«La Svizzera è diventata ricca attraverso i soldi in nero». Non è l'affermazione di un noglobal, ma del neodirettore a interim di Ubs, il ticinese Sergio Ermotti. Un'affermazione veritiera, in particolare per il Ticino,  dove Ermotti ha mosso i primi passi professionali. E proprio dai legami e dalla prassi finanziaria cantonale spuntano gli ostacoli a una nomina definitiva di Ermotti a capo di Ubs.

Dicono di lui che sia simpatico e deciso nei momenti necessari, da vero leader. Affascinante e particolarmente fotogenico, ha le qualità mediatiche del supermanager di successo. Alcune testate lo hanno soprannominato il "George Clooney della banca".
Il suo percorso professionale è simile a quello dei suoi predecessori Marcel Ospel e Oswald Gruebel.
Poco convinto, Sergio Ermotti segue le orme del padre iniziando l'apprendistato bancario presso la Corner di Lugano. Folgorato, intuisce la sua strada e intraprende una carriera che lo porterà a girare il mondo per approdare infine a capo della più grande banca del paese, la ventesima a livello mondiale. Una storia esemplare, da uomo fattosi da sé, ideale per un istituto la cui immagine è piuttosto appannata negli ultimi tempi.
Con la sua terra natale, mantiene negli anni dei solidi rapporti. Appena ne ha il tempo, rientra da moglie e figli nella sua casa nel luganese. Appassionato di calcio e tifoso milanista, è presidente del  Football club Collina d'oro.
Ma non di solo calcio e affetti è cresciuto Ermotti, il cui percorso professionale è legato a grandi nomi della storia della piazza finanziaria ticinese. Un passato recente che riemerge, ipotecando seriamente le possibilità di Ermotti di essere consacrato definitivamente alla testa di Ubs.
Nel 2006 Sergio Ermotti entra nel settore degli alberghi di lusso in Ticino, quali il Principe Leopoldo e Villa Sassa per citare i più noti. Le società che gestiscono questi alberghi hanno la sede a Panama. D'altronde, i colleghi di Ermotti nei Cda di queste aziende, il fiduciario Emilio Martinenghi e l'avvocato Giampiero Berra, vantano un'esperienza decennale nella creazione di società panamensi. Il primo colleziona ben 165 aziende iscritte nel registro di commercio di Panama, mentre l'avvocato Berra figura in una cinquantina di aziende con recapito fiscale nel piccolo paese centroamericano. Pur commettendo un errore geografico, forse il ministro italiano Tremonti pensava a loro quando affermò che «esistono più società di Cayman a Lugano che residenti a Lugano". Tutto a norma di legge, ma l'esotico nome di Panama nell'immaginario sociale evoca immediatamente l'evasione fiscale, nel migliore dei casi.
Di questi tempi poi, l'essere accomunati a Panama è particolarmente dannoso a chi ambisce alla carica di capo della più grande banca elvetica. «Quanti soldi neri nasconde il nuovo direttore di Ubs?» ha titolato il maggior quotidiano nazionale, il Blick.
Ermotti ha prontamente dichiarato di voler uscire dai cda panamensi. E si è detto dispiaciuto di non averlo fatto prima, perché seppur non ci sia niente di illegale, «capisco che avere società a Panama non è accettabile». La mossa però potrebbe risultare insufficiente. Altri danni d'immagine potrebbero ostacolare la sua consacrazione definitiva a capo di Ubs.
Ermotti infatti entra nelle società panamensi di alberghi di lusso ticinesi subentrando quale presidente al posto del dimissionario avvocato Marco Gambazzi, nome conosciuto negli ambienti fiduciari cantonali.
Il suo nome è assurto spesso agli onori della cronaca giudiziaria italiana in relazione ai grossi scandali di tangenti o a scandali finanziari della Prima repubblica. Dal crack del Banco Ambrosiano all'affare Enimont, definita dai giornali italiani la madre di tutte le tangenti, dove il ticinese Marco Gambazzi era il gestore del conto Whisky (intestato a società panamensi) presso la Banca della Svizzera Italiana (Bsi) di Lugano, conto sul quale nel 1993 era transitata la maxi tangente Enimont. Va specificato che Gambazzi non è mai stato condannato e collaborò attivamente con la giustizia italiana. Inoltre, Ermotti non è mai stato membro di un cda di una società di cui faceva parte contemporaneamente Marco Gambazzi. Come detto, Ermotti entra il giorno che Gambazzi esce.
Per contro, quest'ultimo condivide lo studio legale con Giampiero Berra, che siede nei cda panamensi insieme a Ermotti.
Ultimo legame insidioso in terra ticinese dell'aspirante capo di Ubs è Tito Tettamanti. Solo nel marzo di quest'anno Ermotti è uscito dal consiglio di amministrazione della Fidinam Holding group, il gruppo gestito da Tettamanti. Negli ambienti della finanza, si vocifera che sia l'unico mandato a cui l'ex patron di Ubs Oswald Gruebel gli abbia chiesto di rinunciare quando lo scorso dicembre lo invitò a far parte della grande banca elvetica dopo la sua partenza dall'italiana Unicredit. L'appartenenza al Cda di Fidinam sarebbe stata in contrasto con le norme Ocse sul sistema bancario.
Ticino, terra dunque di gioie e dolori di Sergio Ermotti. L'ostacolo forse maggiore alla sua nomina definitiva a capo di Ubs sono le relazioni d'affari con i più navigati fiduciari ticinesi, la cui fortuna è stata spesso associata a soldi di dubbia provenienza dalla vicina penisola.
«la Svizzera è diventata ricca attraverso i soldi in nero» ha ricordato Sergio Ermotti la scorsa domenica al SonntagsBlick. In questa partita, il Ticino giocava il ruolo di punta, da sfondamento. Una pesante eredità, i cui contatti sono inevitabili per chi è cresciuto professionalmente nella terza piazza finanziaria elvetica.
Alcune case di scommesse inglesi danno Ermotti vincente 4 a 11 nella corsa alla poltrona di Ubs. Resta il favorito, seppur di poco, davanti a Hugo Bänziger (5 a11).
Lo svizzero Bänziger, dopo un'esperienza alla Commissione federale delle banche e al Crédit Suisse, è attualmente un alto dirigente della Deutsche Bank.
E poiché la finanza è spesso equiparata ai casinò, perché non dar credito ai bookmakers? 

Pubblicato il 

21.10.11..

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