L'editoriale
Evitare la confusione
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Sono contrari a ogni misura restrittiva e a ogni limitazione della libertà individuale, all’obbligo della mascherina e ai vaccini, alcuni negano addirittura l’esistenza del coronavirus e considerano i morti che questo ha provocato e sta provocando nel mondo un fatto trascurabile. È più o meno questo il profilo degli “scettici” e dei complottisti che da sempre affollano le piattaforme sociali ma che da qualche settimana, anche in Svizzera, portano le loro deliranti tesi pure in piazza, assumendo oltretutto comportamenti sempre più aggressivi, provocatori e irrispettosi delle persone più fragili. Erano solo alcune centinaia i partecipanti alle due manifestazioni che hanno avuto luogo a Zurigo nelle scorse settimane, ma si tratta di un fenomeno da non sottovalutare. Anche perché, nonostante il numero crescente dei contagi in diversi cantoni, l’insofferenza è destinata ad aumentare con il protrarsi della pandemia e con l’allontanarsi del ritorno alla normalità. Una “normalità” che non rivivremo prima della primavera 2022, calcolano i virologi più autorevoli a livello internazionale.

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24.09.20
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L'ultima edizione

24 Settembre 2020
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Ultime rubriche

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Votazioni & lavoro
Approvato il salario minimo da 23 franchi, nettamente bocciata iniziativa Udc

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«Difendiamo i salari, non i confini». Lo slogan della comunità sindacale ginevrina, di cui fa parte Unia, è stato fatto proprio dalla popolazione cantonale. Domenica 27 settembre, il salario minimo dignitoso da 23 franchi è stato approvato dal 58% dei votanti, mentre l’iniziativa Udc che mirava a dividere i lavoratori in due categorie è stata affossata da sette cittadini su dieci.

 

 

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28.09.20..
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Lotta agli abusi
Dumping, abusi, non rispetto dei ccl: l'iniziativa Udc non farebbe che peggiorare le cose. Per Enrico Borelli è sistema di controllo sul lavoro distaccato in Ticino che dovrebbe fungere da modello.

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L’iniziativa dell’Udc contro la libera circolazione in votazione il 27 settembre rappresenta una minaccia anche per la preziosa attività svolta dall’Associazione interprofessionale di controllo (Aic), l’ente che raggruppa 19 rami professionali dell’edilizia e dell’artigianato ticinesi, creato nel quadro delle misure d’accompagnamento agli accordi bilaterali sottoscritti dalla Svizzera con l’Unione europea.

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25.09.20..
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Amianto
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Stephan Schmidheiny «era ben consapevole della pericolosità dell’amianto» ma, «in nome della sola produttività commerciale e del profitto, decise di scaricare i costi umani e ambientali» connessi al suo utilizzo «sulle popolazioni e sui territori dei comuni che ospitavano gli stabilimenti» Eternit. È uno dei passaggi centrali della sentenza di condanna del miliardario svizzero a 4 anni di reclusione per omicidio colposo aggravato, pronunciata nel maggio 2019 dal Tribunale di Torino ma le cui motivazioni sono state depositate solo alcune settimane fa.

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24.09.20
Lavoro & dignità
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Il numero di stagisti è in costante aumento dal 2010: a livello svizzero il 10% degli impiegati tra i 15 e i 24 anni ha un contratto di stage. Dove sta il problema? L’aumento di questa tipologia di lavoratori a basso costo è il campanello d’allarme prima del suo definitivo consolidamento sul mercato del lavoro, fino a che non ne diventerà una parte strutturale e lavorare gratis (o quasi) sarà considerato normale. Per il Consiglio federale, interpellato in merito, si tratta di una problematica che riguarda i cantoni, quindi a loro la responsabilità di risolverla. L’Unione sindacale svizzera (Uss), preoccupata per l’effetto che questa mancanza di regole chiare sta avendo sul mercato del lavoro, oltre che sui giovani, ha quindi deciso di alzare la pressione e lanciare un’ondata di mozioni nei cantoni, per spingerli a reagire o quantomeno a discuterne.

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23.09.20
Calcio sporco
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È un calcio malato. Un calcio corrotto dove a farla da padrone sono l'avidità e i milioni dei diritti tv. Soldi, tanti soldi, finiti nelle tasche di chi, da Zurigo, governava il lucroso business del pallone. È questo il quadro che emerge dal processo in corso al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona nell'ambito dell'inchiesta più importante del cosiddetto Fifagate, l'affare di corruzione legato alla Federazione internazionale di calcio. Un processo che area ha potuto seguire in questi giorni e che non solo racconta il disgustoso dietro le quinte di questo sport. Ad emergere sono anche le difficoltà del Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) nel condurre un'inchiesta macchiata dagli incontri non protocollati con la Fifa – che hanno portato alle dimissioni del Procuratore generale Michael Lauber – e che ha dovuto, all'ultimo, rivoluzionare l'accusa a causa di un accordo stipulato tra la stessa Federazione e uno dei tre imputati, Nasser Al-Khelaifi. La partita in tribunale non è ancora conclusa. Ora, all’inizio del secondo tempo (oggi è in corso la requisitoria dell'Mpc; da domani parleranno le difese), ecco una breve cronaca di quanto abbiamo potuto osservare dai nostri spalti privilegiati.

