L'editoriale
Il certificato Covid è il minore dei mali

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Con un ritardo di un paio di mesi rispetto ai nostro vicini e alla maggior parte dei paesi europei e dopo aver incomprensibilmente tergiversato per settimane, il Consiglio federale ha finalmente deciso l’estensione dell’obbligo del certificato Covid, una misura che in questa fase della pandemia può contribuire a rallentare la diffusione del virus, a ridurre le ospedalizzazioni e la pressione sui reparti di cure intensive, che in diversi cantoni sono (nuovamente) prossimi al collasso. E magari anche a salvare qualche vita umana, un “dettaglio” che troppo spesso passa in secondo piano: come se i malati, i guariti che hanno subito danni permanenti e i morti fossero solo numeri. Da lunedì 13 settembre solo le persone vaccinate, guarite dal Covid negli ultimi sei mesi o negative a un test effettuato nelle ultime 48 ore potranno accedere a bar, ristoranti, palestre, piscine coperte, musei, zoo, casinò, sale da biliardo e a manifestazioni al chiuso con più di 50 persone. Il certificato Covid sarà insomma obbligatorio in quasi tutti gli ambiti della vita pubblica. E le inosservanze potrebbero costare caro: multe di 100 franchi per l’avventore di un ristorante non munito di pass e fino a 10.000 per l’oste. Giusto così. Alternative non ce ne sono. E si è già aspettato fin troppo.

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09.09.21

L'ultima edizione

9 Settembre 2021

Ultime rubriche

Lavoro & Giustizia
Dopo il grande corteo di sabato a Firenze, il Tribunale del lavoro annulla i 422 licenziamenti perché antisindacali

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«Ci dicono che abbiamo vinto il ricorso per condotta antisindacale. Vedremo le conseguenze pratiche». Reagisce così il collettivo dei lavoratori della Gkn alla notizia odierna che il Tribunale del lavoro di Firenze ha accolto il ricorso della Fiom e dei sindacati, revocando i 422 licenziamenti e condannando l’azienda per comportamento antisindacale. Per il giudice, nel comunicare i licenziamenti collettivi con una email nella notte del 9 luglio scorso, la Gkn è venuta meno al «democratico e costruttivo confronto che dovrebbe caratterizzare le posizioni delle parti». La revoca dei licenziamenti è una prima importante battaglia vinta dai lavoratori contro la finanza, ma non equivale ad aver vinto la guerra.

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20.09.21
Testimonianze
L’assistenza agli anziani è diventata sempre più difficile e logorante. Due lavoratrici raccontano le loro esperienze. Unia raccomanda il sì all'iniziativa in votazione il 28 novembre

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Una curante resiste ancora a fatica, l’altra ha abbandonato con grande dolore la professione che amava. Le incontriamo entrambe a inizio estate a Zurigo, città in cui risiedono. Brigitte e Silvana, le chiameremo così, hanno lavorato per molti anni insieme in una residenza per anziani della città sulla Limmat.

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14.09.21
Lavoro & Dignità

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«Non ci illudevamo certo di andar contro una multinazionale e avere soddisfazione nel giro di un mese». Riassume così Ricky* lo stato d’animo dei lavoratori Dpd dopo mesi di lotta per vedersi riconosciuti condizioni di lavoro umane, non trattati come dei semplici numeri spremuti da un algoritmo. Se il tempo passa e qualche lieve miglioramento la lotta lo ha portato, non viene meno la determinazione dei corrieri del colosso francese nel veder riconosciuti i loro diritti. È una questione di dignità e di giustizia sociale. Non solo per i dipendenti dell’azienda, ma per tutta la classe lavoratrice. «La nostra lotta non è finalizzata unicamente a migliorare le nostre condizioni. Combattere il sistema Dpd significa lottare per evitare la dipidizzazione del mondo del lavoro, non solo della logistica. Siamo ancora in tempo per evitarlo. Per questo lottiamo» chiarisce il lavoratore.
 


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09.09.21
Diritti Lgbitq

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Il 26 settembre la Svizzera deciderà se essere al passo con i tempi e concedere il diritto a sposarsi anche alle coppie omosessuali o se restare tra le quattro nazioni dell’Europa occidentale che non lo fanno. Un «Sì» porterebbe numerosi vantaggi nella vita quotidiana di molte persone e famiglie.

