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Gustare un film in tutti i sensi

di

Gianfranco Helbling
Consiglio per una serata un po’ più gustosa del solito: prendetevi un bel film in Vhs o Dvd e, intanto che lo guardate, mangiatevi un’ottima cena a base dei cibi che proprio in quel film sono protagonisti. Sarà un’occasione per conoscere meglio un film che si ama in modo particolare. Sono molti infatti i film legati a doppio filo ad una ricetta particolare o a delle usanze culinarie tipiche della cultura da cui provengono. Per facilitare il compito c’è un sito internet davvero intrigante, soprattutto per i buongustai ma anche per i cinefili (che spesso sono pure buongustai): è mangiarebene.com. Che dimostra che se cibo e cinema vanno spesso a braccetto, non sono da meno sesso e cibo: infatti dal menu della home page si può cliccare sia su «cucina afrodisiaca» che su «ricette da cinema». Cominciamo dalla settima arte. Le ricette proposte sono ormai più di sessanta, e vanno dal Pollo alla Hogwarts di «Harry Potter» al Pesce al vapore di «Banchetto di nozze», dai Merenguitos di «Buena Vista Social Club» al Cosciotto di cinghiale di «Asterix e Obelix contro Cesare», dalla Torta Chabela di «Come l’acqua per il cioccolato» agli Spaghetti alla Mario Ruoppolo de «Il postino», e così via. La grossa pecca di questo ricettario, almeno per ora, è di limitarsi quasi esclusivamente al cinema hollywoodiano o dell’Europa occidentale, ignorando ciò che di bello e di buono si fa nel resto del mondo. Ma le ricette proposte sono intriganti e, oltre alle istruzioni per chi cucina, contengono una breve descrizione del film con spesso un’indicazione sull’importanza di quel particolare cibo nella trama o nelle abitudini culinarie dei luoghi in cui la vicenda è ambientata. Per cui non resta che lasciarsi stuzzicare, ma senza superare i limiti: guardarsi assieme ai pargoletti «Babe, maialino coraggioso» mentre si divora un’Anatra all’arancia può essere altrettanto controindicato che strafogarsi di Cheeseburger de luxe davanti a «Erin Brockovich». Mentre, stando a quel che sostiene un certo Pereira, una dieta a base esclusivamente di Omelette alle erbe aromatiche con una limonata è quanto di più sano si possa immaginare. A proposito di Tabucchi, nel ricettario cinefilo manca quella che forse è la più bella scena girata negli ultimi anni da Alain Tanner, quella di «Requiem» in cui la Moglie del Signor Casimiro spiega come si fa un buon Sarrabulho. Poco male, la si trova nel libro di Tabucchi che, proprio come il film, vive dei gusti portoghesi più tipici, in particolare quelli dell’Alentejo. E chi non si ritiene un mago dei fornelli, può lasciarli tranquillamente spenti e prepararsi un’Insalata Barcelona per gustarsela davanti a «Tutto su mia madre». Bene, ora tutti in cucina. Eh? Le ricette afrodisiache? Sorry, questa è una rubrica di cinema.

Pubblicato

Venerdì 22 Marzo 2002

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