L'editoriale
Il giornalismo è servizio pubblico

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Con la prima edizione di questo 2022 appena iniziato, area entra nel suo 25esimo anno di pubblicazione: quasi un miracolo editoriale nel panorama della stampa sindacale e di sinistra in lingua italiana in Svizzera. Compatibilmente con i mezzi limitati a disposizione, abbiamo sempre cercato e cercheremo sempre di realizzare un prodotto giornalistico rigoroso e di qualità, che racconti il mondo del lavoro e la società in tutte le loro sfaccettature e in modo che altri non fanno, dando innanzitutto voce alle persone che non ne hanno o a cui di solito viene tolta. Se questo è stato possibile sin qui lo dobbiamo certamente alla fedeltà di voi lettrici e lettori e al nostro editore, il sindacato Unia che da sempre crede e investe importanti risorse in un’informazione libera e indipendente. Ma anche ai cosiddetti “aiuti indiretti ai media” (sotto forma di riduzione delle tariffe postali di spedizione) di cui beneficiamo e di cui continueremo ad avere bisogno nei prossimi anni, a maggior ragione in un contesto, caratterizzato da un continuo aumento dei costi di produzione e di distribuzione e dalla contrazione delle entrate pubblicitarie, in cui è sempre più complicato far quadrare i conti.

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20.01.22

L'ultima edizione

20 Gennaio 2022

Ultime rubriche

Lavoro&Giustizia
Presidio delle forze politiche di sinistra davanti ai cancelli della Dpd di Giubiasco

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La politica scende in campo a sostegno dei quattro corrieri Dpd licenziati per aver chiesto migliori condizioni di lavoro. Rappresentanti del Partito operaio popolare, Partito comunista, ForumAlternativo, Partito Socialista e della Gioventù socialista hanno organizzato oggi pomeriggio un presidio davanti al deposito Dpd di Giubiasco, dove lavoravano i quattro corrieri licenziati l’ultimo giorno del 2021.

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20.01.22
La sentenza
Il Tribunale del lavoro di Bologna dà ragione alle operaie che operano per Ynap Yoox

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Il Tribunale del Lavoro di Bologna ha dato ragione alle lavoratrici di Lis Group, che opera nei magazzini del leader del commercio online Ynap Yoox, ritenendo che il lavoro con doppio turno discrimina le mamme operaie. La sentenza rappresenta una grande vittoria per queste donne dopo una lunga battaglia portata avanti con il sindacto di base Si Cobas.

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20.01.22
Italia

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Di cosa parla la politica italiana? Di Silvio Berlusconi presidente della Repubblica. No, non siamo a “Scherzi a parte”, il noto show di Canale 5, anche se il contesto del risorgimento del caimano rafforzerebbe l’ipotesi dello scherzo.

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20.01.22
Il libro

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Un libro sul 2020, l’anno dello scoppio della pandemia, ma non un libro sulla pandemia. Questo è l’ultimo sforzo editoriale, il settimo della carriera, del fotografo e fotoreporter, ginevrino trapiantato a Lugano, Didier Ruef. 2020 è una sorta di diario dell’anno in immagini, un’opera di 366 scatti rigorosamente in bianco e nero, realizzata con un unico apparecchio e che si è sviluppata di giorno in giorno, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Ce la racconta lo stesso Didier Ruef.

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20.01.22
Lavoro & dignità

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Sui tetti per difendere il lavoro a condizioni dignitose. E il diritto costituzionale della libertà di affiliazione sindacale. È il gesto simbolico forte  a cui sono ricorsi operai e sindacalisti questa mattina, arrampicandosi sul tetto del deposito Dpd in Ticino a Giubiasc, posando lo striscione “Reintegro subito!”. Una protesta contro i licenziamenti selettivi di quattro corrieri, colpevoli di essere membri attivi del sindacato Unia e per aver "osato" chiedere condizioni di lavoro dignitose.

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13.01.22
Diritti violati

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DPD deve smetterla di violare i diritti sindacali del personale e di punire chi li esercita. È la richiesta contenuta in una petizione promossa dal sindacato Unia all'indomani di un ennesimo atto ostile da parte dell'azienda specializzata nella spedizione di pacchi, che con un meschino stratagemma si è sbarazzata di quattro lavoratori impegnati nel sindacato. Lavoratori che vanno immediatamente reintegrati, recita il titolo della petizione lanciata oggi e che può essere firmata online (cliccare qui).

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11.01.22
Lavoro & Giustizia

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Oggi non ordinate cibo da Divoora. Per un duplice motivo. Il vostro cibo, semmai dovesse arrivare, lo farà con estremo ritardo. Un ritardo dovuto al secondo motivo, decisamente più nobile: non ordinando a Divoora esprimerete la vostra solidarietà ai loro dipendenti, oggi in agitazione sindacale. Le motivazioni dell’agitazione le hanno espresse a viva voce le corriere e i corrieri di Divoora in una conferenza stampa in Piazza Riforma di Lugano. «Siamo persone con famiglie, onesti e svolgiamo il nostro lavoro con dignità. Siamo arrivati a Natale, affranti e frustrati, con salari miseri. Pretendiamo dall’azienda che ci paghi tutte le ore per cui siamo a disposizione e un contratto dignitoso e legale» ha riassunto un corriere in Piazza Riforma a Lugano.

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23.12.21
I sans papier in Svizzera

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Il 25 aprile 2001, con l'occupazione di una chiesa a Losanna, i sans papiers sono entrati per la prima volta nell’agenda politica elvetica. La solidarietà in questi 20 anni nei loro confronti non è mancata. Ma la loro condizione di fondo non è cambiata: sono molto richiesti come forza lavoro ma non hanno il pieno diritto di esistere all’interno della società svizzera. Ma in alcune città svizzere nascono progetti interessanti.

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21.12.21
Lavoro e salute

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Molti sono oramai i Paesi che stanno passando a un orario lavorativo settimanale più breve, con benefici su vari fronti. Anche in Svizzera qualcosa si muove, ma per uno dei Paesi con la media oraria più alta d’Europa il cambio di mentalità sarà tutt’altro che facile. Ne abbiamo discusso con Eleonora Fontana, psicologa e psicoterapeuta del Laboratorio di psicopatologia del lavoro di Lugano.

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15.12.21
Lugano

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La parola fine non è ancora stata scritta. La chiusura delle indagini sulla demolizione dello stabile del centro sociale autogestito luganese il Molino nella notte di maggio, può considerarsi la fine di un capitolo, ma non dell’intera questione. Almeno un paio d’incognite restano tuttora aperte. La prima, la vertenza giuridica avrà molto probabilmente un seguito con l'inoltro dei ricorsi alle varie istanze. Non convince chi ha subito la demolizione né una parte significativa dell'opinione pubblica. area ha sottoposto alcune criticità dell'inchiesta al Procuratore generale nell'intervista che segue.

In secondo luogo, la questione dell'autogestione tornerà, presto o tardi a manifestarsi nel luganese. E l'autorità politica sarà costretta a confrontarvisi nuovamente.





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15.12.21

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

 

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l'uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d'indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una


Manifestazione di protesta

ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!

martedì 15 aprile alle 17.30

a Bellinzona -Piazzale della Posta-


 

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10.04.14
La vignetta

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