In questo pezzo mettiamo in scena la storia di due consiglieri comunali, Mauro Bartoli e Marco Minelli, che denunciano delle irregolarit?, gli danno ragione ma poi gli accollano le spese (salate) per il disturbo arrecato a chi ha dovuto indagare. Ma procediamo con ordine. Tempo fa a Mezzovico decisero che andavano realizzate due importanti opere pubbliche: il palazzo comunale e un centro per la Protezione civile (Pc). Quest?ultimo in parte sovvenzionato. Si tratta dunque di due crediti distinti. Un?osservazione forse banale ma di cui bisogner? tener conto nel prosieguo della storia. Evidentemente vengono presentati due messaggi al Consiglio comunale di Mezzovico con la richiesta di credito per la realizzazione delle due opere. I crediti sono votati e si d? inizio alla costruzione. Nelle due risoluzioni si dice chiaramente che le cifre saranno indicizzate secondo l?indice dei costi della costruzione che in quegli anni hanno subito una contrazione. Le opere supplementari In corso d?opera al Palazzo comunale vengono fatte delle aggiunte per un importo di circa 800 mila franchi. Il tutto senza presentare alcuna richiesta di credito in Consiglio comunale. Perché mai? Vista la contrazione dei costi di cui sopra il Municipio decide di usare i soldi risparmiati nella costruzione del centro Pc per le opere supplementari del Palazzo comunale. Il tutto senza aggiornare le cifre nei messaggi comunali. Vengono presentate delle interpellanze comunali in merito e il Municipio rassicura i consiglieri affermando che non ci sar? un superamento dei crediti. Anzi, si prevedono dei risparmi. Nel settembre 2000 il Municipio presenta un messaggio municipale nel quale si trattano congiuntamente il consuntivo 1999 e la relazione di chiusura del centro comunale. Vani sono i tentativi di far scindere le due trattande. Inoltre nel messaggio con un artificio contabile che non convince Bartoli e Minelli nasce una terza entit?: il Centro comunale (la somma del Palazzo comunale e del centro Pc). Siccome il Consiglio comunale si rivela sordo alla denuncia di queste e altre irregolarit? nella gestione di tali crediti e nei conti consuntivi, Bartoli e Minelli le segnalano al Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato. Ricevuto il ricorso l?amministrazione cantonale, su richiesta del comune di Mezzovico che si trovava con i consuntivi bloccati a causa del ricorso pendente, decide di scinderlo in due parti: una relativa al consuntivo 1999 e l?altra relativa alla relazione di chiusura del centro Comunale. La prima sentenza Per quanto concerne il consuntivo 1999 il 24 ottobre 2001 il Servizio dei ricorsi informa le parti che il loro ricorso ? stato accolto e di conseguenza il presunto utile di esercizio di 39?797 franchi diventa una perdita di 212?331 franchi. Nella stessa sentenza l?autorit? comunale era stata richiamata ad una ?maggiore precisione nella tenuta della contabilit? e ad un maggiore rispetto delle direttive e delle disposizioni applicabili in materia (...)? Pi? intricata la seconda questione, quella relativa alla liquidazione (relazione di chiusura con relativo sorpasso) del Centro comunale. Insomma il Consiglio di Stato ad un primo esame (durato sei mesi) si rende conto che non ha elementi sufficienti per prendere posizione e quindi decide di nominare un perito. Particolare importante ? che ? stato il Consiglio di Stato che ha optato per la designazione di un perito esterno, non sono i ricorrenti che hanno fatto domanda in tal senso. Il Consiglio di Stato chiede l?assenso dei due ricorrenti a tale nomina. Quelli glielo accordano a patto che le spese non vengano accollate a loro. Il perito, un architetto, procede all?esame del caso. Nel rapporto da lui presentato c?? tutto un elenco di documenti richiesti al Comune ma mai consegnati e che quindi non ha potuto esaminare. Tra questi documenti c?? una lacuna degna di nota: mancano i ?piani di domanda di costruzione timbrati e approvati dalle competenti autorit??. In altre parole per la costruzione del palazzo comunale manca la licenza edilizia. In conclusione il perito d? ragione ai ricorrenti ma confonde anche lui i due crediti pur correggendo la cifra del disavanzo. Consegnata la perizia i ricorrenti vengono avvertiti che hanno 15 giorni per consegnare le proprie osservazioni. Ci? che puntualmente avviene: come detto anche nella perizia si sono mescolati il credito richiesto per la costruzione del Palazzo comunale e quello per il centro della Protezione civile. Il Consiglio di Stato risponde con un lapidario ?le osservazioni non