L'editoriale
La tragedia Eternit e il bisogno di giustizia

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«Comunque vada a finire, con questo processo si scrive una pagina di storia, non solo per i cittadini di Casale Monferrato, ma per tutto il mondo». Non possiamo che condividere e rilanciare da queste colonne le parole pronunciate lunedì scorso a Novara dal Pubblico ministero Gianfranco Colace al processo Eternit che si sta celebrando davanti alla Corte di Assise e che vede imputato il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, con l’accusa di omicidio plurimo intenzionale in relazione alla morte di 392 persone uccise dalle polveri di amianto della sua fabbrica (cliccare qui per maggiori dettagli). Un processo difficile e dall’esito tutt’altro che scontato, ma che in ogni caso ha già dato un contributo fondamentale alla ricerca della verità su una tragedia di portata mondiale e nella quale Schmidheiny e la sua famiglia sono stati attori di primo piano a livello internazionale per oltre cent’anni. E che per decenni ha visto la Svizzera fungere da centrale di comando della potente industria mondiale del cemento-amianto e di tutte le nefandezze che emergono inequivocabili nei tribunali italiani, soprattutto grazie all’eccezionale indagine della Procura di Torino che portò nel 2009 all’apertura del primo maxi-processo per disastro ambientale e successivamente (dopo che nel 2014 la Cassazione annullò per intervenuta prescrizione la condanna di Schmidheiny a 18 anni) all’avvio di altri procedimenti per omicidio tuttora in corso.

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01.02.23

L'ultima edizione

19 Gennaio 2023

Ultime rubriche

Eternit
Nel processo di Novara parla l'Accusa: Una tragedia causata da Stephan Schmidheiny. Nel rapporto tra salute e lavoro ha prevalso il lavoro

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NOVARA - «È una strage dovuta all’amianto? In realtà è una strage dovuta all’uomo, che si sarebbe potuta evitare o perlomeno contenere. Una strage il cui responsabile è Stephan Schmidheiny». È con questa, tanto amara quanto chiara considerazione che il pubblico ministero Gianfranco Colace lunedì scorso ha introdotto la sua requisitoria nel processo Eternit bis in corso davanti alla Corte di Assise di Novara, dove il miliardario svizzero è imputato per l’omicidio plurimo aggravato di 392 persone.

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01.02.23

Dossier

Olocausto
Nella giornata della memoria riproponiamo un nostro articolo del 2013 dal campo di concentramento. La storia di allora e di oggi impone di ricordare il più grande cimitero dell'umanità

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Oggi è il 27 gennaio e, internazionalmente, si è voluto che questa data fosse dedicata a commemorare le vittime dell’Olocausto.
«So che cosa dice la gente del Giorno della memoria: “Che noia, basta con questi ebrei”. Tra qualche anno sulla Shoah ci sarà solo una riga sui libri di storia poi neanche più quella». Così Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, nei giorni scorsi è tornata con arguzia a pizzicare l’opinione pubblica. Noi, che nel marzo del 2013 eravamo saliti sul “treno delle memoria”, partito da Chiasso in direzione Auschwitz, per ripercorrere anche fisicamente il viaggio dei deportati, riproponiamo la nostra testimonianza.

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27.01.23
L'intervista

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red

Pressioni sul posto di lavoro, stress, necessità di conciliare vita professionale e familiare e oltretutto percependo salari bassi. Questa è la situazione che vivono molte donne in Svizzera. La presidente nazionale di Unia Vania Alleva illustra le rivendicazioni del più grande sindacato del paese in vista dello sciopero delle donne del 14 giugno 2023

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25.01.23
Lavoro

di

Luca Bondini. A tanti lettori il suo nome non dirà nulla, a molti altri certamente sì. Negli ultimi quattro decenni, Bondini ha consumato innumerevoli suole anti-infortunistiche nei cantieri del Luganese, parlando con centinaia e centinaia di operai, intervenendo sempre quando necessario a loro favore. Bondini incarna il sindacalista di base, la struttura portante su cui poggia tutta l'organizzazione collettiva dei lavoratori. 