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30.08.21
Lavoro & Dignità

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Il Ticino tornerà a far parte della Svizzera? L’esclusione del Cantone dall’obbligo dei salari minimi nazionali nei negozi delle stazioni di servizio nel 2018, torna d’attualità col rinnovo contrattuale del prossimo triennio. Il sindacato Unia e l’associazione padronale svizzera chiederanno l’obbligatorietà del nuovo Ccl in cui figurano delle paghe minime anche al Sud delle Alpi. Al primo tentativo, il padronato ticinese si oppose con successo, bandendo i salari minimi dal territorio cantonale. La nuova versione contrattuale contiene importanti progressi economici e sociali: salari sui 4mila franchi e la garanzia di dieci fine settimana liberi in un anno.

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26.08.21
Il ricordo

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Caro Vauro, Gino ci ha lasciato soli a guardare la fine ignominiosa della guerra dell’Occidente all’Afghanistan: il fondatore di Emergency se n’è andato due giorni prima della presa di Kabul da parte di quei talebani che vent’anni fa, pomposamente, gli esportatori di democrazia avevano dichiarato sconfitti. Con chi, se non con Vauro, potevamo tentare di disegnare un ritratto di un amico comune? Vauro era più che amico e compagno di Gino, con lui ha collaborato a lungo condividendo momenti drammatici e altri bellissimi negli ospedali non solo afghani di Emergency

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27.08.21
Altri sguardi

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Il Locarno Film Festival è il luogo giusto per riflettere sulla contemporaneità. Nel 2018 il festival ha celebrato i 70 anni della Dichiarazione dei diritti umani. Quest’anno ricorda invece una diretta filiazione di quel documento: i 70 anni della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 1951. Al centro della Convenzione, riconosciuta dalla maggior parte degli Stati del mondo, c’è il principio di non respingimento che garantisce la protezione di rifugiati e rifugiate nei paesi d’accoglienza. Per ricordare l’anniversario è stata invitata Gillian Triggs, Assistente Alto Commissario per la Protezione dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e Assistente Segretario generale delle Nazioni Unite.

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16.08.21
Altri sguardi

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Il legionario, il primo lungometraggio diretto dal giovane regista Hleb Papou, parla delle trasformazioni sociali dell’Italia contemporanea. In questo film, in concorso nella sezione Cineasti del presente del Locarno Film Festival, il protagonista è Daniel, italiano di origini africane entrato nel reparto mobile della polizia, che è chiamato a sgomberare lo stabile romano in cui vive illegalmente la sua stessa famiglia d’origine. Abbiamo incontrato il regista Hleb Papou.    

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09.08.21
Reportage

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Non è l’immagine classica della Brianza tutta industria e capannoni. Qui, a Ceriano Laghetto, nell’estremo occidente della provincia, a pochi passi da Saronno, la zona è più agricola che altro. Per questo lo stabilimento della Gianetti Ruote riveste un ruolo ancor più rilevante: è una fabbrica storica, fondata nel 1880, ancorata al tessuto sociale e che ha sempre dato lavoro agli abitanti di questi comuni a confine tra le provincie di Monza-Brianza, Como e Milano. Oggi, però, la Gianetti deve chiudere. Di punto in bianco. Lo ha deciso l’ultima proprietà, il fondo tedesco Quantum Capital Partners che, ad inizio luglio, ha informato le “152 posizione in esubero”. Una comunicazione data come va di moda in questa estate italiana segnata dalla fine del blocco dei licenziamenti: per via telematica; senza metterci la faccia. Noi di area ci siamo recati a Ceriano Laghetto, luogo simbolo del capitalismo senza volto che detta legge. Anche nella ricca e sovranista Brianza.

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29.07.21
Italia

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La lettura della stampa italiana è un bollettino quotidiano di licenziamenti. O di “esuberi”, come si legge su alcune testate. Oltre ai trionfi della nazionale di Mancini, sotto l’ombrellone ci fa boccheggiare l’umiliazione del lavoro. Di quanto sta succedendo ne abbiamo parlato con il giornalista Angelo Mastrandrea, apprezzato collaboratore di area e che da tempo sta seguendo i vari fronti di crisi e le risposte dei lavoratori.

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20.07.21

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

 

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l'uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d'indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una


Manifestazione di protesta

ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!

martedì 15 aprile alle 17.30

a Bellinzona -Piazzale della Posta-


 

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10.04.14
La vignetta

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