L'editoriale
Il problema è il potere d’acquisto e non gli orari dei negozi

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Mentre i salari sono stagnanti da anni, le lavoratrici e i lavoratori devono sborsare sempre di più per fare la spesa al supermercato, per bere un caffè al bar, per mangiare una pizza, per fare un viaggio, per pagare luce, acqua ed elettricità e, se non si hanno alternative al mezzo privato, persino per andare a lavorare. E a questo inesorabile rincaro di beni e servizi (che si stima produca un degrado della situazione finanziaria del 20-30% della popolazione), si aggiunge l’assicurazione malattie, i cui premi nel 2023 raggiungeranno livelli mai visti con costi mensili per una famiglia che supereranno per la prima volta i 1.000 franchi. Risultato: nelle tasche dei salariati ci sono sempre meno soldi per vivere. Di fronte a questa situazione e per evitare che decine di migliaia di persone finiscano in povertà s’impongono adeguate misure di carattere sociale e soprattutto, come da mesi chiede il movimento sindacale, aumenti generali delle remunerazioni. Servono insomma salari corretti: una piena compensazione del rincaro a salvaguardia del potere d’acquisto e aumenti salariali reali. Molte intese sin qui sottoscritte da sindacati e datori di lavoro nell’ambito delle trattative salariali di questi mesi vanno nella giusta direzione, ma la situazione non è dappertutto soddisfacente.

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17.11.22

L'ultima edizione

18 Novembre 2022

Ultime rubriche

Lavoro
150 franchi d'aumento e nessuna settimana da 58 ore. La mobilitazione operaia ha influito sul risultato finale.

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La Convenzione nazionale mantello (Cnm) dell’edilizia principale che determina i rapporti di lavoro di novantamila lavoratori è garantita per i prossimi quattro anni. L’accordo tra sindacati e delegazione padronale è stato raggiunto nella notte di ieri, «dopo intense discussioni» precisano fonti sindacali. Nel concreto, pare certo che le mobilitazioni degli edili nelle varie regioni del Paese, abbiano influito sull’esito delle trattativeNon ci saranno settimane da 58 ore lavorative, come auspicato dalla Società Svizzera degli impresari costruttori. La flessibilità resterà sostanzialmente invariata al sistema già in vigore. Scongiurato pure il pericolo di vuoto contrattuale. Infine, vi saranno 150 franchi d'aumento per tutti.

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29.11.22
Italia
La frana di Ischia è la metafora di un paese in cui continua a imperversare l'abusivismo speculativo. E a pagare il prezzo più alto sono i poveri

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La frana di Ischia, una delle isole più belle e meta di quel turismo che insieme all’edilizia ha contribuito a salvare le penne all’Italia, è l’ennesima metafora di un paese sommerso dal fango dell’abusivismo, umiliato da una economia predatoria di lavoro e territorio con la subalternità della politica.

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28.11.22
Economia

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Se c’è aumento generalizzato dei prezzi (inflazione) il potere d’acquisto diminuisce. Puoi ottenere meno di quanto ottenevi ieri. Per ricuperare il potere d’acquisto bisogna aumentare i salari. Se aumenti i salari aumenti il costo del lavoro e quindi aumenti i prezzi dei prodotti. E allora si commenta, da una parte, quella neoliberista, politica e imprenditoriale, scateni una spirale (pressi/salari)che non giova a nessuno,ammazza l’economia.

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29.11.22
Assicurazioni sociali

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Dopo i Bitcoin e gli accordi con El Salvador, la guerra in Ucraina, il rincaro dei prezzi al consumo, dei costi energetici e la batosta delle casse malati, ecco un’altra notizia poco “rassicurante”: secondo un recente monitoraggio, in Svizzera un anziano su cinque è povero o a rischio di povertà. Di fatto, 300mila anziani vivono sulla soglia di povertà, mentre altri 46mila si trovano in una situazione che Pro Senectute definisce «senza speranza».

 

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25.11.22
Violenza sulle donne

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Una donna picchiata, una donna uccisa, una donna violentata. Basta. A partire da oggi, venerdì 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e fino al 10 dicembre anche il canton Ticino, il sindacato Unia, Amnesty International e altre associazioni aderiscono alla campagna delle Nazioni unite con una serie di attività per generare una presa di coscienza su un problema di genere che, continuando a divampare, rimane irrisolto. 

