L'editoriale
Luoghi di lavoro e di contagio
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Come già era successo durante la prima ondata della pandemia, appare evidente che i rischi di contagio da coronavirus cui vanno incontro le lavoratrici e i lavoratori svolgendo la loro attività professionale e i conseguenti danni alla loro salute vengono sistematicamente sottaciuti, minimizzati e ignorati. È una diretta conseguenza della strategia scelta dal Consiglio federale, che consiste nel mettere davanti a tutto, costi quello che costi, il funzionamento della macchina produttiva e la salvaguardia dei profitti delle grandi imprese.

Una strategia confermata ancora mercoledì: sordo agli appelli di autorevoli economisti e ignorando le raccomandazioni della stessa task force della Confederazione in favore di misure più restrittive per contenere la diffusione della pandemia (chiusura di bar e ristoranti, centri del tempo libero eccetera), il Governo ha deciso di “aspettare” (ancora) una nuova valutazione della situazione degli esperti il prossimo fine settimana.


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Pubblicato il

19.11.20
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L'ultima edizione

19 Novembre 2020
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Ultime rubriche

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Reportage
Visita nel Canton Vaud dove alcuni attivisti occupano i terreni della Holcim per impedire l’avanzamento di una cava e proteggere tutto un ecosistema.

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La notte tra il 16 e il 17 ottobre diversi attivisti hanno preso possesso dei terreni dell’impresa cementifera Holcim sulla collina del Mormont. L’obiettivo è quello di bloccare l’estensione di una cava che distruggerebbe un’importante zona naturale. Ma l’occupazione è anche un mezzo per concretizzare gli ideali di questi giovani traditi da una politica e un’economia che poco fanno per combattere gli effetti del cambiamento climatico. Siamo andati ad incontrarli.

 

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23.11.20..
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Ombre del passato
L’implicazione elvetica nel colonialismo apre un nuovo capitolo nella narrazione del paese. Per il ricercatore Fässler “è ovvio che Svizzera debba risarcire” per la schiavitù

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 Un’isola solitaria in mezzo all’Europa, la Svizzera. Non proprio. Senza porti sul mare, è riuscita a sbarcare ovunque e a partecipare, dietro alle quinte, a molte vicende della storia internazionale. E pur non avendo colonie, il nostro paese ha guadagnato anche dal modello commerciale, e criminale, legato alla tratta degli schiavi.Lo storico Hans Fässler spiega l’implicazione di imprenditori elvetici in questo traffico.

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19.11.20..
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Lavoro e salute
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Piani di protezione insufficienti, autorità federali e cantonali troppo passive e gravi lacune nell’ambito dei controlli sui luoghi di lavoro per quanto attiene al rispetto delle misure di tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. È in queste condizioni che la Svizzera sta gestendo la seconda violenta ondata della pandemia di coronavirus. Una perizia dimostra come gli ispettorati del lavoro siano sottodotati e non in grado di effettuare i controlli dovuti: dati e analisi.

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19.11.20
Ex Ilva
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Il gigante, pensando di avere a che fare con una bambina fragile, ha tentato l’affondo: adesso licenzio chi mi critica, e l’ha fatto. Ma la bambina tanto fragile non è, ha indossato il casco giallo e ha bloccato tutto, la sua fabbrica e la sua città.

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19.11.20
Elezioni americane
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Due settimane dopo la chiusura delle urne sappiamo che il presidente Trump si rifiuta di ammettere la sconfitta e rilancia teorie del complotto improbabili. Dopo aver sostenuto per qualche giorno che gli scrutatori avevano manipolato i risultati e respinto gli osservatori del partito repubblicano, la versione è cambiata. Probabilmente per via delle 25 istanze respinte dai tribunali di Michigan, Pennsylvania, Georgia, Arizona contro una ammessa che chiedeva di far entrare un numero più alto di osservatori nei locali della commissione elettorale della Pennsylvania

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19.11.20
Giustizia & Società
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Più di mille miliardi di franchi. A tanto ammontano i capitali pensionistici dei lavoratori in Svizzera gestiti dai fondi privati del secondo pilastro. Quanti dei nostri soldi delle pensioni finiscono nel commercio di armi? Dati precisi non esistono, essendo il mercato ben poco trasparente. L'iniziativa popolare 'Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico' in votazione il 29 novembre, lanciata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito e dai giovani Verdi, si prefigge di rendere illegale qualsiasi forma di sostegno finanziario, compresa l'offerta di credito o l'acquisto di azioni e obbligazioni in una società produttrice di armi. Numerose società svizzeri d'investimento, già oggi lo fanno. Oltre a dimostrare che sia possibile, obbligare invece quei soggetti a cui interessa il solo profitto, è anche una questione di concorrenza leale in un quadro legale eticamente accettabile.

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19.11.20
Votazione del 29 novembre
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«I fatti sull'iniziativa multinazionali. Per forgiare la vostra opinione leggete il nostro dossier» si legge su un banner pubblicitario che compare a fianco degli articoli sul tema “Multinazionali responsabili» pubblicati online dai vari giornali dell'editore TX Group (ex Tamedia), tra cui Tages Anzeiger, 24heures o Tribune de Genève. Con un click si arriva sul sito en-fait.ch. Di che si tratta? Andiamo a vedere.

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17.11.20
Lavoro & Salute
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Lockdown si o no? in Svizzera la questione è all’ordine del giorno, vista la recrudescenza del numero dei contagi. La scorsa settimana, una settantina di professori universitari di economia ha invitato il Consiglio federale ad attuare un secondo lockdown. L’Unione svizzera Arti e Mestieri (Usam), l’associazione delle piccole e medie impresa, per bocca del suo presidente Fabio Regazzi ha risposto che un secondo lockdown sarebbe dannoso per l’economia e i posti di lavoro. Anche in Ticino la questione è aperta, sollevata dal sindacato Unia la scorsa settimana. Per tentare di rispondere al quesito dal punto di vista economico, potrebbe esser utile guardare al caso svedese.

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16.11.20
Altri sguardi
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Professore di antropologia e direttore dell'Istituto di etnologia all'Università di Strasburgo, l'antropologo ticinese Geremia Cometti (in mezzo nella foto) ha lavorato a lungo nelle Ande peruviane. Qui ha studiato la percezione del cambiamento climatico e l'impatto del settore estrattivo sulle comunità indigene andine di lingua quechua. Di passaggio in Ticino, dove è stato ospite con Dick Marty di una serata organizzata da Comundo sull'Iniziativa multinazionali responsabili, lo abbiamo intervistato proprio per cercare di capire meglio il suo lavoro e le relazioni tra quanto osservato in Sudamerica e la Svizzera.

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11.11.20
Società
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La cultura è cibo per l’anima, si dice. Un’anima che avrebbe tanto bisogno di esser nutrita in questi tempi grami. La comunicazione governativa del limite di cinque persone negli spazi pubblici e privati, pasticciata e dalla parvenza improvvisata, ha generato più dubbi che certezze nella popolazione e molta amarezza nei diretti interessati (qui il comunicato dei Teatri associati scena indipendente).

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10.11.20
La vignetta
© Vauro

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