 

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22.09.20
Diritti & Società
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Diritto alla disoccupazione negato, una politica familiare azzoppata e revoche illegali di permessi. «Quanto salito alla ribalta mediatica in questi giorni, non è storia recente. Sono anni che denunciamo una prassi sistematica di discriminazione istituzionalizzata nei confronti delle lavoratrici e lavoratori stranieri e delle loro famiglie» ha chiarito Chiara Landi del sindacato Unia oggi al presidio davanti al Palazzo dei congressi, dove si tiene la seduta del Gran Consiglio ticinese. Un presidio organizzato da un comitato unitario composto da vari gruppi politici e sindacali indetto «per il ripristino della legalità in contemporanea alla riunione dell'ufficio Presidenziale del Gran Consiglio che deciderà sull'attivazione dell'alta vigilanza sul Consiglio di Stato».

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21.09.20
Lavoro & società
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La pandemia ha portato con sé un importante calo occupazionale un po’ovunque, in Svizzera il cantone più colpito è il Ticino, dove preoccupa lo scarto di genere: quasi nullo l’effetto per gli uomini, mentre si registra quasi il 6% in meno per le donne. Per il sindacato non è una sorpresa: «Le lavoratrici sono spesso le meno tutelate e quindi le prime ad essere espulse dal mercato del lavoro».

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14.09.20
Lavoro & dignità
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La legge sul salario minimo, frutto della volontà popolare col voto favorevole cinque anni fa all’iniziativa dei Verdi “Salviamo il lavoro in Ticino”, fu approvata lo scorso dicembre dal Gran Consiglio. La Legge è stata poi impugnata al Tribunale federale da due ricorsi inoltrati da altrettanti avvocati in rappresentanza di undici ditte, come aveva riferito il quotidiano LaRegione ad aprile. Essendo la misura d’interesse pubblico toccando migliaia di lavoratori attivi in Ticino, area pubblica la lista delle imprese che, legittimati dal diritto, hanno deciso di ricorrere al Tf rappresentate dagli avvocati Gianluca Padlina e Costantino Delogu. Una lista che non desta particolari sorprese negli ambienti sindacali, poiché diverse sono “vecchie conoscenze” del sindacato Unia. Tranne una, sono tutte affiliate all’Associazione industrie ticinesi (Aiti). Benché la piaga dei bassi stipendi sia ormai diventata una pratica diffusa in molti rami professionali, soprattutto nel terziario, ad opporsi è stata una parte del padronato industriale ticinese. Vediamo chi sono.




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10.09.20
Lavoro & dignità
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"Quello che ho visto sotto questa montagna mi ha fatto schifo. Ho imparato cosa significa lavorare in un cantiere dove vigeva un’omertà mafiosa e le più basilari norme di sicurezza sono state calpestate», spiega Pascal Annen, esperto elettricista attivo nei cantieri Alptransit di Faido e in seguito al Ceneri. Due cantieri, stesso committente, ma due mondi diversi. Nella tratta finale di Alptransit, si lamentano incidenti, lacune nella sicurezza, turni infernali, soprusi, minacce e quei sospetti, mai del tutto levati, d’infiltrazioni criminali. È in questo contesto che, il 21 settembre del 2010, ci scappa il morto. Pietro Mirabelli, operaio d’origine calabrese, minatore figlio di minatore, lancista esperto assunto qualche mese prima, viene travolto da 400 chili di roccia staccatasi da un’altezza di 8 metri.

Altri problemi seguiranno con nella fase del materiale ferroviario, coraggiosamente denunciate da lavoratori, appoggiati da Unia, che hanno portato all’apertura di un’inchiesta penale ancora in corso.

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10.09.20
Cultura
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Siamo negli anni Sessanta, un’epoca in cui la classe operaia è forte in tutta Europa e l’Italia, paese dove è particolarmente combattiva, si avvia a diventare una delle potenze industriali su scala mondiale. Renato Prunetti è un giovane metalmeccanico livornese appassionato del proprio lavoro. In breve tempo diventa un saldatore provetto e un operaio trasfertista capace di riparare gli impianti industriali di mezza Italia. Si tratta di un lavoro sfiancante, pericoloso, che costringe l’operaio metalmeccanico a una vita raminga su e giù dai treni sempre in ritardo della Penisola. Renato incontra così i luoghi più tossici del paese come Piombino, Busalla, Taranto. Utilizza anche protezioni in fibra d’amianto per non rischiare di saltare in area saldando tubi e altre componenti metalliche a ridosso di cisterne piene di combustibile. Per lungo tempo lavora anche a Casale Monferrato, uno dei luoghi simbolo delle tragedie industriali del Novecento. Questa è in sintesi la biografia professionale di Renato raccontata magistralmente dal figlio Alberto in Amianto, il primo volume di una trilogia working class capace di far riflettere sui destini della classe lavoratrice di ieri e di oggi.  

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10.09.20
La vignetta
© Vauro

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