vengono ammesse? e questa decisione ? inappellabile. La decisione del Consiglio di Stato Dopo di che passano mesi di silenzio in cui il Consiglio di Stato dovrebbe decidere. Siccome tarda, i ricorrenti lo sollecitano con una lettera spedita lo scorso 30 agosto. A tre giorni di distanza dal sollecito, il tre settembre, arriva la sentenza sulla seconda parte del ricorso. La sentenza in buona sostanza ricalca i contenuti della perizia. L?entit? del sorpasso indicato nella sentenza (dunque anche nella perizia) ? diversa da quella approvata dal Consiglio comunale di Mezzovico. Quanto al particolare della licenza edilizia il Consiglio di Stato ingiunge al Municipio di fare una domanda di costruzione in sanatoria e di mettersi cos? in regola. Concludendo la sentenza d? ragione ai ricorrenti ma non possiamo tuttavia parlare di una vittoria. E s?, perché nella stessa sentenza ? stabilito che ?La spesa di franchi 19?421 e 80 centesimi relativa ai costi peritali ? posta a carico dei ricorrenti in ragione di un terzo e di due terzi del Comune di Mezzovico-Vira?. Una vittoria di Pirro, i due ricorrenti si ritrovano con settemila franchi circa da pagare di tasca propria solo perché hanno fatto il proprio dovere e avendo, oltre tutto, pienamente ragione. E il resto delle spese ? a carico del Comune, cio? dei contribuenti. Il ricorso al Tribunale amministrativo Evidentemente i due consiglieri comunali hanno gi? inoltrato un ricorso curato dall?avvocato Claudio Cereghetti presso il Tram (Tribunale cantonale amministrativo). In questo ulteriore passo nell?iter procedurale si contestano diverse cose. Innanzitutto i ricorrenti sono usciti vincitori dalla procedura di prima istanza. Infatti il Consiglio di Stato ha potuto appurare che ci sono state delle gravi lacune sia dal profilo amministrativo per quanto concerne il consuntivo 1999, sia da quello edilizio e da quello della gestione del credito da parte del Comune di Mezzovico. Che per arrivare a tali conclusioni il Consiglio di Stato abbia dovuto nominare un perito non dovrebbe penalizzare i ricorrenti. Tanto pi? che gli stessi non ne hanno mai chiesto l?intervento. Il fatto che siano state loro addebitate le spese della decisione fa credere che il Consiglio di Stato li consideri almeno in parte soccombenti. In questo punto ci sarebbe perlomeno una carente motivazione, come si osserva nel ricorso al Tram: nella sentenza non ? spiegato il motivo per il quale ? stato deciso di ripartire in quel modo le spese della perizia. Rimane quindi aperta la domanda: perché punire due cittadini che non ricavavano nessun tornaconto dalla procedura e che agivano a tutela dell?interesse pubblico, in qualit? di consiglieri comunali? Aspetteremo con interesse la decisione del Tram perché se dovesse dar ragione al Consiglio di Stato, secondo quanto ? scritto nel ricorso, si affermerebbe una prassi con ?effetto dissuasivo su ogni iniziativa di controllo giudiziario della contabilit? dei comuni?. Qualche considerazione personale Infine Mauro Bartoli si abbandona a qualche considerazione pi? personale. ? piuttosto deluso: ?a quanto pare per fare i consiglieri comunali di un comune ticinese non basta sacrificare del tempo ed essere competenti, ma occorre anche disporre di un buon gruzzolo di denaro da investire a tutela degli interessi pubblici?. Bartoli e Minelli hanno fatto tutta una serie di ricorsi e hanno sempre avuto ragione, come sentenzia a due riprese il Consiglio di Stato, ?? frustrante che i consiglieri comunali di Mezzovico non si siano ancora resi conto che ci sono dei problemi dovuti alla cattiva gestione e che noi dobbiamo ricorrere presso il Consiglio di Stato per far valere le nostre ragioni?. Ed ? lecito porsi anche questa domanda: ?come ha fatto il Consiglio comunale ad approvare dei conti che al Consiglio di Stato sono parsi talmente ingarbugliati da dover ordinare una perizia esterna per capirci qualcosa??. Un?altra cosa mette a disagio Bartoli: ?quando presenti un ricorso ti esponi in prima persona e pare quasi che agisci tu solo contro il Municipio?. Su quanto fin qui intrapreso rimane un po? di amaro in bocca: ?non vedo l?utilit? di ricorrere se poi l?autorit? di vigilanza non provvede a far applicare quanto deciso nei ricorsi?. E allora, cui prodest? E soprattutto Mauro Bartoli vorrebbe allontanare quel tarlo di esser stato vittima di una pratica intimidatoria. Forse una considerazione piuttosto politica ma tale ? la sensazione che provano i ricorrenti.

Pubblicato il 

20.09.02

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