L'editoriale
Il problema è il potere d’acquisto e non gli orari dei negozi

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Mentre i salari sono stagnanti da anni, le lavoratrici e i lavoratori devono sborsare sempre di più per fare la spesa al supermercato, per bere un caffè al bar, per mangiare una pizza, per fare un viaggio, per pagare luce, acqua ed elettricità e, se non si hanno alternative al mezzo privato, persino per andare a lavorare. E a questo inesorabile rincaro di beni e servizi (che si stima produca un degrado della situazione finanziaria del 20-30% della popolazione), si aggiunge l’assicurazione malattie, i cui premi nel 2023 raggiungeranno livelli mai visti con costi mensili per una famiglia che supereranno per la prima volta i 1.000 franchi. Risultato: nelle tasche dei salariati ci sono sempre meno soldi per vivere. Di fronte a questa situazione e per evitare che decine di migliaia di persone finiscano in povertà s’impongono adeguate misure di carattere sociale e soprattutto, come da mesi chiede il movimento sindacale, aumenti generali delle remunerazioni. Servono insomma salari corretti: una piena compensazione del rincaro a salvaguardia del potere d’acquisto e aumenti salariali reali. Molte intese sin qui sottoscritte da sindacati e datori di lavoro nell’ambito delle trattative salariali di questi mesi vanno nella giusta direzione, ma la situazione non è dappertutto soddisfacente.

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17.11.22

L'ultima edizione

18 Novembre 2022

Ultime rubriche

Soldi e politica
A Lugano poche (per ora) le transizioni con le criptovalute. Per l'economista Sergio Rossi, si tratta "di una moda pericolosa"

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«Vieni a goderti il primo Crypto-Natale di Lugano!».

 

La città di Lugano, dopo avere stretto il discusso crypto-accordo con El Salvador, promuove ora a tutto spiano il suo Plan ₿.

Dalle parole si è passati ai fatti e si promuove il turismo e lo shopping natalizio con una parabola innovativa: già, perché al McDonald’s, e nel centinaio di esercizi pubblici e commerciali che ha aderito all’iniziativa, non c’è bisogno di avere franchi svizzeri. No, rivoluzione!, a Lugano si può pagare con bitcoin, tether e, non dimentichiamo in Lvga, la moneta di cui si è dotata la città.

A un mese dal lancio dell’azione, sono stati però pochi i cittadini che hanno pagato i propri acquisti in criptovalute. Sarà per timore dopo il fallimento di FTX, una delle piattaforme di trading crypto più diffuse al mondo fino a qualche settimana fa? O per mancanza di dimestichezza con la pecunia tecnologica? Sarà il tempo a dirlo e a confermare o smentire l’ambizione di Lugano di trasformarsi in fulcro europeo delle criptovalute e con quali effetti e conseguenze.

Noi riproponiamo un’intervista fatta lo scorso mese di marzo, e pubblicata nel numero 5 del nostro giornale area, a Sergio Rossi, professore ordinario di macroeconomia ed economia monetaria all’Università di Friburgo.

 

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02.12.22
Vendita
Dopo anni di sforzi e utili del gruppo, la delusione nel personale è palpabile

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«A Coop 559 milioni di utili, ai lavoratori le briciole». Il titolo del volantino sindacale riassume il clima d’insoddisfazione che si respira tra il personale a Coop. Come nel caso di Migros, il secondo datore di lavoro per importanza del Paese non compenserà integralmente il rincaro fissato a 3,3% dall’autorità federale. Il Collettivo ticinese dei lavoratori Coop non si dà per vinto e promette battaglia.

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01.12.22
Giustizia fiscale

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Oggi, giovedì primo dicembre 2022, il Consiglio nazionale si chinerà sulla modifica costituzionale sull’imposizione speciale dei grandi gruppi di imprese. In accordo con l’Organizzazione della cooperazione e lo sviluppo (Ocse) il tasso d’imposizione delle multinazionali con una cifra d’affari di almeno 750 milioni di euro all’anno verrà fissato al 15%. In questo contesto, ecco che il Consiglio federale propone una nuova scappatoia fiscale: l’imposta sul tonnellaggio applicabile alle navi. A beneficiarne sarebbero una categoria di imprese – gli armatori e i grandi commercianti di materie prime – che di questi aiuti non hanno certo bisogno. Ecco perché.

