L'editoriale
Nella lotta al crimine d’impresa l’Italia è comunque un esempio

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Per tutelare i diritti nel mondo del lavoro, in particolare quello alla salute, le buone leggi e le campagne di prevenzione non bastano. Se un operaio muore, si ferisce o si ammala gravemente svolgendo la sua attività professionale non è quasi mai una “fatalità” (come si abusa dire) e dunque, sempre, in ogni singolo caso, andrebbero accertate le responsabilità ed eventualmente sanzionati i colpevoli in modo proporzionale al danno arrecato. Nella realtà le cose non vanno quasi mai così: sulla criminalità d’impresa si indaga poco e quando lo si fa la macchina della giustizia spesso si inceppa a causa di una giurisprudenza e di leggi che tendenzialmente favoriscono l’impunità. È una piaga diffusa a livello internazionale e un problema che investe quasi tutte le democrazie. Ci sono però lodevoli eccezioni, come i processi che si stanno celebrando in Italia per i morti causati dall’amianto delle fabbriche di Eternit e che vedono come imputato eccellente il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny.

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23.06.21

L'ultima edizione

23 Giugno 2021

Ultime rubriche

Reportage
Viaggio in Brianza dove l’hedge found Quantum Capital Partners ha decretato la chiusura della Gianetti Ruote, storica impresa locale che dà lavoro a 152 persone

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Non è l’immagine classica della Brianza tutta industria e capannoni. Qui, a Ceriano Laghetto, nell’estremo occidente della provincia, a pochi passi da Saronno, la zona è più agricola che altro. Per questo lo stabilimento della Gianetti Ruote riveste un ruolo ancor più rilevante: è una fabbrica storica, fondata nel 1880, ancorata al tessuto sociale e che ha sempre dato lavoro agli abitanti di questi comuni a confine tra le provincie di Monza-Brianza, Como e Milano. Oggi, però, la Gianetti deve chiudere. Di punto in bianco. Lo ha deciso l’ultima proprietà, il fondo tedesco Quantum Capital Partners che, ad inizio luglio, ha informato le “152 posizione in esubero”. Una comunicazione data come va di moda in questa estate italiana segnata dalla fine del blocco dei licenziamenti: per via telematica; senza metterci la faccia. Noi di area ci siamo recati a Ceriano Laghetto, luogo simbolo del capitalismo senza volto che detta legge. Anche nella ricca e sovranista Brianza.

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29.07.21
Italia
Dopo lo sblocco dei licenziamenti, in Italia fioccano le chiusure “inaspettate” ordinate dai fondi esteri proprietari di fabbriche in salute

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La lettura della stampa italiana è un bollettino quotidiano di licenziamenti. O di “esuberi”, come si legge su alcune testate. Oltre ai trionfi della nazionale di Mancini, sotto l’ombrellone ci fa boccheggiare l’umiliazione del lavoro. Di quanto sta succedendo ne abbiamo parlato con il giornalista Angelo Mastrandrea, apprezzato collaboratore di area e che da tempo sta seguendo i vari fronti di crisi e le risposte dei lavoratori.

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20.07.21
Colletti sporchi

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Tre uomini sono comparsi questa settimana al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona. Sono accusati di aver commesso diversi reati contro il patrimonio di TransmashHolding (Tmh), principale produttore russo di locomotive e vagoni. Per il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) i tre accusati, tra cui un ex alto dirigente di Tmh, avrebbero sottratto 100 milioni di euro alla società. Poco mediatizzata, questa inchiesta scattata oltre dieci anni fa mette in luce le difficoltà della Procura federale nell’istruire le inchieste per gravi fatti di criminalità economica.

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22.07.21
Italia

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Nel palazzo che ospita il ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), in via XX Settembre a Roma, di fronte alla sala conferenze della Ragioneria generale, su una targa davanti a una porta si legge “Laboratorio McKinsey-Mef”. All'interno, ogni mattina un plotone di giovani economisti arruolati dalla multinazionale americana delle consulenze tra i migliori laureati delle università più prestigiose si siede alla scrivania e si mette ad analizzare dati, scrivere rapporti e sintetizzarli in formato powerpoint, con stile anglosassone e il tipico “metodo analitico” di McKinsey, tra i mugugni di funzionari e dipendenti ministeriali che si vedono sottrarre mansioni e ruolo.

