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Gli orsi... investitori ribassisti

di

Paolo Riva
Il momento borsistico lascia prevedere un inverno agitato per gli orsi. Non i simpatici plantigradi, che potranno andare in letargo con la puntualità che li contraddistingue, ma gli investitori ribassisti che ne hanno adottato il nome. Inverno agitato, beninteso, non perché essi debbano cominciare a preoccuparsi, ma perché i mesi a venire sembrano destinati a vederli ancora protagonisti, con un mercato che globalmente fatica a riemergere dai fondali in cui è precipitato, e in cui a molti, per il momento, va bene che resti. I ribassisti sono personaggi odiati dai più, perché gioiscono (e guadagnano) quando nel mondo le cose vanno male. Sono nel contempo anche gli unici che riescono a creare fortune solide, non destinate a sciogliersi come neve al sole. E questo è probabilmente il vero motivo per cui sono odiati: il loro successo. Personalmente preferisco i rialzisti, con una visione positiva del futuro, anche se questo atteggiamento ottimista non sempre equivale al successo finanziario. E quando le cose funzionano, spesso si tratta di fenomeni passeggeri. I ribassisti no. Loro sanno aspettare nell’ombra e quando fanno il colpaccio lo fanno sul serio. Sono la dimostrazione vivente che le regole base del gioco della borsa funzionano, e funzionano bene. Non si tratta di regole segrete, riservate a una ristretta cerchia di iniziati, bensì del ben noto “compera basso e vendi alto”. Una regola tanto semplice, da diventare di difficilissima applicazione, se diamo retta alle nostre osservazioni quotidiane dei mercati borsistici, dove essa viene infranta con risultati devastanti, lasciando i poveri investitori che non l’hanno rispettata a chiedersi come mai le cose non sono andate per il verso giusto. Gli investitori, ma non tutti. Non gli odiati ribassisti, che con pragmatismo ferreo applicano la norma sempre e ovunque traendone grandi vantaggi, e tirandosi addosso le ire dei perdenti (e degli ottimisti). Chiaro poi che si creino delle vere e proprie leggende, attorno ad investitori così spietati. Perché la leggenda è l’unica via di scampo per sopportare i propri insuccessi, un velo di mistero dietro al quale nascondere coloro che sotto sotto invidiamo, solo perché sono capaci di applicare una legge tanto elementare da sembrare stupida. Comperare basso e vendere alto è una norma basilare, un comandamento che non ha mai fallito, e che ha sempre ripagato alla grande chi vi si è attenuto. Per riuscirci non bisogna essere geni o avere fantasia, basta la disciplina. Apparentemente semplice. Tanto semplice che solo pochi ci riescono. E questo ci fa arrabbiare.

Pubblicato

Venerdì 18 Ottobre 2002

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