E se un giorno non basta, saranno ben “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” quelle che si terranno in Ticino, sull’onda della campagna mondiale, nota anche come “Orange the world”. L’arancione – colore che simboleggia un futuro ottimista, libero da questo tipo di violenza –  vuol essere non un filo conduttore, ma luminoso, che lega le tante iniziative promosse in tutto il mondo. 

 

 

 

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25.11.22
Lavoro e sicurezza

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Una pausa pranzo da dedicare alla sicurezza sui cantieri. Diversi operai e sindacalisti hanno partecipato oggi, venerdì 25 novembre 2022, al Presidio di protesta organizzato dal sindacato Unia dopo il recente tragico incidente sul lavoro. Chiesti a gran voce più controlli, più prevenzione e basi legali migliori per tutelare gli operai, in un contesto di ritmi di lavoro sempre più serrati e di una corsa ai prezzi sempre più al ribasso.

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25.11.22
Sabato 26 novembre

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Aumenti dei salari e delle indennità, più vacanze, pieno riconoscimento del tempo di lavoro e contributi in favore della custodia dei figli. Sono le misure più urgenti e da adottare immediatamente a tutela delle condizioni d’impiego e della salute del personale sanitario, che sabato 26 novembre scenderà in Piazza federale a Berna (cliccare qui per maggiori informazioni ) per lanciare un (ennesimo) grido d’allarme di un settore confrontato con una cronica penuria di personale, che provoca esaurimento, stress, malattie e 300 abbandoni della professione al mese. Di qui anche la necessità di una rapida  attuazione dell’iniziativa “per cure infermieristiche forti”, approvata esattamente un anno fa dal 61 per cento del popolo svizzero.

 

Immagini e video della manifestazione

saranno diffusi sul canale Instagram di Unia a partire dalle 14:30

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24.11.22
Edilizia

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E se davvero si risolvesse tutto, calcisticamente parlando, in zona Cesarini? La prima delle due tornate di trattative straordinarie, i minuti di recupero, tra impresari costruttori e sindacati, che si è tenuta ieri, ha restituito segnali positivi. Ora sembra quantomeno che la società degli imprenditori edili sia davvero pronta a trattare in maniera seria. Sono serviti 15000 operai nelle piazze di tutte le regioni linguistiche della Svizzera per convincerli in parte a desistere rispetto al peggioramento delle condizioni di lavoro degli edili. Forse tra gli impresari costruttori sta prevalendo la linea di chi non vuole andare ai calci di rigore. L’accordo però non è dietro l’angolo. Ci sono state delle aperture, ma per i sindacati non sono ancora sufficienti.

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23.11.22
Colletti sporchi

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Enrico Crasso, ex dipendente di Credit Suisse e storico gestore dell’immenso patrimonio vaticano è sotto inchiesta in Svizzera. L'inchiesta, aperta nell'agosto 2020 a seguito di una denuncia della Segreteria di Stato del Vaticano, è condotta dal Ministero pubblico della Confederazione (Mpc). Le ipotesi di reato sono appropriazione indebita e amministrazione infedele.

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23.11.22
Vendita

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Il gruppo Migros concederà nelle cooperative regionali e le diverse unità aumenti differenziati variabili tra 2 e il 2,8%, di cui una parte sotto forma di buoni merce. I dipendenti perderanno così dall’1.3 allo 0.5% di potere d’acquisto rispetto all’inflazione indicata al 3.3% dall’Indice nazionale dei prezzi al consumo (Ipc) che, ricordiamo, non contempla nei suoi calcoli gli aumenti dei premi assicurazione malattia. Nel gruppo nazionale permangono le differenze regionali, con i salari minimi ticinesi inferiori di cento franchi alla maggioranza delle cooperative.

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22.11.22

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

 

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l'uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d'indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una


Manifestazione di protesta

ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!

martedì 15 aprile alle 17.30

a Bellinzona -Piazzale della Posta-


 

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10.04.14
La vignetta

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