L'editoriale
La confusione non si placa

di

Gli indicatori sullo stato della pandemia in Svizzera non consentirebbero alcun allentamento delle misure contro il coronavirus, ma lunedì 19 aprile bar, caffetterie e ristoranti potranno riaprire ai clienti le loro terrazze. La decisione, presa mercoledì dal Consiglio federale unitamente ad altri allentamenti per manifestazioni e attività sportive, rappresenta sicuramente una boccata d’ossigeno per tutti dopo 120 giorni di chiusura forzata e, oggettivamente, appare sensata. Ma è un atto che genererà anche rabbia e confusione e che ancora una volta dà la misura dell’approssimazione con cui Berna (e anche i Cantoni) hanno gestito e stanno gestendo la situazione.

Leggi l'articolo

Pubblicato il

15.04.21

L'ultima edizione

15 Aprile 2021

Ultime rubriche

Diritti sindacali
Una sentenza ginevrina potrebbe scoraggiare le denunce fatte per imbavagliare l'azione dei sindacati

di

Una sentenza della Corte dei reclami penali di Ginevra potrebbe costituire un precedente in Svizzera per i diritti sindacali. Il Tribunale ha infatti respinto l'appello di un'azienda che si batteva contro il non luogo a procedere decretato dalla procura pubblica in seguito ad una denuncia contro un segretario di Unia. Secondo Olivier Peter, avvocato del sindacalista, questa decisione potrebbe porre fine all’apertura di procedimenti penali che mirano solo ad imbavagliare e ritardare l’azione sindacale.

Leggi l'articolo

Pubblicato il 

20.04.21
Il nuovo contratto dei metalmeccanici tedeschi presenta delle novità per tempi difficili come quelli attuali

di

Il passaggio alla produzione di auto elettriche e la pandemia, una tempesta perfetta per il futuro occupazionale del ramo. È in questo contesto che il sindacato tedesco Ig Metall si è confrontato col padronato nel rinnovo contrattuale dei metalmeccanici. Alla fine, dopo una serie di scioperi d'avvertimento a cui hanno partecipato quasi un milione di operai, l'accordo è stato trovato. Aumenti salariali che saranno versati o convertiti in riduzione del tempo di lavoro a parità di stipendio.

Leggi l'articolo

Pubblicato il 

15.04.21
Africa

di

La Tanzania era l’unico paese al mondo ad aver sconfitto ufficialmente il Covid con la medicina tradizionale, la preghiera e il digiuno... Fino all’arrivo in massa dei turisti, soprattutto a Zanzibar. Eppure fuori dai sentieri battuti non c’è anima viva, a scapito degli abitanti per cui il turismo è una fonte di reddito importante. Viaggio da Bagamoyo alle falde del Kilimangiaro, con le sue piantagioni di fiori e caffè, sulle tracce dei coloni tedeschi.

Pubblicato il

15.04.21
Lavoro & Giustizia

di

«Egregio Signor Schultze, si assicuri che le leggi svizzere siano rispettate. Ogni ora di lavoro deve essere registrata e pagata. Il lavoro gratuito, che i fattorini hanno svolto in passato, deve essere rimborsato». Destinatario della richiesta è Tilmann Schultze, Ceo dell’azienda di consegne Dpd. I mittenti della lettera aperta invece sono un centinaio di personalità elvetiche attive in vari ambiti, che sostengono i diritti dei lavoratori, calpestati quotidianamente in azienda come denunciato pubblicamente dal sindacato Unia.

Pubblicato il

15.04.21
Altri sguardi

di

Nel novembre 2019, un gruppo di minatori di Bulqiza ha formato un nuovo sindacato (Smbb) che promette di aumentare il livello di rappresentanza dei lavoratori nell'industria mineraria, uno dei settori dell'economia albanese con più vittime. Il suo responsabile ha deciso di presentarsi come candidato indipendente alle prossime elezioni politiche del 25 aprile.

Pubblicato il

12.04.21
Altri sguardi

di

A 34 anni, Múte Inequnaaluk Bourup Egede sarà il primo ministro più giovane del mondo. Toccherà a lui, dirigente del partito Inuit Ataqatigiit, il compito di trovare una maggioranza per formare il governo della Groenlandia. In questo territorio grande quattro volte la Francia e abitato da 56.000 abitanti l’economia si è sempre fondata sulla pesca e sui sussidi stanziati dalla Danimarca che da 300 anni controlla l’isola. La Groenlandia è però una terra ambita da interessi pubblici e privati internazionali che cercano di accaparrarsi le materie prime nascoste sotto i ghiacci. Una corsa allo sfruttamento che ha di fatto sancito l’ascesa al potere del partito ecologista inuit.