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06.07.21
Lavoro & Giustizia

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Capitale, lavoro e la lotta di classe. La vulgata dominante vorrebbe confinarla agli albori della rivoluzione industriale, ma la verità oggettiva dei dati del ventunesimo secolo racconta quanto sia più viva che mai. «È in corso una lotta di classe, è vero, ma è la mia classe, la classe ricca, che sta facendo la guerra, e stiamo vincendo» confidò a un giornalista del New York Times una quindicina d’anni fa il magnate americano Warren Buffet, valutato oggi da Forbes il sesto uomo più ricco del mondo.

Ma non c’è bisogno di varcare l’oceano per constare l’attualità della lotta di classe. L’impresa della famiglia Blocher, Ems-Chemie (il cui patrono Christoph Blocher fu anche Consigliere federale), nell’anno della terribile pandemia, ha versato ai suoi azionisti 468 milioni, il doppio di quanto abbia retribuito l’insieme dei suoi dipendenti (213 milioni). Le figlie di Christoph, detenendo quasi il 71 per cento delle azioni, lo scorso anno in soli dividendi si sono intascate 331 milioni di franchi. Centoventi milioni in più dei salari di tutti i dipendenti.

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01.07.21

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Ci sono delle analogie fra quanto accaduto nella notte fra il 29 e il 30 maggio e la canzone “Addio Lugano bella”:  la lotta politica per i propri ideali che si sconta ancora a caro prezzo e il tentativo di silenziare le voci dissidenti. Oggi come allora: nel 2021 come nel 1895 quando gli anarchici furono arrestati ed espulsi dal territorio cantonale. A ricordarcelo la canzone popolare di lotta scritta da Pietro Gori.

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30.06.21
Fiscalità

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“È passato quasi inosservato: sapete che dieci giorni fa è stato deciso un nuovo taglio delle tasse per i più ricchi? Ueli Maurer e la destra in Parlamento vogliono abolire l'imposta di bollo e creare così nuovi privilegi per il settore finanziario. Per i lavoratori: neanche un centesimo!”. In questo recente comunicato, l’Unione sindacale svizzera (Uss) lancia il referendum contro un nuovo regalo fiscale per le multinazionali promosso in sordina in questi giorni dal parlamento federale.

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30.06.21
Amianto

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Si è aperto a Novara il 9 giugno scorso il nuovo processo per i morti dell’Eternit contro l’ex patron e miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, accusato di omicidio volontario. Un’accusa in relazione alla morte per mesotelioma (il tipico cancro da amianto che colpisce soprattutto la pleura e più raramente il peritoneo) di 392 persone, 62 lavoratori e 330 semplici cittadini, del Monferrato Casalese, vittime delle polveri di amianto disperse negli ambienti di lavoro e di vita dallo stabilimento di Casale Monferrato. Si tratta di una tappa cruciale della lunghissima ed estenuante rincorsa di una qualche forma di giustizia per le vittime. Il nostro reportage da Novara, con interviste e testimonianze.

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24.06.21
Processo Eternit

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Trentamila euro per ogni cittadino morto e ventimila in media per ogni operaio. Sono i risarcimenti che l’imputato del processo Eternit Stephan Schmidheiny offre ai parenti delle vittime dell'amianto perché si tolgano dai processi, perché cioè rinuncino a costituirsi parte civile. Bruno Pesce (Associazione delle vittime) spiega le origini di questa “offerta unilaterale”: una provocazione dell'imputato.

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24.06.21
Lavoro & Dignità

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Da sei mesi, il mestiere di falegname non è più tutelato da un Ccl nella Svizzera tedesca e italiana. Un vuoto contrattuale in uno dei settori maggiormente sottoposti alla pressione estera. In Ticino, il ramo occupa storicamente la prima posizione di notifiche di lavoratori distaccati. Oggi, si registrano i primi casi di bassi salari, in particolare tra le agenzie interinali

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23.06.21

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

 

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l'uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d'indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una


Manifestazione di protesta

ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!

martedì 15 aprile alle 17.30

a Bellinzona -Piazzale della Posta-


 

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10.04.14
La vignetta

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