L'editoriale
Prendiamoci cura di chi ci cura

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Mentre sul fronte della lotta alla pandemia si assiste a un’evoluzione positiva circa l’incidenza del virus, i ricoveri e i decessi e gli sforzi sono ora concentrati per migliorare un tasso di vaccinazione ancora insufficiente per evitare una ripresa delle infezioni con l’arrivo della stagione fredda, la situazione è sempre più preoccupante sul fronte del servizio sanitario, confrontato con una crescente penuria di personale e con condizioni di lavoro insostenibili. È un problema che esiste (e viene denunciato) da anni e che la pandemia ha ulteriormente aggravato e reso ancora più evidente. Evidente come l’urgenza d’intervenire con misure adeguate, perché in gioco c’è la qualità delle cure in Svizzera.

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07.10.21

L'ultima edizione

8 Ottobre 2021

Ultime rubriche

Colletti sporchi
Ha riciclato sulla piazza elvetica i milioni di un’organizzazione criminale colombiana. Condannati anche due banchieri attivi in Svizzera.

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Un pensionato di 74 anni residente nel cantone di Vaud è stato condannato mercoledì 13 ottobre 2021 dal Tribunale penale federale (Tpf) ad una pena detentiva per aver riciclato i fondi di un'organizzazione criminale colombiana. Due intermediari finanziari accusati insieme a lui sono stati anch’essi condannati ad una pena detentiva sospesa. Inaspettata, la decisione dei giudici è accolta con soddisfazione da parte del Ministero pubblico della Confederazione (Mpc). Ma la partita non è ancora finita.

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14.10.21
Pochi udenti la conoscono ed è poco diffusa. Ciò preclude molti ambiti, anche vitali, a chi ha una disabilità uditiva. Renderla ufficiale aiuterebbe

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In Svizzera vivono circa 10.000 persone sorde dalla nascita o gra-vemente audiolese, mentre quasi un milione di persone convive con una disabilità uditiva. Quasi tutte le persone sorde utilizzano una lingua dei segni per comunicare (in Svizzera ce ne sono tre), ma queste non sono riconosciute come lingue ufficiali, con conseguenze negative nella vita di tutti i giorni.

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11.10.21
Potere&politica

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Il consigliere di Stato Norman Gobbi pagava gli aperitivi elettorali coi soldi dei contribuenti? A qualche anno di distanza, area può dare la risposta a un quesito che ha occupato non poco Gran Consiglio e opinione pubblica via social, dove fiorivano insinuazioni maliziose tipo quella iniziale. Sia benedetta la legge Trasparenza che ha forato il muro di gomma eretto dal Governo. Grazie ai documenti infine consegnati, possiamo darvi una risposta, con l’avvertenza che quest'ultima è rimasta opaca in assenza dei giustificativi.


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07.10.21

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Cloud computing, letteralmente “nuvola informatica”. È il termine con cui ci si riferisce alla tecnologia che permette di elaborare e archiviare dati in rete. Dati che non vengono memorizzati e resi disponibili localmente su computer o dischi rigidi, ma trasferiti via Internet su un server remoto. L’amministrazione federale ha scelto di affidare a cinque multinazionali estere la futura gestione cloud dei propri dati. Una scelta criticata e rischiosa la quale mostra il ritardo della Svizzera su un tema sempre più fondamentale quanto poco dibattuto: quello della sovranità digitale e del ruolo dello Stato nella gestione numerica dei dati.

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04.10.21
Lavoro e sfruttamento

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Nella primavera del 2020, milioni di lavoratori nell’industria dell’abbigliamento in Asia sono precipitati in un circolo vizioso di povertà e debiti. È una delle conseguenze meno raccontate della pandemia di Covid-19. Infatti durante i confinamenti ovunque in Europa sono crollate le vendite: ma gli abiti venduti qui sono prodotti per lo più in Asia, dunque è là che le fabbriche si sono fermate. Una rete di sindacati di sei paesi asiatici ha cercato di documentare l’impatto di questa “recessione da Covid-19”

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01.10.21
Covid e lavoro

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L’estensione del Certificato Covid al mondo del lavoro, decisa dal Consiglio federale, è entrata in vigore il 13 settembre, ma la decisione se applicare o meno questa misura è stata lasciata ai singoli datori di lavoro, creando qualche incertezza e preoccupazione, vista la mancanza di chiarezza e di regole univoche. Secondo il Decreto del Consiglio federale, il datore di lavoro è autorizzato a richiedere un certificato ai propri dipendenti nel quadro del piano di protezione aziendale e se lo fa è tenuto a sostenere i costi per i test che i lavoratori devono eseguire in questo ambito. Qual è la situazione a quasi due settimane dall’entrata in vigore di questa norma?

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27.09.21
Lavoro & Dignità

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L'associazione TiSin, guidata da Nando Ceruso e dai leghisti Boris Bignasca e Sabrina Aldi, aveva già provato a farsi riconoscere come sindacato. Nel mese di febbraio aveva inoltrato a sette commissioni paritetiche cantonali la domanda di adesione alle comunità contrattuali dei rispettivi Ccl e, di conseguenza, la richiesta d’incassare i contributi paritetici prelevati dagli stipendi dei lavoratori iscritti alla loro associazione. Ma i numeri paiono far difetto. Di molto.


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23.09.21
Lavoro & Giustizia

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«Ci dicono che abbiamo vinto il ricorso per condotta antisindacale. Vedremo le conseguenze pratiche». Reagisce così il collettivo dei lavoratori della Gkn alla notizia odierna che il Tribunale del lavoro di Firenze ha accolto il ricorso della Fiom e dei sindacati, revocando i 422 licenziamenti e condannando l’azienda per comportamento antisindacale. Per il giudice, nel comunicare i licenziamenti collettivi con una email nella notte del 9 luglio scorso, la Gkn è venuta meno al «democratico e costruttivo confronto che dovrebbe caratterizzare le posizioni delle parti». La revoca dei licenziamenti è una prima importante battaglia vinta dai lavoratori contro la finanza, ma non equivale ad aver vinto la guerra.

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20.09.21
Testimonianze

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Una curante resiste ancora a fatica, l’altra ha abbandonato con grande dolore la professione che amava. Le incontriamo entrambe a inizio estate a Zurigo, città in cui risiedono. Brigitte e Silvana, le chiameremo così, hanno lavorato per molti anni insieme in una residenza per anziani della città sulla Limmat.

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14.09.21
Lavoro & Dignità

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«Non ci illudevamo certo di andar contro una multinazionale e avere soddisfazione nel giro di un mese». Riassume così Ricky* lo stato d’animo dei lavoratori Dpd dopo mesi di lotta per vedersi riconosciuti condizioni di lavoro umane, non trattati come dei semplici numeri spremuti da un algoritmo. Se il tempo passa e qualche lieve miglioramento la lotta lo ha portato, non viene meno la determinazione dei corrieri del colosso francese nel veder riconosciuti i loro diritti. È una questione di dignità e di giustizia sociale. Non solo per i dipendenti dell’azienda, ma per tutta la classe lavoratrice. «La nostra lotta non è finalizzata unicamente a migliorare le nostre condizioni. Combattere il sistema Dpd significa lottare per evitare la dipidizzazione del mondo del lavoro, non solo della logistica. Siamo ancora in tempo per evitarlo. Per questo lottiamo» chiarisce il lavoratore.
 


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09.09.21

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

 

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l'uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d'indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una


Manifestazione di protesta

ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!

martedì 15 aprile alle 17.30

a Bellinzona -Piazzale della Posta-


 

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10.04.14
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