Pubblicato il

09.04.21
Dignità & Lavoro

di

Proteste, scioperi, appelli ai consumatori: dai lavoratori di Amazon ai ciclo fattorini, dagli Stati Uniti all’Italia, un po’ in tutto il mondo le lavoratrici e i lavoratori della gig economi si stanno mobilitando contro lo sfruttamento di cui sono vittime. A margine di un incontro della Supsi sul tema abbiamo discusso di questi aspetti con Nicolas Pons-Vignon, professore che alla stessa Supsi cura il corso “Trasformazione del lavoro e innovazione sociale”. Con lui abbiamo cercato di approfondire come si è sviluppato questo nuovo modello economico e quale è l’impatto che il mondo delle piattaforme ha sul mondo del lavoro. L’occasione è ghiotta anche per riflettere sui metodi di resistenza e su quale sia il ruolo del movimento sindacale in quella che, di fatto, è l’ultima frontiera della classe operaia.

Pubblicato il

08.04.21
Giustizia

di

L’inchiesta penale per la morte per esposizione all’amianto di alcuni ex operai delle Officine Ffs di Bellinzona sta per essere archiviata con un decreto d’abbandono. La notizia, confermataci dal Ministero pubblico ticinese, non può che lasciare l’amaro in bocca tra i familiari delle vittime, che ancora una volta si vedono sbarrare la strada della Giustizia. Ma c’è anche uno sviluppo positivo da registrare: nell’ambito di una causa civile di risarcimento contro le Ffs avanzata dai familiari di Bruno Bertini, morto di mesotelioma pleurico dopo 30 anni di esposizione alla polvere Killer durante la sua attività di riparatore e verificatore di treni, alcuni testimoni diretti di quella tragedia avranno, per la prima volta, la possibilità di testimoniare davanti a un giudice.

Pubblicato il

01.04.21
Finanza vs Società

di

Greensill e Archegos, due fallimenti pesanti nel mondo finanziario che attestano quanto il sistema sia ancora malato di profitto speculativo generato sul nulla. A farne le spese, questa volta è Credit Suisse. Ad infiammare ulteriorermente la discussione, un tweet di un gestore patrimoniale svizzero sulle differenze tra i compensi dei manager bancari e gli utili realizzati dagli istituti da loro guidati, giudicati una «casta di manager egoisti e intoccabili» perché protetti anche dal sistema politico elvetico. Ne parliamo con Sergio Rossi, professore di macroeconomia e di economia monetaria all’Università di Friburgo.

Pubblicato il

01.04.21
Dignità & Lavoro

di

È iniziato il conteggio dei voti in Alabama per vedere se gli operai di Amazon dello stabilimento di Bessemer potranno fondare un sindacato. Come vuole la legge americana, se la maggioranza dei votanti – sui circa 6.000 dipendenti – voterà a favore, quello in Alabama sarà il primo stabilimento di Amazon negli Stati Uniti ad avere un sindacato che difenda i dipendenti. La votazione si è svolta in un clima molto teso dove il gigante dell’e-commerce non ha lesinato ad utilizzare diverse pratiche scorrette per tentare di convincere i dipendenti a votare no al sindacato. Se passasse il sì sarebbe una delle più grandi spinte sindacali nella storia recente degli Stati Uniti: un segnale forte lanciato alla creatura di Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo che con la pandemia ha visto moltiplicarsi il proprio patrimonio. Di questo a altro ne abbiamo parlato con Christy Hoffman, segretaria generale di Uni Gobal Union (Ugi), la federazione internazionale con sede in Svizzera che unisce i sindacati del settore dei servizi e rappresenta oltre 20 milioni di lavoratrici e lavoratori. Ecco l’intervista.

Pubblicato il

30.03.21

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

 

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l'uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d'indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una


Manifestazione di protesta

ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!

martedì 15 aprile alle 17.30

a Bellinzona -Piazzale della Posta-


 

Pubblicato il 

10.04.14
La vignetta
© Vauro

Abbonarsi alla versione
cartacea di area costa
solo 60 franchi!