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01.12.22
Assicurazione malattia

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Non c’è problema. E se c’è, è vostro. Non si entra nepppure in materia. E così, in contesto economico decisamente allarmante per molti cittadini, il Consiglio degli Stati questa mattina scorrendo le trattande all’ordine del giorno, è bellamente passato ad altro. La maggioranza borghese dei senatori svizzeri si è rifiutata di discutere il controprogetto indiretto all’iniziativa del Partito socialista per la riduzione dei premi della cassa malati. Quelli che, essendo già  dolori, dal prossimo 1° gennaio rischiano di trasformare il salasso in autentici spasimi per arrivare a fine mese. Non c’è problema?  

 

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30.11.22
Lavoro

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La Convenzione nazionale mantello (Cnm) dell’edilizia principale che determina i rapporti di lavoro di novantamila lavoratori è garantita per i prossimi quattro anni. L’accordo tra sindacati e delegazione padronale è stato raggiunto nella notte di ieri, «dopo intense discussioni» precisano fonti sindacali. Nel concreto, pare certo che le mobilitazioni degli edili nelle varie regioni del Paese, abbiano influito sull’esito delle trattativeNon ci saranno settimane da 58 ore lavorative, come auspicato dalla Società Svizzera degli impresari costruttori. La flessibilità resterà sostanzialmente invariata al sistema già in vigore. Scongiurato pure il pericolo di vuoto contrattuale. Infine, vi saranno 150 franchi d'aumento per tutti.

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29.11.22
Migranti

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Il 6 dicembre a Berna si terrà l’Assemblea congressuale della sezione svizzera del Sindacato pensionati italiani (Spi). Si tratta, per i poco avvezzi al contesto sindacale italiano, di una delle federazioni della Cgil, il maggior sindacato italiano. Lo Spi è radicato anche all’estero e Silvana Cappuccio, che sarà presente a Berna, ne è la responsabile. L’abbiamo intervistata a pochi giorni dall’Assemblea.

 

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30.11.22
Italia

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La frana di Ischia, una delle isole più belle e meta di quel turismo che insieme all’edilizia ha contribuito a salvare le penne all’Italia, è l’ennesima metafora di un paese sommerso dal fango dell’abusivismo, umiliato da una economia predatoria di lavoro e territorio con la subalternità della politica.

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28.11.22
Economia

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Se c’è aumento generalizzato dei prezzi (inflazione) il potere d’acquisto diminuisce. Puoi ottenere meno di quanto ottenevi ieri. Per ricuperare il potere d’acquisto bisogna aumentare i salari. Se aumenti i salari aumenti il costo del lavoro e quindi aumenti i prezzi dei prodotti. E allora si commenta, da una parte, quella neoliberista, politica e imprenditoriale, scateni una spirale (pressi/salari)che non giova a nessuno,ammazza l’economia.

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29.11.22
Assicurazioni sociali

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Dopo i Bitcoin e gli accordi con El Salvador, la guerra in Ucraina, il rincaro dei prezzi al consumo, dei costi energetici e la batosta delle casse malati, ecco un’altra notizia poco “rassicurante”: secondo un recente monitoraggio, in Svizzera un anziano su cinque è povero o a rischio di povertà. Di fatto, 300mila anziani vivono sulla soglia di povertà, mentre altri 46mila si trovano in una situazione che Pro Senectute definisce «senza speranza».

 

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25.11.22
Violenza sulle donne

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Una donna picchiata, una donna uccisa, una donna violentata. Basta. A partire da oggi, venerdì 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e fino al 10 dicembre anche il canton Ticino, il sindacato Unia, Amnesty International e altre associazioni aderiscono alla campagna delle Nazioni unite con una serie di attività per generare una presa di coscienza su un problema di genere che, continuando a divampare, rimane irrisolto. 

E se un giorno non basta, saranno ben “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” quelle che si terranno in Ticino, sull’onda della campagna mondiale, nota anche come “Orange the world”. L’arancione – colore che simboleggia un futuro ottimista, libero da questo tipo di violenza –  vuol essere non un filo conduttore, ma luminoso, che lega le tante iniziative promosse in tutto il mondo. 

 

 

 

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25.11.22

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

 

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l'uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d'indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una


Manifestazione di protesta

ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!

martedì 15 aprile alle 17.30

a Bellinzona -Piazzale della Posta-


 

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10.04.14
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