in maniera furba i vari giocattoli per attirare i piccoli clienti. Guardando questi “blocchi” in bella mostra nel mezzo dei corridoi dei grandi magazzini, saltano subito all’occhio due colori dominanti: rosa e azzurro. Non che gli altri colori non ci siano, ma i blocchi sembrano divisi cromaticamente tra questi due, quasi a suggerire una divisione tra “giochi da femmina” e “giochi da maschio”… non sarà davvero così?

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17.12.19
Eternit bis
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«Il 14 gennaio 2020 riprende finalmente il cammino per dare giustizia alle migliaia di vittime dell’Eternit». Con queste parole l’Associazione dei familiari e delle vittime dell’amianto (Afeva) di Casale Monferrato esprime le proprie aspettative in vista dell’imminente apertura di un nuovo grande capitolo del processo Eternit bis, che vede imputato il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny come responsabile delle morti di lavoratori e cittadini causate dagli stabilimenti italiani della multinazionale del cemento-amianto, di cui è stato padrone e massimo dirigente tra la metà degli anni Settanta e il 1986. Un capitolo che si scrive a Vercelli, dove il Giudice dell’udienza preliminare (Gup) dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica, che come imputazione a carico di Schmidheiny indica l’omicidio volontario.

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17.12.19
Italia
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“Voi non avete fermato il vento/ gli avete fatto perdere tempo”. La canzone di marzo di De André parla oggi a Salvini, ai populisti razzisti e fascisti ma anche a chi doveva fare non ha fatto e non fa nulla per fermarli, e anche a chi si è chiuso in casa, testa e cuore nel computer e nello smartphone senza accorgersi che nelle piazze reali avanza una minaccia grave alla solidarietà, alla cittadinanza, al bene comune.

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17.12.19
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Ancora una volta il Ticino, le sue banche e le sue società di comodo sono al centro di una vicenda internazionale legata alla corruzione. L’affare, questa volta, coinvolge la Techint, il colosso industriale italo-argentino controllato dalla ricchissima famiglia Rocca, produttore di acciaio e costruttore di gasdotti e oleodotti in tutto il mondo.

Oggi, 11 dicembre 2019, a Milano comincerà l’udienza preliminare nell’indagine che vede imputata la società e tre membri della famiglia proprietaria. L’accusa, sintetizzata nella richiesta di rinvio a giudizio firmata il 30 settembre dai pm  Donato Costa e Isidoro Palma, è quella di avere versato mazzette milionarie a dei dirigenti della società statale brasiliana Petrobras. Soldi in cambio di appalti che sono partiti da Lugano dove, secondo gli inquirenti italiani, le operazioni occulte di Techint avrebbero avuto la loro cabina di regia.

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11.12.19
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