“Riprendiamoci le nostre pensioni in viale Franscini a Lugano”. Detta così è demagogica ma serve, quanto a retorica, a compensare gli inni di gioia levati al cielo questa settimana dai media ticinesi per la decisione di Swiss Life di non vendere la Banca del Gottardo, che proprio in viale Franscini ha la sua sede. Certo, per chi ci lavora fa piacere sapere che la Gottardo ha di fronte a sé qualche anno di tranquillità. Ma la decisione di non vendere la banca, operando invece un trasferimento interno dalla Rentenanstalt alla holding di Swiss Life, ripropone tutti gli interrogativi sulla cattiva gestione degli averi di cassa pensione. Perché in effetti la Banca del Gottardo è l’incarnazione stessa dello scandalo delle pensioni, scandalo esploso con il crollo delle borse che fece volatilizzare miliardi di franchi delle lavoratrici e dei lavoratori di questo paese per essere stati investiti in operazioni speculative a rischio. La Banca del Gottardo fu acquistata dalla Rentenanstalt nel 1999, due anni dopo che la stessa Rentenanstalt fu trasformata da cooperativa in società anonima. Era l’epoca in cui le borse volavano: per la Gottardo, istituto spregiudicato quant’altri mai, furono sborsati 2,5 miliardi di franchi, una cifra che già allora gli analisti giudicarono eccessiva per 600 se non 900 milioni. Chi se ne frega, si dissero i boss della Rentenanstalt, tanto i soldi delle pensioni li abbiamo. Quando però le borse crollarono, Rentenanstalt tentò vanamente di vendere la Gottardo, ma le offerte che ricevette non arrivavano neppure lontanamente a 1,5 miliardi. E oggi è per questa cifra che la holding di Swiss Life l’ha rilevata dalla Rentenanstalt. In altri termini, un miliardo di franchi degli assicurati è stato buttato via con l’acquisizione della Gottardo. I vertici di Swiss Life dicono che gli assicurati, grazie ad operazioni contabili interne, non avrebbero perso nulla. Perché allora l’Ufficio federale delle assicurazioni private ha autorizzato il trapasso interno soltanto alla condizione che, in caso di vendita entro tre anni della Gottardo, metà del plusvalore dovrà andare agli assicurati? Insomma, la Gottardo è stata una delle cause delle perdite miliardarie di Rentenanstalt negli ultimi anni. Perdite che si sta ora compensando con la riduzione del tasso minimo di rimunerazione degli averi di cassa pensione dal 4 al 2,25 per cento nel settore obbligatorio, con tagli ancora più dolorosi (fino al 17 per cento in meno sulle rendite) in quello sovraobbligatorio e con aumenti dei premi che per certe imprese superano il 40 per cento. Una riforma del sistema pensionistico che porti maggior trasparenza ed escluda l’impiego a fini speculativi di capitali delle assicurazioni sociali e previdenziali è invece ancora di là da venire. A due anni dall’esplosione dello scandalo delle pensioni la lezione della Gottardo è stata dunque inutile. Per questo oggi non ci uniamo al coro di applausi.

Pubblicato il 

02.04.04

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