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Immigrazione e dintorni

Gli italiani all'estero difendano il Parlamento

di

Dino Nardi

Al M5S, dopo aver dovuto ammainare molte delle sue bandiere (NoTav poi la Tav si sta costruendo, NoTap poi il gasdotto in Puglia sta andando avanti, No alle Trivelle e poi le trivellazioni continuano, No ai “Dinosauri della politica” ovvero ai mestieranti della politica ed ecco il recente superamento del limite dei due mandati per i suoi eletti), è rimasto solo il vessillo del taglio al numero dei membri del Parlamento italiano: dagli attuali 945 a 600, cioè da 630 a 400 i deputati e da 315 a 200 i senatori. Una modifica della Costituzione già approvata dal Parlamento in doppia lettura sia da Camera che Senato e che dovrà essere confermata dal popolo italiano con il referendum che si terrà il 20/21 settembre prossimi. Un evento elettorale che coinvolgerà anche gli italiani residenti all’estero che potranno esercitare il loro diritto di voto per corrispondenza avendo l’accortezza di far pervenire la busta con il loro voto al Consolato italiano di riferimento entro le ore 16 di giovedì 17 settembre. Una votazione molto importante, visto la posta in gioco, alla quale è auspicabile la partecipazione, più che nel passato, anche degli elettori italiani residenti all’estero, in Svizzera nel nostro caso. Innanzitutto perché, per questo referendum costituzionale, non è richiesto un quorum di votanti per cui vincerà il SI o il NO che riceverà la maggioranza dei voti. In secondo luogo per rispondere con un secco NO al quesito referendario poiché se, questa ennesima provocazione populista dei pentastellati, dovesse avere successo avremmo solo un misero risparmio per le casse dello Stato limitato a poche decine di milioni di euro all’anno (7 millesimi della spesa pubblica, ovvero quello di un caffè giornaliero di ogni italiano!). Questo, tuttavia, a fronte di una serie di conseguenze negative per la tenuta democratica del Paese: la prima, allontanerà ancor di più i futuri parlamentari dal proprio elettorato (oggi un deputato ogni 96mila abitanti, un domani uno ogni 151mila abitanti) facendo diventare l’Italia uno dei grandi Paesi europei con il minor numero di parlamentari rispetto alla popolazione; la seconda, lascerà l’Italia in mano a una maggioranza composta da un numero molto limitato di parlamentari che potrà decidere in tutto e per tutto le sorti del Paese; la terza, il taglio dei parlamentari penalizzerà soprattutto le regioni più piccole con meno popolazione; la quarta, questo taglio avrà drastiche ripercussioni anche nella Circoscrizione Estero poiché la rappresentanza degli italiani all’estero, già oggi molto penalizzata nel rapporto elettori/eletti, scenderà dagli attuali diciotto parlamentari (sei senatori e dodici deputati) a dodici (quattro senatori, otto deputati).
Vi sono pertanto ottimi motivi affinché la comunità italiana in Svizzera eviti di farsi ammaliare dal populismo dell’antipolitica.

Pubblicato

Giovedì 27 Agosto 2020

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