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19.01.23
Svizzera-italia

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La disdetta dell’accordo amichevole sul telelavoro per i frontalieri da parte dell’Italia, arrivata non molte settimane prima rispetto alla sua scadenza del 31 gennaio 2023, preoccupa il mondo del lavoro e le imprese. Intervista al responsabile frontalieri della Cgil Giuseppe Augurusa.

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20.01.23
Colletti sporchi

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Nel 2021, il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) ha chiuso con un nulla di fatto il filone svizzero dell’affare Magnitsky, dal nome dell’avvocato russo morto in carcere dopo avere scoperto una maxi frode da 230 milioni di dollari. Di recente, il Tribunale penale federale (Tpf) ha dato il via libera alla restituzione di buona parte del denaro sequestrato a tre cittadini russi che hanno partecipato alla truffa. Una decisione che giunge in un contesto di forte tensione con Mosca e che alimenta i dubbi sull’operato della giustizia svizzera in questa vicenda degna di un romanzo di spionaggio.

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19.01.23
L'intervista

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Andrea Crisanti, noto microbiologo italiano, per molti anni residente all’estero, è stato eletto a settembre in Senato nella ripartizione Europa della Circoscrizione estero. A dicembre lo abbiamo incontrato a Zurigo, durante un tour europeo che lo ha portato a incontrare le rappresentanze diplomatiche e le comunità italiane di diversi paesi, e in questi giorni lo abbiamo raggiunto di nuovo telefonicamente per un’intervista.

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20.01.23
Politica degli alloggi

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Stasera non dormo a casa. Già, e chi se la immagina una notte in mezzo alla strada in Svizzera? Eppure, il recente e primo studio nazionale ha accertato che il fenomeno dei senzatetto esiste anche nel nostro paese. Lo dicono i numeri lo dice la scienza: le persone senza una casa sono una presenza (nascosta) anche qui. «Un problema di povertà estrema che può essere prevenuto e combattuto anche attraverso servizi abitativi a bassa soglia» ci dice Jörg Dittman, responsabile del team di ricerca. Intanto, in queste settimane a Ginevra è stata attivata una hotline per chi cerca un alloggio d’urgenza. La sensazione è che in Svizzera la questione venga alla ribalta solo con il freddo per poi tornare a essere invisibile… C’è chi spera che la ricerca possa ora lanciare il dibattito politico.

 

 

 

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10.01.23
Diritti e lavoro

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La tradizionale conferenza stampa di inizio anno dell’Unione sindacale svizzera (Uss) mette sul tavolo le principali rivendicazioni per il 2023. Dopo l’inflazione record che ha segnato il 2022 e le insufficienti compensazioni salariali, per i sindacati è il momento di chiedere nuovi aumenti degli stipendi che compensino realmente l’aumento dei costi della vita. Chieste anche misure per contenere i costi dei premi dell’assicurazione malattia e per ridurre l’orario di lavoro. Il 2023, inoltre, sarà un anno di lotta: il 14 giugno è infatti previsto un nuovo sciopero delle donne.

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09.01.23
Spazi alternativi

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Buone feste. «La notte tra domenica 25 e lunedì 26 dicembre abbiamo liberato, occupandolo temporaneamente, lo stabile in disuso dell’ex Caritas a Molino Nuovo lasciato deperire, come tanti altri, da vari anni. Oltre 300 persone sono passate, condividendo una ventata di libertà e ribadendo l’imperante bisogno di spazi d’autogestione e di libertà al di fuori del controllo statale». Il Centro sociale il Molino torna in strada a Lugano e riaccende i riflettori sul tema dell'autogestione.

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27.12.22

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

 

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l'uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d'indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una


Manifestazione di protesta

ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!

martedì 15 aprile alle 17.30

a Bellinzona -Piazzale della Posta-


 

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10.04.14
La vignetta

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