L'editoriale
Il diritto di sapere chi è responsabile
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«Voglio dare un volto al mesotelioma. Ne va della mia dignità, della mia famiglia e delle future vittime dell’amianto. Deve essere chiarito chi sono i responsabili». Sono le parole pronunciate nel 2006, ormai alla vigilia della morte, da Marcel Jann, maestro di scuola elementare ucciso a 53 anni dalle polveri di amianto che aveva respirato da bambino vivendo a pochi passi dalla tristemente nota Eternit di Niederurnen. Parole pronunciate a stento, col poco fiato che gli rimaneva. Ma ci teneva a farlo, sapendo che non avrebbe mai visto l’esito delle cause giudiziarie. Era molto arrabbiato e ferito: pretendeva le scuse degli Schmidheiny, che non sono però mai arrivate (Stephan fece sapere tramite avvocati di non avere nulla da rimproverarsi); «per decenni con l’amianto si sono fatti tanti soldi. Ma oggi per le tante sofferenze nessuno è responsabile», commentava con amarezza.
Parole profetiche se pensiamo alla scandalosa sentenza pronunciata qualche settimana fa dal Tribunale federale (articolo correlato) proprio sul suo caso: prescritto! L’azione legale contro la società è giunta tardivamente.

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04.12.19
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L'ultima edizione

4 Dicembre 2019
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Ultime rubriche

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Svizzera
Il Tribunale federale conferma la sua giurisprudenza penalizzante per le vittime dell'amianto. Il legale: Sentenza scandalosa

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All’età di 8 anni, Marcel Jann si trasferisce con la sua famiglia a Niederurnen (Glarona) andando a vivere in una casa situata nelle immediate vicinanze dello stabilimento della Eternit, la fabbrica della morte e “cuore” della multinazionale del cemento-amianto, dove suo padre lavora come contabile. La società Eternit Ag è anche proprietaria dell’abitazione affittata dagli Jann. Involontariamente e inconsapevolmente, Marcel subisce per anni l’esposizione alle polveri disperse anche nell’ambiente circostante da questo tipo di attività industriale. Morirà a 53 anni.

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04.12.19..

Dossier

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I casi Mikron e Schindler

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Sono due i casi di licenziamenti nell’industria ticinese di cui hanno riferito le cronache in questi giorni. Due importanti aziende come la Mikron e la Schindler hanno annunciato il taglio di personale. In totale una cinquantina di persone ha perso il posto di lavoro. I motivi alla base di queste scelte sono diversi. Un denominatore comune però c’è: nonostante gli utili milionari queste aziende attive a livello mondiale e che si definiscono “socialmente responsabili” hanno deciso di tagliare dei posti di lavoro in Ticino.

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04.12.19..
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Ticino
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La povertà in Ticino è una piaga in forte crescita negli ultimi anni. Ad esserne toccato, anche chi ha un lavoro. Il salario minimo dovrebbe essere uno strumento di lotta alla povertà. Con l’importo stabilito dalla Commissione della gestione del Gran Consiglio, si continuerà a lavorare ricorrendo ad aiuti di Stato per sopravvivere. L’imprenditoria sussidiata dal pubblico applaude.

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04.12.19
Il movimento delle Sardine
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Sardine, o sardelle.  Sono mute come i pesci di Lucio Dalla ma hanno una testa più grande della pancia ed è alla testa di un’Italia ammutolita, attonita che parlano.

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04.12.19
La crisi di Alitalia
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La crisi dell’Alitalia, vista dai cinque metri per due della cabina di pilotaggio di un Airbus in partenza da Roma, presenta non meno incertezze per il futuro che vista da terra. I piloti che mi ospitano su un volo di linea (a patto che non riveli il loro nome) esprimono timori per un ridimensionamento che appare senza fine e le lamentele per il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro.

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04.12.19
Una storia di permessi
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Il lavoratore portoghese Adão Costa lavora dal 2005 nel Canton Vallese ma per l’ufficio della migrazione è rimasto sempre un dimorante temporaneo (permesso L). Con l’intervento dell’avvocato Marc Spescha, Costa è riuscito a ottenere il permesso di domicilio (permesso C). Questa conquista potrebbe facilitare la vita di centinaia di lavoratori stranieri.

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04.12.19
Politica federale
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Diversi eventi organizzati dal Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) sono sponsorizzati da multinazionali, alcune delle quali controverse. È quanto emerge da una lista ottenuta da area tramite la Legge sulla trasparenza.


Washington, 12 settembre 2018. L’ambasciata svizzera organizza la tradizionale Soirée Suisse. Un evento mondano dove, tra cocktail e raclette, s’incrociano diplomatici e businessman. Si brinda a nuove opportunità di mercato: non è un caso, quindi, se l’evento è finanziato da sponsor privati. Nestlé ha messo sul tavolo 50.000 franchi, Ubs e Zurich 20.000. Segue tutta una serie di imprese svizzere e americane che hanno sganciato tra i 15.000 e i 5.000 franchi.

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21.11.19
Ticino
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Nuovo caso di fallimento seriale denunciato dal sindacato, questa volta nel campo delle agenzie di sicurezza. Nonostante la segnalazione alla sezione competente della Polizia cantonale sia partita a gennaio, non si hanno notizie di provvedimenti o risposte ai quesiti posti. Dal passato invece, spuntano mandati diretti fantasma a Lugano.

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21.11.19
Terra dei fuochi
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Nell’ottobre del 2015, Enzo Tosti si è sottoposto a un esame del sangue di routine «solo perché lo chiedeva mia moglie», racconta. A 56 anni, si sentiva bene e non sospettava nulla. Durante la settimana era impiegato come operatore socio-sanitario all’Associazione italiana assistenza svantaggiati di Afragola, un comune alle porte di Napoli, dove si occupava di pazienti con problemi psichiatrici. Nel tempo libero andava a caccia di discariche abusive. Quando lo avevo conosciuto, nella primavera del 2013, per farmi capire di che materiale fosse costituita l’emergenza rifiuti campana che aveva fatto il giro del mondo, mi aveva portato a vedere da vicino i cumuli di rifiuti abbandonati.

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21.11.19
Spagna
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“O le sinistre fanno un fronte ampio o vamos todos a la mierda”. Questo il sintetico pensiero affidato a Twitter da Ada Colau, la sindaca di Barcellona, dopo il voto del 10 novembre. Con una postilla altrettanto lapidaria: “Pedro, le tue elezioni sono state un fallimento”.

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21.11.19
La vignetta

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